Film: trame e trailer

Hunger Games: La ragazza di fuoco

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( Il voto dei nostri lettori: 3,26 )
Titolo Originale:Hunger Games: Catching Fire
Genere:Fantasy
Sceneggiatura:Simon Beaufoy, Michael Arndt
Anno:2013
Regia:Francis Lawrence
Distribuzione:Universal
Interpreti:Jennifer Lawrence, Sam Caflin, Liam Hemsworth, Lenny Kravitz, Elizabeth Banks, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Woody Harrelson, Philip Seymour Hoffman, Jena Malone, Lynn Cohen, Meta Golding, Patrick St. Esprit, Jeffrey Wright
Durata:146
Data uscita:27/11/2013

Hunger Games: La ragazza di fuoco: la trama

Dopo essere sopravvissuti agli Hunger Games con uno stratagemma che ha spiazzato il pubblico e gli Strateghi, ma che soprattutto ha aperto una nuova pagina del libro nero del Presidente Snow, Katniss e Peeta – gli innamorati sfortunati del Distretto 12 – si apprestano al Tour della Vittoria, che svelerà loro i primi focolari di rivolta della nazione di Panem nei confronti della dispotica Capitol City, che ogni anno costringe 24 ragazzi (due per ognuno dei distretti) a partecipare a un brutale reality show, che prevede un solo superstite. Uno strumento di controllo e terrore per mantenere schiavo l’intero Paese. Katniss e Peeta sono involontariamente divenuti simbolo della ribellione, che sta prendendo piede a partire dai distretti più poveri e oppressi. Snow non può tollerarlo, ma non può nemmeno rendere i due ragazzi dei martiri. Così, per il 75mo appuntamento con gli Hunger Games, ovvero l’edizione della memoria, ha in serbo per tutti una bella sorpresa.

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Hunger Games: La ragazza di fuoco: il trailer

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VOTO: Il lupo perde il pelo ma non il vizio
E’ arrivata all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma l’anteprima fuori concorso più attesa dell’edizione 2013: Hunger Games – La Ragazza di Fuoco. E’ stato l’unico vero blockbuster presente al Festival e lo si capiva da una folla mai vista nei giorni precedenti: orde di ragazzine urlanti come se regalassero patenti, manifestanti accampati con le tende sul red carpet e celebrities con tacchi alti e gonne giropassera. La cornice ideale per il ritorno nell’arena della faccia da “salumara de Frascate” più apprezzata al mondo: Jennifer Lawrence (Il Lato Positivo) alias Katniss Everdeen.

La Ragazza di Fuoco riprende nell’esatto punto in cui c’eravamo lasciati con il capitolo precedente. Katniss, sempre più simpatica e trattabile quanto una donna cui si sbecca lo smalto, è ritornata al suo caro e amato Distretto 12, in attesa di iniziare il tour della vittoria che la porterà, assieme a Peeta (Josh Hutcherson – I Ragazzi Stanno Bene), a visitare tutti gli altri 11 distretti. Dopo l’esito dei 74esimi Hunger Games, il Presidente Snow (Donald Sutherland – The Italian Job, M.A.S.H.) non aspetta altro che reprimere lo spirito ribelle di Katniss prima che contagi tutta la popolazione, e l’occasione non tarda ad arrivare. Galeotto fu quel limone rubato, e filmato, tra la caciottara e il cornificato in mondovisione Gale (Liam Hemsworth – I Mercenari 2) che permette a Snow di tenerla in pugno. Tuttavia la sfrontatezza di Katniss non la tiene lontana dall’infondere speranza nella gente di Panem, cosi il Presidente, seguendo le indicazioni del nuovo stratega Plutarch Heavensbee (Philip Seymour Hoffman – L’Arte di Vincere), decide di organizzare un’edizione della memoria per i 75esimi Hunger Games, pescando i concorrenti tra i vincitori delle edizioni precedenti ancora in vita. Indovinate chi sono i fortunelli a rientrare nell’arena?

