Film: trame e trailer

Cogan – Killing Them Softly

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( Il voto dei nostri lettori: 2,81 )
Titolo Originale: Killing Them Softly
Genere: Crimine, Thriller
Sceneggiatura: Andrew Dominik, George V. Higgins
Anno: 2012
Regia: Andrew Dominik
Distribuzione: Eagle Pictures
Interpreti: Brad Pitt, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn, James Gandolfini
Durata: 97
Sito Ufficiale: www.facebook.com/pages/Killing...
Data uscita: 18/10/2012

Cogan - Killing Them Softly: la trama

Jackie Cogan (Brad Pitt) è un duro che a New Orleans si dedica a un mestiere molto delicato. È uno specialista della sicurezza particolarmente apprezzato in interventi “non ufficiali”, richiesti da clienti che non vogliono farsi troppa pubblicità. L’ultimo incarico che gli è stato assegnato è una brutta gatta da pelare: deve trovare i responsabili di un colpo grosso ai danni della malavita locale, una rapina compiuta durante una partita di poker tra personaggi molto influenti nel giro. Pare che gli autori del colpo siano due criminali da strapazzo, e vanno trovati ad ogni costo.

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Cogan - Killing Them Softly: il trailer

Contributi aggiuntivi Cogan - Killing Them Softly

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Stefano94 scrive:

VOTO: 9,5/10

Corre l’anno 2008, l’America è in piena crisi finanziaria e ci si arrangia come si può. Johnny Amato detto “Scoiattolo”, un criminale di poco conto, decide allora di organizzare una rapina durante una bisca clandestina di poker. Per svolgere il lavoro si rivolge a Frankie e Russell, il primo un delinquente, il secondo un eroinomane che rapisce per poi vendere cani di razza. Arriva la sera della partita di poker e tutto è pronto per la rapina. Organizzatore della bisca è Markie Trattman, di cui nessuno nel mondo criminale si fida poiché una volta organizzò una rapina durante una bisca da lui stesso organizzato, per intascare tutti i soldi. Frankie e Russell arrivano nel luogo della partita di poker e prendono tutti i soldi, con sgomento di Markie. I due ladruncoli se la svignano, e la colpa ovviamente ricade su Markie, che nessuno vedeva di buon occhio. Per regolare i conti viene contattato Jackie Cogan, killer su commissione. Subito lui invia degli scagnozzi che con un pestaggio uccidono Markie. Passa il tempo e intanto Russell, che si è recato in Florida, fa il madornale errore di parlare ad un certo Kenny della rapina. La notizia arriva alle orecchie di Cogan, che allora dovrà utilizzare le sue capacità per trovare e uccidere Frankie, Russell e “Scoiattolo”.

Adattamento del capolavoro del 1974: “Cogan’s Trade” di George V. Higgins, il film, diretto da Andrew Dominik, è un thriller denso di significato e di protesta.

Tutti i pezzi vengono montati alla perfezione da Dominik, il quale, non discostandosi di troppo dal libro, è riuscito a creare un prodotto di notevole impatto, malgrado lo scarso successo al botteghino.

Nel ruolo di Cogan c’è Brad Pitt, che per la seconda lavora al fianco di Dominik dopo L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Qui interpreta magnificamente Jackie, donandogli un portamento che rispecchia il suo modo di essere. Nei ruoli di Frankie e Russell abbiamo rispettivamente Scott McNairy e Ben Mendelshon, entrambi straordinari nei loro ruoli, così bravi da renderli quasi iconici. Nel ruolo del truffatore truffato Markie c’è Ray Liotta. Infine esplode come un fulmine nel cielo l’interpretazione di James Gandolfini, qui nei panni di Mickey, amico di Cogan a cui è stato affidato l’omicidio di “Scoiattolo”.

Due particolarità rendono il film un capolavoro: i dialoghi e i discorsi politici di sottofondo. Ogni scena infatti si regge su dialoghi lunghi, complessi, filosofici, talmente articolati e sopra le righe da diventare quasi teatrali. Secondo dato importante sono appunto i discorsi politici sullo sfondo, anch’essi servono a dipingere il mondo attorno alla vicenda. C’è la crisi economica e molti dei discorsi fanno appello alla solidarietà del paese e a non smettere di sperare; una sorta di telecronaca che quasi tenta di illudere chi ascolta facendogli credere che vada tutto bene. Una ninna nanna che uccide dolcemente.

