Film: trame e trailer

Inception

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( Il voto dei nostri lettori: 4,60 )
Titolo Originale:Inception
Genere:Azione, Thriller, Fantascienza
Sceneggiatura:Christopher Nolan
Anno:2010
Regia:Christopher Nolan
Distribuzione:Warner Bros. Pictures Italia
Interpreti:Leonardo di Caprio, Ken Watanabe, Ellen Page, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Tom Hardy, Michael Caine
Durata:148'
Sito Ufficiale:www.inceptionmovie.warnerbros.com
Data uscita:24/09/2010

Inception: la trama

Cobb (Di Caprio) è un ladro in grado di rubare la merce più preziosa del mondo (i segreti dell’inconscio) quando la mente del bersaglio è più vulnerabile: durante il sonno. È il migliore nella sua professione, ma per raggiungere questa posizione ha dovuto abbandonare tutto quello che amava. Ora ha la possibilità di redimersi e riavere indietro la sua vita grazie a un ultimo rischioso incarico che potrebbe costargli troppo caro.

(di Stefano Vanini)

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Inception: il trailer

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27 commenti per “Inception”

  • Eddie Morra scrive:

    Fugace, mi librai nei sogni immaginifici della “realtà”… Capto palpiti nervosi che scuoiavano la mia pelle, lacerazioni emotive a brancolar dentro incogniti, innafferrabili clamori dell’innocenza a scolpirmi dentro una “statua” abrasiva ma di vetro, una plastica armonia sfiorata dai respiri incessanti d’un battito sempre più forte. Sangue & metallo, immaginazione e fuga, o un labirinto dai gineprai agghindati del loro shining, nella mente che ricorda, sfiora infantilismi cauti che s’ammorbidiscono nella Notte, bussan, anzi, di chetezza, di liquorico enigma, per quel che sei allo specchio, entità sfuggente tra “lenzuola” asfittiche d’ormoni che persero la ribalderia e, in una maschera guascona dal lagrimante trucco, si dissuasero dal viverla. Sono i filamenti sinaptici di Leonard Shelby, investigatore che non scova se stesso, se non in frammentarie luci che ne abbaglian, quasi “spaurite”, una coscienza che s’impaurì, tentennò o forse, in vagiti e in un taglio violento d’insostenibile sanguinolenza ad aspergersi e “tergere” il dolore e il trauma, si disperse nel buio.
    Memento (in)sondabile che piange silente dentro un corpo muscolarmente “anoressico”, di zigomi raggrumati in una insomnia perenne, glaciale “svanitezza” ch’obnubila i passi, li arcua di mistero, nell’Alaska dell’anima, nelle fulgide cascate d’un desiderio-stigmate o solo stinto in occhi lapidari a (non) squarciarsi. A non viversi in un Cuore dalle funeste tortuosità. “Inception”, capolavoro osannato di Nolan, che ha anche il suo “bel” nutrito esercito di detrattori. Chi, miope, vede sempre “difetti” al sentimento e critica le “sofisticate” architetture senza basi emozionali.

    E’ un altro viaggio, “in camuffa”, nella follia, a smarrirsi per approdare dall’altra parte del Mondo, proprio dove il sogno incontrò la nostra peggiore fantasia.
    Kobb, “lo specialista” d’un lynchiano paradigma confutabile, dalle regole molto labili, perché si entra nella zona “REM” delle umane, oniriche virtù d’ognuno di noi. Un deprogrammatore di ciò che non decifrò Freud né mai carpiranno i suoi “eletti” estimatori, un ladro rubato alla sua vita per “ingannarsi” di vivere quelle degli altri. Dom passeggia elegantissimo lungo, in lungo e in tondo, a trecentosessanta gradi o avviluppandosene, in una Parigi “mortifera” incendiata appena deflagra il neurone “impazzito” d’una memoria scollegata. E’ sempre “in ghingheri”, soffia però appena appena o in apnee nel suo Cuore, se non ricordandolo, un’eterna prigione che s’affaccia sul mare o in una città futuristica dai grattacieli “strampalati” nelle sue plumbee immersioni a toccare le sue labbra, una Lei che lagrima inascoltata, urla, si dimena perché Lui ritorni in sé e se n’innamori ancora, di loro e del baciarsi assieme. Forse, nel romanticismo che smarrì, nei meandri che s’ingarbugliarono “spiando” le imperscrutabili laconicità “sintetiche” di “chi dorme”.
    “Inception” è moderna poesia, sbarco del Cinema che ha già intravisto se stesso, come ciglia bagnate nei nostri umidi deliri.
    Un respiro che corre sinergico entrando nelle nostre anime che non si capiscono, che batton, “ermetiche”, di Notte, lustrate dalla speranza, dal cogliersi vive mentre gli occhi son socchiusi, forse, per sempre, rinati. (Stefano Falotico)

  • sam98 scrive:

    Non ci sono parole per descrivere come si deve un capolavoro del genere. Già vado matto per i film enigmatici e poi quando ho visto questo… me lo sarò riguardato una decina di volte e non mi stanca mai! Davvero film così belli che non mi lasciano trovare le parole per descriverli nei miei commenti sono davvero rari… Non lo so, posso dirvi che è un film che devi guardare quando hai la mente il più lucido possibile, perché devi stare dietro a certi discorsi e ragionamenti molto intricati. Inception è basato sulla nostra mente e le sue idee, i suoi sogni, il subconscio… ma ora non sto a spiegarvelo tutto ve lo rovinerei… In poche parole il mio voto è un 9 e 1/2 xD