Gary Ross lascia la sedia da regista all’austriaco Francis Lawrence (Constantine, Io Sono Leggenda) per quella che potremmo considerare la “Fase 2” di Hunger Games. La Ragazza di Fuoco è il secondo film di quella che diventerà una quadrilogia e difficilmente piacerà a chi non ha visto il primo episodio. Senza conoscere i personaggi attorno a quali girano le vicende, sembra la storia di una ragazza baciata dalla sfiga che nel frattempo adotta la filosofia de “il triangolo si, l’aveva considerato”.

Hunger Games La Ragazza di Fuoco è diviso in due blocchi ben distinti: il primo, quello più “tranquillo” del tour celebrativo in cui viene approfondita la conoscenza dei personaggi, ed il secondo, con l’azione del gioco al massacro e Katniss che si trasforma da “ce l’ho solo io” a “fate bene fratelli”. Tutto il mondo degli Hunger Games ritorna senza cambiare una virgola, attori compresi. Ci sono i grotteschi vestiti colorati alla Billy More di Capitol City, indossati egregiamente da Stanley Tucci (Il Diavolo Veste Prada), Elizabeth Banks (The Next Three Days) e Lenny Kravitz, sempre più stilista e meno cantante. Ci sono gli occhioni azzurri di Liam Hemsworth che questa volta sembra avviarsi verso un ruolo più importante nella storia, c’è il triangolo amoroso, ultimamente elemento portante delle saghe teen (vedi Twilight e The Host), e c’è Woody Harrelson, attore che riesce ad essere convincente sia in ruoli come questo da cazzaro alcolista, sia nei panni del super cattivo come in Out of the Furnace (Scott Cooper, presentato a Roma).

La Ragazza di Fuoco non ha niente che non va, ma si può dire che non toglie nulla e non aggiunge nulla rispetto al primo capitolo della saga. Francis Lawrence ha fatto il compitino e non si può dire che l’abbia fatto male, il film non annoia e arriva in scioltezza fino alla fine nonostante le 2h e 26’. Quando ho sentito che sarebbe tornata l’arena degli HG ho pensato “Aridaje”, invece l’idea di inventare un gioco cosi terribile ed angosciante è talmente vincente da catalizzare l’attenzione anche se lo ripetessero cento volte, utilizzando le infinite possibilità scenografiche della cupola modello Truman Show. Il “racconto per ragazzi” si fa sentire solo un po’ troppo quando vengono presentati i concorrenti della 75esima edizione, un tantino stereotipati. Hanno messo il narcisista, la babbiona, il genio e soprattutto la sboccata…cioè fatemi capire, in una situazione del genere, c’è solo una persona che pronuncia “caste” parolacce? Io come minimo mi sarei fatto buttare fuori per bestemmie come al GF.

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-I babbuini sono degli animali di merda e credo che i mandrilli appartengano alla stessa famiglia

-Si può creare un abito fatto interamente di farfalle

-I cavi di rame sono lunghi centinaia di metri, o almeno cosi dev’essere

-Si può estrarre l’acqua dal tronco di un albero

-Katniss con una giravolta si trasforma da colombaccio a ghiandaia

Pietro Cristian scrive:

Se il primo capitolo non è stato molto convincente questo lo è ancora meno. Qui troviamo Katniss e Peeta sopravvissuti ai precedenti Hunger Games intraprendono il “Tour della vittoria” e attraverso di esso vedono che Panem è sull’orlo della rivoluzione e per arginarla il presidente di Capitol City Snow proclama dei nuovi Hunger Games con tutti i vincitori precedenti con lo scopo di far morire Karniss nell’arena e con essa anche la speranza che essa ha generato per tutti i distretti sottomessi. Nonostante in cabina di regia sia subentrato Francis Lawrence a Gary Ross il film mostra più imperfezioni che novità. La prima parte introduttiva è troppo lunga concentrandosi su dettagli superflui e prevedibili che potevano essere evitati sino ad arrivare improvvisamente nell’arena fino a un epilogo troppo frettoloso con il finale aperto al prossimo file.Jennifer Lawrence si mette al servizio di una mediocre sceneggiatura che di conseguenza da un interpretazione mediocre(la peggiore della sua carriera) e dimostra che questo e solo un film “di passaggio” preparatorio al prossimo capitolo della saga. Il film ha fatto il tentativo di di salire di livello sopratutto grazie alla regia di Francis Lawrence ma purtroppo non basta è il film risulta mediocre e non soddisfa le aspettative

