Film: trame e trailer

Il Gatto con gli Stivali

Vota il film: 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
( Il voto dei nostri lettori: 4,38 )
Titolo Originale:Puss in Boots
Genere:Animazione
Sceneggiatura:Brian Lynch, Tom Wheeler, David H. Steinberg, Jon Zack
Anno:2011
Regia:Chris Miller
Distribuzione:Universal
Interpreti:(Voci) Antonio Banderas, Walt Dohrn, Salma Hayek, Zach Galifianakis
Durata:90'
Sito Ufficiale:www.ilgattoconglistivali-ilfil...
Data uscita:16/12/2011

Il Gatto con gli Stivali: la trama

Uno dei personaggi più amati della saga di Shrek, il Gatto con gli Stivali, protagonista assoluto in un film che ricostruisce le sue prime rocambolesche, divertenti e coraggiose avventure. Il Gatto decide di unirsi alla saggia gatta randagia Kitty e a Humpty Dumpty, la mente della banda, con lo scopo di rubare la celebre Oca dalle uova d’oro… Tra le vogli originali quelle di Antonio Banderas, Salma Hayek e Zach Galifianakis

(di Maria Elena Vagni)

Guarda la photogallery

Leggi tutte le recensioni
Scopri MoviForKids.it - Uno sguardo diverso sui film per bambini

Il Gatto con gli Stivali: il trailer

Nessun commento, inseriscilo tu per primo per “Il Gatto con gli Stivali”

paolomarco scrive:

Avevo il timore che IL GATTO CON GLI STIVALI fosse l’ennesimo cartoon stile Shrek che , pieno di movimento e colori , all’uscita dal cinema non ti lascia nulla dentro. Invece no : ho apprezzato molto richiami di scene da altri film (WildWildWest,Hidalgo,JackTheGiantKillaer, Rango) e le ombre di Sam Raimi in DurodaUccidere o le movenze di Zorro
e l’ho visto tre volte. Ci sono monenti di azione e avventura ma anche
di amore,riflessione e non può mancare la scena strappalacrime. Da chi era in regia e produzione (vedi GullermoDelToro e Andrew Adamson
in primis) ma anche Selma e Banderas che hanno aggiunto iniziative loro , per me ne è uscito finalmente un cartoon che è il primo che acquistarò.

Luca Ferrari scrive:

Sterili spruzzatine di Fight Club e corse solitarie alla Hidalgo per accattivarsi la simpatia dei più grandicelli. Voli fantasmagorici un po’ retro alla ricerca della fantasia di un tempo per meravigliare i più piccini, il tutto amalgamato da un 3D davvero all’altezza. Manca però il mordente. Il baco non si è trasformato in farfalla. La scalpitante promessa non ha saputo essere leader. Il Gatto con gli stivali è più una birba che non un felino tormentato dalle cicatrici delle sue nove vite. Esageratamente redento. Capace di perdonare con fin troppa docilità il doppio tradimento dell’amico fraterno Humpty Dumpty. Un buonismo “disneyanamente” sospetto, più mirato a rispettare le rigide regole del barboso mercato hollywoodiano dei finali, che non a dispensare sincere risate.

Fin dalla primissima uscita del secondo capitolo (2004) della saga di Shrek, la new-entry Gatto con gli stivali venne subito additato come uno dei principali artefici del successo della pellicola. Già allora s’iniziò a parlare del possibile spin-off. Il momento è alfine arrivato ma il risultato non è stato all’altezza delle aspettative. Se non si sapesse che c’è quel guascone di un Banderas dietro la voce del micio, farebbe ancor meno simpatia. Se non si avesse stampato nella memoria il ricordo indelebile dei suoi occhioni e le gag in compagnia dell’Orco verde e del logorroico asinello, passerebbe come un modesto film di animazione. Chris Miller, di nuovo alla regia per la DreamWorks dopo il deludente “Shrek terzo” (2007), nel suo nuovo film “Il gatto con gli stivali” (Puss in Boots, 2011), incarna alla perfezione il difetto principale del protagonista: non graffia. Nemmeno l’intrigante presenza femminile, Kitty zampe di velluto, riesce a portare quel brio necessario per dare una svolta (scossa) decisiva al ritmo della storia.

Cresciuti insieme in un orfanotrofio della cittadina di San Ricardo, Gatto e l’uovo Humpty Dumpty sono due reietti diventati amici inseparabili, capaci di guardare il mondo con la forza dei propri sogni e alla perenne ricerca di tre fagioli magici per impossessarsi dell’oca dalle uova d’oro. L’equilibrio però salta quando il gatto salva un’anziana da un toro che la sta per travolgere, trasformandosi così in un eroe agli occhi della comunità. Abbandonato il suo passato costellato da furtarelli, il felino diventa un paladino del bene, e viene premiato con cappello piumato e un paio di stivali che diventeranno il suo segno distintivo. Qualcuno però non è troppo contento di questa svolta. Humpty è geloso. Si sente messo da parte e medita vendetta. Le strade si dividono in malo modo fino a quando una misteriosa gattina nera non farà rincontrare i moderni Red e Toby. Lei è Kitty, cui presta la voce Salma Hayek, e il cui ingresso con annesso duello ballerino-spadaccino sotto mentite spoglie mascoline, pare ammiccare alla coppia “cruz-deppiana” Angelica-Jack Sparrow, del poco incisivo “Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare” (2011).