Al di fuori di questo è un ottimo film, che purtroppo non è stato ben accolto dalla critica e ha fatto fiasco al botteghino, poiché, da come ho letto in alcune recensioni: “il film non para da nessuna parte e risulta essere pesante”. Assolutamente non vero.

Dopo lo svolgimento della trama il film poi si conclude con un discorso da parte di Cogan, che aumenta notevolmente il valore della storia e del messaggio che c’è dietro:

«Amico mio, Jefferson è un santo americano, perchè ha scritto le parole “Tutti gli uomini sono creati uguali” cosa in cui, evidentemente, non credeva visto che fece vivere i suoi figli in schiavitù. Era un ricco enologo stufo di pagare agli inglesi troppe tasse; così scrisse delle belle parole e aizzò la plebaglia che andò a morire per quelle parole, mentre lui rimaneva a casa a bere il suo vino e a scoparsi la sua schiava. E quello (puntando Obama sullo schermo) viene a dirmi che viviamo in una comunità? Ma non farmi ridere! Io vivo in America! E in America tu sei solo, l’America non è una nazione è soltanto affari… e adesso pagami!»

Toninotre scrive:

E’, parlando in generale, la storia di due delinquenti non organizzati e senza soldi, che decidono, per l’appunto, di fare una rapina a dei personaggi che hanno a che fare, al contrario di loro, con la delinquenza organizzata. Questi mafiosi organizzati cercheranno, quindi, di scoprire chi erano questi due, e i loro eventuali complici.
Il primo tempo mi è piaciuto molto perché questi attori, almeno per me, sono sconosciuti, e di conseguenza lo spettatore come me, non saprà mai come andranno a finire le svariate scene violente. Mi spiego meglio: quando vedo 007, o Batman, o personaggi simili, nel momento in cui stanno per essere uccisi… purtroppo chi sta guardando la scena già saprà come andrà a finire: e cioè, che loro vinceranno sempre (infatti sono immortali!!). Invece quando non c’è un eroe , o un attore famoso di mezzo, allora il suspense, durante la scena di violenza accelera il ritmo cardiaco (adrenalina). E se poi gli attori (e/o meglio dire, i personaggi) sono pure simpatici, l’empatia, nei loro confronti ti fa tremare ancora di più per la loro sorte. (Brad Pitt appare in un secondo momento).
Invece il secondo tempo è un pochetto più noioso, però la suspense rimane. E’ stato un thriller abbastanza violento.

Alessio 90 scrive:

Una buona pellicola incentrata su un tema oramai ricorrente, ovvero la crisi economica nell’America dei giorni nostri vista con gli occhi di un assassino a pagamento.

Ora, la pellicola è tratta dal romanzo di George V. Higgins Cogan’s Trade. Non so quanto sia fedele il film di Andrew Dominik ma posso dire che è un lavoro ben riuscito. Sia sul piano della sceneggiatura che sul piano visivo. A mio parere sia chiaro.
L’inizio lascia presagire già a qualcosa di particolare levando ogni previsione su un action movie scontato dove volano pallottole a non finire con morti ammazzati ovunque.
Tutto ruota attorno a tre furbacchioni che credono di averla fatta franca dopo aver svaligiato una bisca clandestina, facendo ricadere la colpa sull’organizzatore, per via di un analogo episodio avvenuto anni prima per mano di quest’ultimo. La cosa non quadra e allora la mafia decide di affidarsi alle docili mani di Cogan per rimettere le cose a posto.
Tra battute di gusto e situazioni alquanto scomode, Cogan riuscirà a venirne fuori nella maniera più pulita possibile lasciando i diretti interessati su tavoli d’obitorio

Un Brad Pitt in grande spolvero riesce a immedesimarsi anche in questa veste di assassino dalle “buone maniere” che ama uccidere le sue vittime dolcemente. (cit. Cogan)
Una delle scene da ricordare è senza dubbio il dialogo di quasi dieci minuti che ha con James Gandolfini (I Soprano), che interpreta il ruolo di Mickey, anch’egli assassino, troppo vecchio e troppo stanco per continuare a fare questo lavoro.

Notare che per tutto l’arco della durata del film non viene mai menzionato il nome di Cogan sottolineando questo particolare con una scena dove Cogan stesso dice che solo in pochi lo conoscono e solo in pochi sanno che faccia abbia. Un particolare in più che rende la figura di Cogan ancora più possente nel quadro generale del film.

Da vedere.

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