Pietro Cristian scrive:

Se il primo capitolo non è stato molto convincente questo lo è ancora meno. Qui troviamo Katniss e Peeta sopravvissuti ai precedenti Hunger Games intraprendono il “Tour della vittoria” e attraverso di esso vedono che Panem è sull’orlo della rivoluzione e per arginarla il presidente di Capitol City Snow proclama dei nuovi Hunger Games con tutti i vincitori precedenti con lo scopo di far morire Karniss nell’arena e con essa anche la speranza che essa ha generato per tutti i distretti sottomessi. Nonostante in cabina di regia sia subentrato Francis Lawrence a Gary Ross il film non mostra più imperfezioni che novità. La prima parte introduttiva è troppo lunga concentrandosi su dettagli superflui e prevedibili che potevano essere evitati sino ad arrivare improvvisamente nell’arena fino a un epilogo troppo frettoloso con il finale aperto al prossimo file.Jennifer Lawrence si mette al servizio di una mediocre sceneggiatura che di conseguenza da un interpretazione mediocre(la peggiore della sua carriera) e dimostra che questo e solo un film “di passaggio” preparatorio al prossimo capitolo della saga. Il film ha fatto il tentativo di di salire di livello sopratutto grazie alla regia di Francis Lawrence ma purtroppo non basta è il film risulta mediocre e non soddisfa le aspettative

Stefania86 scrive:

HUNGER GAMES-LA RAGAZZA DI FUOCO
Come spesso accade,il film piu’ atteso si rivela il piu’ debole e deludente.In occasione del terzo venticinquesimo anniversario degli Hunger Games,gli organizzatori pensano a qualcosa di speciale:sorteggiare i 24 tributi tra i vincitori ancora in vita.Scelta che si rivela ben presto quella sbagliata,i giochi diventano noiosi,senza alcuna tensione o suspance.Personalmente si poteva passare direttamente al capitolo finale,questo film poteva essere riassunto in una sola scena,magari dopo i titoli di coda del primo(che per inciso non è questo gran film ma la sconcertante bruttezza del secondo capitolo lo valorizza tantissimo).Ora non resta che aspettare i prossimi due anni,perchè ormai va di moda ad Hollywood dividere i capitoli finali in due parti.Speriamo solo che,come si suol dire,il fine giustifichi i mezzi.
VOTO 4

Sparky97 scrive:

“Ricorda chi è il vero nemico…”