Ci prova il Gatto, tra occhiate da conquistador (poche), golose bevute di latte e gesta da eroe ambiguamente perfetto. L’atmosfera western iniziale si sfalda velocemente, lasciando presto spazio a una sceneggiatura poco convincente ed erroneamente decisa ad affidarsi quasi esclusivamente ai tre personaggi principali, non all’altezza dei riflettori. Si sente la mancanza dei pesi massimi Shrek e Ciuchino, così come di tutti quei grandiosi comprimari: Omino Pan di Zenzero, topi, vari, Fiona stessa. Quel “non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta” è esasperatamente buonista per un personaggio che appena qualche anno fa debuttò nella dimensione DreamWorks, facendo sfaceli e senza cedere mai al lato “ruffiano”, ma regalando allegria, commozione e ironia. Oggi invece, quella tenera canaglia pelosa dai misteriosi natali è diventato uno scadente Principino Azzurro in cerca di consacrazione. Standing ovation invece la coppia di villain Jack e Jill, doppiati rispettivamente dal “babbo bastardo” Billy Bob Thorton e Amy Sedaris, già con Miller in “Shrek Terzo”, dietro l’ugola di Cenerentola. Con una buona sceneggiatura alle spalle, potrebbero fare sfaceli in una storia tutta loro.

AliWonderland scrive:

Premesso che sono andata a vedere “Il Gatto Con Gli Stivali – 3D” in una sala IMAX, piena di aspettative sia per il 3D che per la trama, devo dire che sebbene mi sia piaciuto e sia stato divertente, in definitiva non mi ha entusiasmato così tanto come avrei voluto.

Questa volta ci troviamo di fronte al primo spin-off del famigerato “Shrek” e il protagonista è il solo e unico Gatto (nome che scopriamo essergli stato attribuito da… un uovo!!).
Il coraggiosissimo micione con gli stivali più belli del mondo deve affrontare un’epica avventura alla ricerca dei famosi fagioli magici che lo porteranno alla scoperta della tanto acclamata oca (o paperotto che dir si voglia) dalle uova d’oro. Ma non è solo, si unirà infatti al suo ex migliore amico Humpty Dumpty (l’uovo) e a Kitty “Mani di Velluto”.
Dopo varie vicissitudini, riappacificazioni, flirt e nuovi tradimenti, il Gatto riesce ovviamente ad avere la meglio e a dimostrarsi il grande eroe di sempre.

Dai trailer precedentemente presentati, le aspettative erano molto alte, soprattutto a livello comico. Sebbene però sia stato divertente, l’ironia si è mantenuta ad un livello normale senza mai esagerare. In sostanza, non ha mai strappato una grassa risata fino alle lacrime.
Anche a livello grafico, paesaggi e personaggi sono stati tutti molto ben realizzati, ma come sempre accade, ci sono molte aspettative verso il 3D e questo puntualmente delude. Certo, per merito della sala IMAX si è potuto vedere qualcosina in più (infatti ho notato una maggiore profondità verso l’interno e anche una maggiore definizione per certi aspetti verso l’esterno dello schermo). Ma nonostante questo, non è ancora quel 3D che forse tutti noi ancora stiamo sognando.

Infine, sarà per la mia vena sentimentale, o sarà perchè sono sempre attratta dai colpi di scena, ma devo dire che alla fine non avrei trovato per niente male una piccola scena (magari dopo i titoli di coda) che ricollegasse in qualche modo il Gatto a Shrek.

In conclusione, direi che è un ottimo film d’animazione, ma forse si poteva osare un pò di più dal punto di vista ironico e grafico (per quanto riguarda il 3D).

