Film: trame e trailer

Baarìa

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( Il voto dei nostri lettori: 4,33 )
Titolo Originale:Baarìa - La porta del vento
Genere:Drammatico
Anno:2008
Regia:Giuseppe Tornatore
Distribuzione:Medusa
Interpreti:Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Laura Chiatti, Monica Bellucci, Enrico Lo Verso, Nicole Grimaudo, Gabriele Lavia, Beppe Fiorello, Giorgio Faletti, Paolo Briguglia, Vincenzo Salemme, Aldo, Luigi Lo Cascio, Leo Gullotta, Nino Frassica, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giovanni, Giacomo
Durata:150'
Data uscita:25/09/2009

Baarìa: la trama

“Baaria” è l’antico nome fenicio della città siciliana di Bagheria. Attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia di Bagheria, il film racconterà un secolo di storia italiana, con le Guerre Mondiali e l’avvicendarsi, sulla scena politica, di Fascismo, Comunismo, Democrazia Cristiana e Socialisti.

Baarìa: il trailer

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3 commenti per “Baarìa”

  • Sandro Roy scrive:

    W L’ITALIA

    Nonostante la mancata nomination agli oscar come miglior film straniero, BAARIA è uno dei pocchissimi film italiani ” belli ” che abbia visto negli ultimi 15 anni.
    Una commedia ( non me l’aspettavo ) tra il grottesco e l’amaro che interpreta l’ Itaia sicula pre e post fascista ” irridendo ” temi drammatici come la politica, la Mafia, la morte.
    Bellissimi i personaggi, tantissimi gli attori italani che si cimentano in brevissime comparse, tra i quali Aldo Baglio, Beppe Fiorello, Ficarra, Picone, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Nino Frassica, Sperandeo, Bova, Frassica, Faletti ecc..
    Lasciandomi con un pizzico di nostalgia per l’Italia che non tornerà più, quelle delle tradizioni e delle scaramanzie, delle scampagnate nei prati, delle le corse a piedi per i vicoli polverosi del paese, quella della Briscola davanti la porta del bar, questo ultimo film di Tornatore mi ha lasciato pienamente soddisfatto.
    Assolutamnete consigliato.
    N.B. Musiche di ENNIO MORRICONE
    Durata: Ben 150 min

  • jackblack scrive:

    Meraviglioso,il secondo film di Tornature che mi ha stupito.
    Triste,divertente,romantico e comunnista.
    Tornatore torna dopo il suo cinema paradiso e non perde colpi

  • PantaRei scrive:

    Non ero mai stata in Sicilia, almeno non prima di aver visto questo film.
    Ebbene si, Baària è una macchina del tempo e del luogo. Si spengono le luci in sala e, accompagnati dalle musiche del Maestro Morricone, ci ritroviamo negli assolati ed aridi paesaggi di una Sicilia lontana nel tempo; siamo oltre lo schermo, nella metà degli anni ’30 (più o meno), sentiamo addosso la polvere delle strade sterrate attraversate dai carretti, le voci della gente, il sole torrido scaldarci la schiena. Questa è la magia che Giuseppe Tornatore è riuscito a realizzare: un film che prende vita, un film in cui ogni singolo personaggio, anche se intravisto per pochi secondi, è un pezzo fondamentale del puzzle, uno sguardo, un sorriso, un andatura, una giacca. Baaria non è un film ma un viaggio.

    La storia si snoda in quasi tre ore di pellicola le quali scorrono rapidamente senza intoppi, senza ristagni. La famiglia Torrenuova ci accompagna in questo tragitto attraversando tre generazioni. Baaria è un omaggio alla Sicilia, ai suoi abitanti e al loro modo di vivere, ad un mondo che non c’è più. Un film a cui potremmo attribuire una funzione archivistica, funzione confermata dai titoli di coda in cui si sentono le interviste a personaggi che sicuramente sono stati d’ispirazione per la realizzazione del film.
    Il racconto è scandito da presenze fisse che vediamo nascere crescere e invecchiare, bellissima la scansione del tempo attraverso circa 60 anni di storia: non viene mai scritto l’anno in cui ci si trova ma ci viene fatto intuire ogni volta in maniera diversa: un titolo sul giornale di un fatto noto, una canzone di sottofondo (magari la nuova hit dei Beatles o quella di Rita Pavone), un’autovettura che passa, un film al cinema (bellissima la scena in cui Pietro cresce sfogliando le pellicole e declamando i titoli dei film).
    Sullo sfondo la linea guida sembra essere la carriera politica nel PCI del protagonista fin dalle prime “ribellioni infantili”. Il tema della politica è molto forte e ben delineato ma non invade il film che rimane un racconto di un tempo e di una vita, anzi di diverse vite

    Moltissimi sono i volti noti di cui incroceremo gli sguardi anche solo per una scena o per pochissimi secondi, all’interno del cast stellare le vere stelle sono i due protagonisti Margareth Madè e Francesco Sciacca (da tener conto anche della bellissima interpretazione della Grimaudo) la cui vita scorre fotogramma dopo fotogramma, ruga dopo ruga (trovo favolosa “l’entrata in scena” di Marianna adulta, dopo l’arrivo degli americani, una delle sequenze che preferisco dell’intero film).
    Ogni volto è importante, come ho accennato, per la completezza dell’opera perché quel mondo è fatto di voci, di sguardi, di gesti ed ognuno è unico e caratteristico.
    L’altro aspetto importante ed indispensabile nella narrazione di un luogo, di quel luogo, è l’attaccamento alla credenza popolare e alla superstizione, un attaccamento che traspare fortemente durante tutto il film.

    Scenografie , costumi e make up lasciano senza parole. La ricostruzione della Bagheria in Tunisia è incredibile così come l’attenzione ad ogni minimo dettaglio di ogni abito (dal bottone al laccio della scarpa, alla toppa sulla camicia), particolari che attraversano decenni e quindi un’attenzione che deve seguire l’evoluzione.

    Tornatore è un grande maestro e con questo film realizza la magia del cinema che ci viene incontro, che ci avvolge come una coperta, che ci fa sentire a nostro agio come davanti ad un caminetto mentre ascoltiamo rapiti qualcuno che ci racconta una storia.

    Alla prossima!
    PantaRei

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