Hunger Games: La Ragazza di Fuoco, già campione di incassi in America, attesissimo sequel del primo capitolo, è un film che non delude le aspettative sotto nessun aspetto, rivelandosi sicuramente migliore del precedente.
In questo secondo capitolo vediamo una Katniss Everdeen cresciuta dopo i passati Hunger Games, vinti, e da un lato divisa in amore tra Gale e Peeta, e dall’altro tesa a contrastare/obbedire al Presidente Snow. Finché non dovrà tornare nell’Arena…
Pochi i punti deboli e tantissimi punti a favore per il primo film della saga diretto da Francis Lawrence che, succeduto a Gary Ross al timone di questa impresa, ha saputo impugnare le redini di questi giochi prendendo il meglio dal precedente capitolo e migliorandolo ancora. Merito anche del grandissimo cast, tra cui non posso non nominare il premio Oscar® Jennifer Lawrence, che è sempre più Katniss, e non sembra nemmeno interpretare un personaggio, ma sembra essere quel personaggio: prova le sue emozioni, pensa le sue stesse cose regalandoci un’eroina reale e tangibilmente coraggiosa. Altra menzione per Woody Harrelson alias Haymitch, che in questa seconda “puntata” assume un ruolo di maggior rilievo (comico) lungo tutta la prima parte del film, mostrandoci la beffarda ironia del personaggio con estrema bravura e naturalezza. Ottime le interpretazioni di veterani della saga quali Donald Sutherland/Presidente Snow e Stanley Tucci/Caesar Flickerman, e della new entry Philip Seymour Hoffman come primo stratega Plutarch Havensbee.
Sfavillanti costumi animano la scena in questo secondo atto, aiutando a ricreare la maestosità di scene come quella in cui Katniss diviene la Ghiandaia Imitatrice sotto gli occhi stupiti di Caesar e di tutto il mondo.
Per quanto riguarda la questione della fedeltà al romanzo: non ci sono grossi tagli, e quelli che ci sono sono in parte giustificati da questioni di tempo (già così la durata è di 150 minuti!), come l’assenza dei due fuggitivi dal Distretto 11 in rivolta, o la ferita di Katniss alla gamba. Grande taglio insensato è quello fatto ai danni dell’orologio da taschino di Plutarch, con il quale lo stratega cominciava a mostrarsi alleato di Katniss. Qualche altra mancanza, come l’arrivo del pane dal Distretto 4 all’interno dell’Arena o la scoperta del passato di Haymitch, ma niente che disturbi gravemente lo svolgimento della narrazione.
Sono state aggiunte, inoltre, alcune simpatiche integrazioni, come la nipotina del Presidente Snow o il suo bicchiere con il sangue.
Numerosi rispetto al primo capitolo sono anche i “siparietti” comici, in primis quello della scena sull’ascensore, in cui Johanna Mason si denuda davanti a una Katniss a dir poco schifata e sconvolta.
Grande scena e grandi emozioni per l’ultima sequenza in cui, dopo l’annuncio shock di Gale (“Il Distretto 12 non esiste più. È stato distrutto.”), negli occhi di Katniss cogliamo la sua trasformazione da cerbiatto indifeso a Ghiandaia Imitatrice. Infine una veloce menzione anche per la straordinaria sorpresa finale appena prima dei titoli di coda, che lascia col fiato sospeso acuendo l’attesa per l’ultimo atto (che arriverà al cinema diviso in due parti).
Uniche piccole pecche: c’è un evidente sbilanciamento tra le due figure di Gale e di Peeta. Nel film, contrariamente al libro, Katniss sembra amare Gale e non tenere in alcuna considerazione (se non come rapporto di pura amicizia) Peeta. Tutto il dilemma interiore della protagonista, ben espresso nel testo di partenza, non viene reso con precisione. Altra cosa, forse più un commento personale che non un vero e proprio errore, il fatto che venga mostrato un Presidente Snow più umano già durante il colloquio iniziale con Katniss a casa di lei. Per me era una carta da tenersi e giocarsi solo alla fine del percorso cinematografico di questi giochi, come nel libro.
E ora, dopo aver assistito e “partecipato” alla 74esima edizione degli Hunger Games, aver vissuto il Tour della Vittoria ed essere stati mietuti per la Terza Edizione della Memoria… “che i giochi abbiano fine.”

annagi_ scrive:

La ragazza di fuoco è tornata. Katniss Everdeen e Peeta Mellark, tributi del distretto 12 di Panem, sono entrambi inaspettatamente usciti vivi e vincitori dai 74˚ Hunger Games. La scelta di morire assieme piuttosto che uccidersi l’un l’altro spiazza persino i vertici di Capitol City. Durante il Tour della Vittoria con cui Katniss e Peeta sono portati in trionfo attraverso Panem con lo scopo principale di concentrare l’attenzione di tutto il paese sul loro amore fittizio, i due ragazzi cominciano a rendersi conto delle reali conseguenze che il loro gesto ha avuto. Interpretata come atto di ribellione e come faro di speranza, la loro scelta coraggiosa comincia ben presto a svegliare gli animi assoggettati del popolo di Panem. Il presidente Snow si ritrova quindi a dover fronteggiare sempre più spesso focolai di rivolta nei vari distretti e per fare ciò organizza, con l’aiuto del nuovo stratega Plutarch (la new entry Philip Seymour Hoffman), una nuova edizione degli Hunger Games, edizione della memoria in cui i partecipanti sono estratti tra i vincitori ancora in vita dei passati giochi. Katniss e Peeta si ritrovano quindi a dover combattere nell’arena una seconda volta per salvare non solo le proprie vite e il proprio amore (amore reale o davvero soltanto passione a favor di telecamere?), ma la speranza stessa di tutta Panem.
Jennifer Lawrence e Josh Hutcherson (ancora più convincente in questo secondo capitolo) tornano a vestire i panni dei protagonisti della saga distopica creata da Suzanne Collins, affiancati da volti già conosciuti (Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Woody Harrelson) e da nuovi personaggi fra cui il già citato Plutarch e il tributo e alleato Finnick Odair (interpretato da Sam Claflin). Il testimone della regia è passato a Francis Lawrence, che è stato capace di creare un ottimo film (e eliminare quell’abuso disorientante e un po’ fastidioso della telecamera a mano) capace di tenere il pubblico col fiato sospeso per oltre due ore e soddisfare sia i fan più puristi della saga letteraria sia i neofiti che hanno cominciato ad amarla al cinema.
Piace Hunger Games, piace molto. E gli incassi sia italiani che americani lo confermano. Merito di un cast coi fiocchi, di una storia valida che sotto sotto rispecchia la realtà, e di molto altro. Merito di quelle piccole cose, quei piccoli messaggi e significati che ognuno di noi coglie all’interno e fa propri.
Hunger Games: la ragazza di fuoco è un ottimo blockbuster di grande qualità. Voto 4/5.