PS: piccola nota per dire quanto fosse tenero e adorabile il Gatto in versione cucciolo mentre dice un timido “Miao”!

carlo85 scrive:

L’amatissimo e divertente personaggio del cartone Shrek arriva al cinema con un film tutto suo. Il Gatto con gli stivali, ancora doppiato da Antonio Banderas, ci regala un film ben confezionato per una serata in completo relax.
L’avventura ha inizio quando il Gatto incontra un suo vecchio amico, Humpty, un uovo parlante dalle mille inventive, che lo porta sulle tracce di alcuni misteriosi fagioli magici. Secondo la leggenda questi fagioli conducono verso un mondo idilliaco, dove vive la Gallina dalle uova d’oro. Il Gatto, accompagnato dalla sensuale Kitty zampe di velluto, decide di portare a termine la divertente missione. Nessuno però ha fatto i conti con due astuti e alquanto improbabili criminali, che sono alla ricerca del luogo dove piantare i mistici fagioli. La vicenda avrà un risvolto inaspettato che lascerà tutti a bocca aperta.
Il gatto con gli stivali ha tutte le carte in regola per stravincere sui cine-panotteni. Un film più che un cartone animato, ci regala un’avventura da mille e una notte, con un pizzico di magia, tanta azione e una marea di risate. Il 3-D non regala nessun effetto particolare alla visione del film, ma questo piccolo dettaglio passa quasi inosservato, grazie ad un lungometraggio gradevole e spensierato.
Il gatto con gli stivali non è solo un film disimpegnato, ma è anche una storia sui buoni sentimenti, e sul vero significato dell’amicizia. Il simpatico gatto, molto simile a Zorro, è coraggioso e sempre con la battuta pronta. Alcune scene sono veramente divertenti e credo che non si dimenticheranno troppo presto; due sono quelle che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime: il sexy flamenco che ballano il Gatto e Kitty, e l’inseguimento della gallina, anzi il pulcino, dalle uova d’oro.
Quindi concludendo, consiglio vivamente la visione del film. Per chi ha amato il personaggio nel film di Shrek, non potrà farne a meno di adorarlo anche in questo spin-off.

Frenck Coppola scrive:

Dopo una piccola assenza dalle sale cinematografiche in occasione delle feste natalizie torna l’appuntamento con la recensione di uno dei film più attesi della settimana e questa volta si tratta di un cartoons, Il Gatto con gli Stivali.
Dopo aver conquistato tutti come spalla di Shrek era anche giusto che Hollywood gli desse una possibilità con un film tutto suo o uno spin-off che fa più figo, Gatto, cosi chiamato nel cartoon, è un vero eroe ed ha uno charme da grande condottiero, doti che sposano le richieste del pubblico al cinema.
Alla regia c’è Chris Miller che con Il Gatto con gli Stivali aveva già avuto a che fare avendo diretto Shrek Terzo nel 2007 è riuscito a scavare nel profondo del personaggio regalandogli oltre che un’anima eroica anche una parte molto sentimentale legata all’amicizia ed ai principi.
La storia che lui e gli sceneggiatori sono riusciti a tessere è stata avvincente e priva di buchi narrativi, il racconto da cui è tratto è stato ben riletto e trasformato in una divertente avventura di cui Gatto è il protagonista assoluto.
Gli autori, se propri vogliamo trovare un neo alla sceneggiatura, si son concentrati a dare al cartoon una sottolineatura troppo incentrato su Gatto facendo cosi divenire gli altri personaggi un pò superflui e privi di interesse.
Un discorso analogo va fatto anche sull’aspetto comico del cartoon, quando le scene vedono Gatto interagire in prima persona sono veramente esilaranti, in special modo per gli amanti dei gatti come me, mentre risultano completamente aride di comicità le scene riguardanti gli altri personaggi.

Per quanto riguarda il doppiaggio, beh qui non c’è nulla di sbagliato da raccontare, Antonio Banderas è il vero mattatore del cartoon, una voce imponente, spagnoleggiante e battute degne di un grandissimo comico, anche se in fondo lui non lo è.
La sua esperienza con La Maschera di Zorro e chiaramente il passato di Gatto in Shrek regala ai discorsi e specialmente alle gag un chè di troppo divertente e mai stupido misti a quell’aria da eroe latino che non guasta mai.
Il resto del cast vocale stellare formato da Selma Hayek, Zack Galifianakis e Billy Bob Thornton non li abbiamo potuti godere visto che solo Banderas ha doppiato sia in inglese che in italiano il suo personaggio, non togliendo nulla ai nostri bravissimi doppiatori sarebbe stato bello ascoltare la voce di Galifianakis.
In conclusione si può tranquillamente dire che Il Gatto con gli Stivali è ben fatto e comporta un pò di intrattenimento comico per tutta la famiglia, l’aria da duro di Gatto non fanno altro che poter dare anche agli adulti come me la possibilità di apprezzare il risultato.
Da controaltare c’è la mancanza di comicità da parte degli altri personaggi del cartoon che rende le scene comiche un troppo poche per un cartoon che puntava soprattutto a quello.
Per quanto riguarda la scelta della visione se in 3D o meno, io ho optato sul normale 2D trovandomi completamente soddisfatto visto che gli effetti scorrono tranquillamente senza molte scene tridimensionalmente godibili con gli occhialini, loro serviranno in altre occasioni.

Frenck Coppola

Inserisci un commento

Effettua il login per postare un commento.

Se non sei registrato clicca qui Registrati