![]() ![]() Film: trame e trailerBasilicata Coast to Coast![]()
Basilicata Coast to Coast: la tramaBasilicata coast to coast è una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri inaspettati che porta una combriccola di musicisti a mettersi in viaggio per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al film. Il viaggio avrà per tutti un valore terapeutico. Basilicata coast to coast è una commedia corale, picaresca e canterina, malinconica e stralunata, che tra gag esilaranti, sagaci dialoghi e amare constatazioni di vita, prende quota per crescere ininterrottamente fino all’epilogo a sorpresa. Basilicata Coast to Coast: il trailerContributi aggiuntivi Basilicata Coast to CoastArticoli correlati2 commenti per “Basilicata Coast to Coast”![]() “Quattro musicisti, un cavallo e un carretto”: inizia così il viaggio di una band amatoriale attraverso la Basilicata, da costa a costa. I quattro protagonisti, Rocco, Salvatore, Franco e Nicola, uniti dalla passione per la musica e da una profonda amicizia, partono a piedi da Maratea per partecipare al concerto musicale di Scanzano Jonico, esibendosi durante il cammino e facendo conoscere le loro canzoni. A seguirli per il reportage che deve sponsorizzare alla stampa l’insolita iniziativa, la giornalista di una rivista parrocchiale, Tropea Limongi, scontrosa figlia di un onorevole, annoiata e amareggiata dalla vita. Un viaggio terapeutico, ricco di incontri e contrattempi che rende il gruppo più affiatato, genera cambiamenti e fa riflettere. Da qui il titolo della pellicola, “Basilicata Coast to Coast”, un road-movie a tutti a gli effetti, con la strada che fa da protagonista sullo sfondo di un Sud Italia inedito e spesso dimenticato: la Basilicata in tutta la sua varietà di usanze, gente e paesaggio, dalla città, all’entroterra roccioso, fino al mare. Prorompente e sentita l’interpretazione e la direzione del progetto da parte dell’artista lucano Rocco Papaleo, per la prima volta dietro la macchina da presa, felice di rendere omaggio alla sua terra natia e di lavorare con amici e colleghi di vecchia data da lui stesso coinvolti: Alessandro Gassman (Rocco), Paolo Briguglia (Salvatore), Max Gazzè (Franco) e Giovanna Mezzogiorno (Tropea Limongi). La pellicola si sviluppa spontanea e lineare, accompagnata dall’intonazione di esilaranti canzonette, dalle composizioni della musicista Rita Marcotulli e dal nuovo pezzo del cantante Max Gazzè, “Mentre dormi”, posto a conclusione dell’avventura. Quest’ultimo, membro del cast, nel suo ruolo di personaggio “non parlante” è l’esempio visivo di una comunicazione archetipica più efficace, espressa attraverso note e silenzi. Oltre a lui, la parte di latin-lover spetta a Rocco, interpretato da un sempre affascinante ed ironico Alessandro Gassman, mentre il giovane e timido Salvatore ha il tenero volto di Paolo Briguglia. Il cammino si svolge a contatto con la natura nel recupero di un legame ancestrale e genuino con la terra Basilicata, che, al di là di ogni rigido regionalismo, simboleggia l’attaccamento che chiunque prova verso la propria terra. Sincero e doveroso il brindisi rivolto da Papaleo ad un attore che ha già calcato questi luoghi: Gian Maria Volontè, interprete di Carlo Levi in “Cristo si è fermato ad Eboli” (1979). Sebbene il film è certamente ispirato al fervore giovanile degli anni ’70 e delle Beat Generation, il viaggio è in realtà una metafora di vita sui progetti ed i sogni perseguiti ogni giorno sotto l’impulso di incoraggiamenti, speranza e voglia di cambiamento: un’esperienza che, indipendentemente da come e dove si arriva, vale la pena vivere. È questo il messaggio che traspare o che il regista sembra voler comunicare tramite un film agrodolce, frammisto di scene comiche e crisi esistenziali, la cui arma vincente non solo è costituita da personaggi carismatici, ma anche da una fondamentale poetica musicale legata all’ambito teatro-canzone. La sfida di riprodurre su grande schermo un progetto più facile da realizzare su palcoscenico è stata colta dal regista, a quanto sembra, in modo convincente: la sua opera prima, inserita in una cornice nuova e diversa del nostro sud, si configura infatti come racconto piacevole di problematiche e sentimenti semplici e profondi, a suon di musica e con allegra autoironia. ![]() L’armata Brancaleone di Rocco Papaleo attraversa la Basilicata (e le sale italiane) e semina consensi. Abbandonando l’abusata ambientazione domestica nella quale si è accasciato il cinema italiano degli ultimi anni, “Basilicata coast to coast” inforca con coraggio l’inusuale strada del road movie tanto da essere un “Easy rider” all’italiana. Il provincialismo spesso imputato al nostro cinema si trasforma in vero punto di forza di un piccolo grande film, leggero ma non troppo, piacevole e riflessivo, una vera chicca destinata a diventare un cult di periferia (e non solo). Vero motore delle gag è la coppia Gassman-Papaleo. Il primo ritrova la vis comica del memorabile “Teste di cocco”, il secondo genera irrefrenabili risate solo con lo sguardo allucinato. Stona la recitazione di una Giovanna Mezzogiorno troppo finta rispetto alla spontaneità dei compagni di viaggio e ben più adatta alle parti urlate di “Vincere” o “L’ultimo bacio” che non al registro della commedia. Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. 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