Sauròn Roccia scrive:

HG la ragazza di fuoco covava dentro di se grandi aspettative… tutti noi fans aspettavamo intrepidi la sua data d’uscita… bene ora che la possibilità di vederlo è arrivata, l’ho colta al volo e posso dire che quelle alte aspettative sono state soddisfatte da questo film.
HG 2 inizia proprio dove il primo capitolo si era concluso garantendo una preciso mancanza di soluzione di continuità.
La pellicola intrattiene e attrae dal primo all’ultimo minuto, lasciando solo l’amaro in bocca per come finisce, perche la fine è una non fine visto che è un chiarissimo collegamento col futuro terzo capitolo (ma è una sottigliezza).
La trama è ben sviluppata e vengono bene approfonditi i dettagli del primo film, cosa essenziale per chi come me ama questa saga ma non ha letto la sua versione cartacea. Mi sono molto piaciuti sopratutto gli approfondimenti relativi al come gli hunger games vengono sfruttati per tenere la popolazione con un basso profilo e come plagiarli per sedare i tentativi di ribellino seguiti al come i due protagonisti hanno trionfato nei settantaquattresimi hunger games.
Mi sono piaciute anche le varie performance attoriali del cast, con Jennifer Lawrence in cima su tutti, e non poteva essere altrimenti data la sua superiore bravura, sancita dal non lontano oscar che le è stato attribuito.
Non volendo rivelare dettagli sulla trama e fare discernimenti culturali e di meta-analisi sul significato delle azioni dei protagonisti concludo qua la mia recensione affermando come punto finale la mia grande attenzione e il mio grande desiderio che ripongo sull’uscita del terzo capitolo, quello conclusivo che penso sarò un proprio come uno spettacolo pirotecnico cinefilo.

luca ceccotti scrive:

Panem è in procinto di ribellarsi.
Dopo lo straordinario e inaspettato epilogo dei settantaquattresimi Hunger Games (che vedevano come vincitori i due tributi del Distretto 12) si è destato qualcosa nei cuori degli abitanti dell’intera nazione: la speranza. Ad accendere questa scintilla ci ha pensato Katniss Everdeen insieme a Peeta Mellark. Ora, con l’avvicinarsi dell’edizione della memoria dei giochi e la palpabile tensione che si vive in tutti i distretti, le cose stanno per cambiare, e quella piccola scintilla potrebbe evolversi in un incendio.
Perché ogni rivoluzione si forgia nel fuoco del dissenso.

