Film: trame e trailer

Happy Family

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( Il voto dei nostri lettori: 4,83 )
Titolo Originale:Happy Family
Genere:Commedia
Sceneggiatura:Gabriele Salvatores, Alessandro Genovesi
Anno:2010
Regia:Gabriele Salvatores
Distribuzione:01 Distribution
Interpreti:Diego Abatantuono, Margherita Buy, Fabrizio Bentivoglio, Fabio De Luigi, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci
Durata:90'
Data uscita:26/03/2010

Happy Family: la trama

Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli quindicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse.

Happy Family: il trailer

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4 commenti per “Happy Family”

  • annado scrive:

    Happy family
    Quando ottimi ingredienti fanno una torta ributtante. Quando prendi un regista di successo e speri che basti il nome. Quando scritturi attori di qualità e li metti in scena alla grande. Quando tecniche ed espedienti registici vengono sparpagliati qua e là come perle. Quando le battute e le gags sono in sé e per sé divertenti…ma la torta fa schifo. Non c’è che dire. La storia non lega e non tiene, il trucco semi pirandelliano non convince neanche un po’, perché…perché manca l’idea. Ecco il nodo attorno al quale si snoda il flop, ecco il nodo attorno al quale non si snoda la narrazione. E allora non basta il regista –bravissimo- e non bastano gli attori – eccellenti -. Fare un film sulla storia di un film che non ha storia è la presunzione dello studente che non studia perché tanto lui è intelligente… Vero, ma alle volte fioccano i 4.

  • giovanniribisi scrive:

    Non nuovo a pellicole surreali e fuori dal coro come Nirvana o Quo vadis, baby?, Gabriele Salvatores mette in scena, con coraggio e sperimentalismo, la fase creativa di uno sciamannato sceneggiatore da quattro soldi (interpretato da un carismatico Fabio De Luigi), dando visibilità ad un mestiere che spesso rimane nell’ombra. Una pellicola impavida che, trascurando volutamente il puro intreccio narrativo e mischiando i piani del racconto fino allo smarrimento, fa storcere il naso al comune spettatore che si aspetta la solita commediola corale con i canonici inizio, mezzo e fine, ma che delizia i palati più raffinati con il dolce sapore della novità.
    Con chiaro riferimento ai pirandelliani Sei personaggi in cerca d’autore, la truppa dei protagonisti, capitanata da un Abatantuono sottotono e da un magistrale Bentivoglio, prende vita nel vero senso della parola e diventa parte reale e integrante del vivere quotidiano dello sceneggiatore. Ciascuno di loro pretende di essere il personaggio principale o quanto meno d’avere qualche battuta in più. Ma sono ancora tutti nell’embrionale stadio di stereotipo caratterizzato con estremismi goliardici. E’ un mondo abbozzato, palesemente fittizio e da affinare nelle sfumature, con dialoghi scarni e a tratti banali. Ma è tutto voluto. Ciò che agli occhi dello spettatore appare come carenza, è invece esplicita volontà del regista. Perché è ciò che accade nella mente dello sceneggiatore, tra realtà e invenzione.
    Salvatores, sorvolando i generi classici, cerca quindi di aprire una nuova strada nel cinema italiano, pur non rinunciando ad alcune sue costanti, come l’immancabile presenza della bicicletta nei suoi film o il ricordo dei luoghi assolati del Marocco dell’incantevole Marrakech Express.
    Ma Happy family è anche un grande omaggio al cinema. Non solo sul piano citazionistico col finale che riecheggia quello de I soliti sospetti, ma anche tecnico con l’invasività della mdp, l’uso dello split-screen e dell’iris, gli sguardi in macchina che interpellano direttamente lo spettatore, demolendo la barriera dello schermo.
    Insomma, è un tentativo in gran parte riuscito, una boccata d’aria fresca, un film piacevole, non esilarante, alternativo. Un film che riflette sul cinema in quanto linguaggio cullandosi nella rilassante colonna sonora di Simon e Garfunkel.

  • Titina.24 scrive:

    Originale e divertente!! Consiglio di vederlo. Anche perchè secondo me il nostro cinema, il cinema italiano merita veramente!

  • tom scrive:

    Come direbbe Leonardo DiCaprio in “Inception”, è “l’idea che può trasformare il mondo,cambiare le regole”. E’ quello che non succede inizialmente a Ezio (Fabio DeLuigi) che cerca disperatamente di scrivere ma non sa cosa. Vuole fare,produrre ma come può farlo? (quante volte capita ai comuni mortali…)
    Per fortuna sua ci sono i suoi personaggi: la famiglia di Filippo e quella di Alice che a soli sedici anni vogliono sposarsi (precoci i ragazzi…).
    Inizia così una lunga opera di persuasione dei giovani alle rispettive famiglie: da una parte Filippo ha a che fare con la madre Margherita (Buy) e il suo secondo marito Vincenzo (Bentivoglio),dall’altra Marta deve convincere la strana coppia Signoris-Abatantuono. E poi c’è Caterina (Bilello) che sotto sotto cova un certo interesse per Ezio,lo scrittore. Già Ezio…

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