Dopo lo straordinario risultato ottenuto con il primo capitolo, diretto da Gary Ross, Hunger Games: La Ragazza di Fuoco conferma la bontà della trasposizione della saga di Suzanne Collins, e lo fa con ben due Omonimi a guidare il tutto. In primis lei, la ragazza di fuoco del titolo, Jennifer Lawrence, che dimostra ancora una volta di essere una grande interprete, capace di calarsi perfettamente in qualsiasi ruolo, donandogli un brillante spessore psicologico ed una ricercata espressività (pur cadendo nel tanto temuto overacting in una o due scene). Bellissima nella sua naturalezza, forte, determinata e combattiva, Katniss è la quintessenza di un’emancipazione femminile cinematografica e cartacea che troppo spesso viene a mancare. La Collins ha creato un personaggio impeccabile e affascinante, di cui la Lawrence ne è la perfetta incarnazione cinematografica.
Il secondo della coppia è la nuova aggiunta, Francis Lawrence, subentrato alla regia al posto di Ross, che riesce nell’arduo compito di portare in sala una pellicola non vuota di contenuto, ma con una forte anima “Orwelliana”, che traspare perfettamente dall’egregio spettacolo visivo di questo secondo capitolo dei Giochi della Fame.
Lawrence regala scene d’azione più dinamiche e pulite, riuscendo a migliorare tutto ciò che di buono c’era nel primo capitolo, in particolar modo i toni, qui più sostenuti in quanto il tema politico portante acquista sempre più importanza, imponendosi ancor più fermamente di quanto già fatto nel primo capitolo. La distopia prevale sul fantasy, rendendo l’opera più matura e un passo oltre la soglia Young Adult.

Il merito della riuscita di questa buonissima seconda trasposizione va anche ad un ricco cast di contorno, che oltre al già rodato Stanley Tucci comprende nuove importanti aggiunte quali Philip Seymour Hoffman nei panni del capo stratega Plutarch Heavenbeen, Jeffrey Wright in quelli del tributo Betee e Sam Claffin sorprendentemente credibile e a suo agio nell’interpretare Finnick Odair.
Tre personaggi molto importanti col procedere della trama, ricchi di contraddizioni e tutti a loro modo molto interessanti e portati egregiamente su schermo sia a livello fisico che emotivo. Il lavoro di casting è stato eccellente, ed è sfociato nelle scelte più adatte all’economia della pellicola.

Hunger Games: La Ragazza di Fuoco è il secondo passo, l’atto centrale di un’opera che ha già saputo catturate milioni di persone, e che continua a mietere consensi. È un film moderno (si pensi alla Primavera Araba), che nel suo giovane corpo ospita un anima adulta ed intelligente, piena di sfaccettature e ricca di riferimenti letterali.
Da non perdere.

Voto: 7.5

Luca Ceccotti

The Dark Knight Legend scrive:

Hunger Games : La Ragazza di Fuoco
Conseguente l’inaspettato e imprevedibile successone riscosso con il primo episodio uscito nelle sale cinematografiche lo scorso anno, i giochi più pericolosi di sempre ritornato in questo incredibile sequel targato Francis Lawrence. E con ad essi ovviamente non poteva mancare l’idolo femminile di tutte le teen-agers e non solo, una delle attuali attrici più popolari d’oltre oceano Jennifer Lawrence.
Tratto dall’omonimo romanzo per ragazzi di Suzanne Collins, il sequel ambientato subito dopo la vittoria della giovane Katniss Everdeen ai 74° Hunger Games, esso coinvolge tutto l’arco narrativo dei 75° terribili giochi, offrendo allo spettatore svariati momenti di grande cinema.
Il film, pur mantenendo la buona linea narrativa che lo ha contraddistinto nel primo capitolo riesce a surclassare qualitativamente quest’ultimo ,presentando una buona colonna sonora, un’impressionante qualità recitativa di tutto il cast e un eccellente finale, lasciando tutto in sospeso per l’attesissimo capitolo conclusivo della saga in uscita il prossimo anno.
Quello che sicuramente non funziona e’: l’evidente spinta verso la continua serietà della trama, rendendo forse il tutto un pò troppo surreale; una computer grafica non spinta al massimo (come ci si aspettava da un film di tale budget) ;e una gran parte centrale alquanto lenta e forse a volte troppo pesante.
Tutto ciò rende Hunger Games : La Ragazza di Fuoco non un capolavoro, ma sicuramente un discreto blockbuster movie capace di offrire un paio d’ore di cinema ricco di azione ed emozioni.

Voto: 3/5

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