  • ingra scrive:

    veramente stupendo. Un capolavoro sono d’accordo con chi ha scritto che il lavoro meglio riuscito di NOLAN. Assolutamente geniale,ottimo tutto il cast a partire da Leonardo Di Caprio a Marion Cottillard,ma la vera sorpresa e’ stata Ellen Page bravissima la star di JUNO!per non parlare poi della scenografia vabbe’ no comment…

  • Sora scrive:

    “I sogni son desideri”. E Inception è un desiderio sognato oltre una decade di anni fa da quel piccolo genio di Cristopher Nolan. Il suo ultimo lavoro non ha tradito le aspettative (compito arduo), ma diverte ed intrattiene come pochi thriller ormai sanno fare. L’idea di base è originale e molto stimolante. Nolan non smette mai di far tacere il suo talento da soggettista, ma questo è anche un po’ il difetto maggiore della pellicola. Infatti a scrivere Inception si è occupato esclusivamente il regista, senza l’ormai classica consulenza del fratello di quest’ultimo. Il risultato? Un copione un po’ macchinoso ed esplicito, con dialoghi non troppo spontanei. Questo aiuta a seguire la trama in modo lineare, permettendo allo spettatore di tenere in mente per tutto il film il filo conduttore. L’altro lato della medaglia però è che non riusciamo a perderci in questo tanto evocato labirinto. Ciò invece avviene nella prima sequenza, la più bella appunto perché spiazza iniziando in medias res senza lasciarci afferrare i punti cardinali con i quali orientarsi.
    Purtroppo però il film si perde stilisticamente verso il finale, infatti le scene d’azione sono sempre stato un po’ il tallone d’achille di Nolan e l’omaggio all’agente 007 non è dei migliori. Inoltre gli effetti speciali (ottimi in tutta la pellicola) sono troppo enfatizzati nel finale vedendo come protagonista la computer grafica che, pur presente, era stata messa in secondo piano per il resto del film privilegiando il “trucco artigianale”.
    Oltre alla trama principale, di cui molto si è sentito parlare, risulta fondamentale la sottotrama che narra una grande storia d’amore. Ecco, forse è proprio in queste sequenze che il regista si trova più a suo agio, toccando apici di immensa poesia e picchi di alta tensione, continuando a prendere alla sprovvista lo spettatore ed emozionandolo grazie anche alla grande performance di Marion Cotillard, molto più convincente del suo (freddino) partner Di Caprio.
    Il cinema di Nolan ha sempre avuto il merito di lasciare aperte innumerevoli discussioni da parte degli spettatori alla fine della visione. Ovviamente Inception non è da meno. Mi sembra inutile soffermarsi a spendere parole sul giro della trottola appena prima dei titoli di coda. Il finale è aperto (ma non troppo) e sarebbe inutile cercare una soluzione unica. L’ultima inquadratura ci mette di fronte ad un bivio, ed è interessantissimo analizzare entrambe le strade. Non ne esiste una giusta ed una sbagliata. Piuttosto è da cogliere come il film riesca nel suo intento. Tutti gli spettatori subiscono l’innesto del titolo. Nolan riesce ad inserire nelle nostre menti un’idea che per la maggior parte del film non avevamo tenuto in considerazione.
    Ciò ci spinge a voler rivedere immediatamente la pellicola secondo un’altra ottica.
    Che dire, missione compiuta!
    Voto: 4/5

  • Ele4 scrive:

    Cobb, specializzato nell’estrazione di informazioni dal subconscio viene ingaggiato per un innesto. Ma impiantare un’idea richiede un sogno nel sogno, sempre più in profondità. Anche lì la realtà si mischia alla fantasia. In questo microcosmo a scatole cinesi la squadra percorre un labirinto lastricato di ostilità scaturite dal senso di colpa e da risentimenti malriposti. Oggetti personali legano il filo d’Arianna allla realtà, quasi che tenere qualcosa solo a te noto ti permetta di vedere la scala di Penrose per quello che è, un’alterata percezione.
    Quando l’idea di esplorare il subconscio con un approccio razionale viene portata all’esasperazione senza degenerare nell’assurdo allora il cinema può abbracciare la poesia. Se Nolan sia riuscito o meno a fermarsi nel punto di equilibrio tra il paradosso e la logica è il rompicapo. Ammesso che ne avesse intenzione. Ci mostra infatti come un Architetto di sogni possa progettarne uno senza rispettare le regole della prospettiva e del mondo a noi conosciuto. Ed ecco che Parigi si ripiega su se stessa attanagliandoti tra la meraviglia e il timore reverenziale.
    In Inception il sonno diviene la strada di Freudiana memoria per esplorare l’inconscio. Perchè accorgersi che nel nostro sogno c’era qualcosa che non andava dovrebbe renderlo meno reale? Come insegnava Poe “Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo, non è che un sogno dentro un sogno ”

  • Iolanda scrive:

    Non è facile commentare l’opera di grande maestria di Christopher Nolan. Questa è la creatura che più lo rappresenta. Una sceneggiatura impeccabile, completa e che non lascia respiro allo spettatore che assiste coinvolto e confuso alle imprese di questi cacciatori di sogni all’interno di diversi livelli di sogno. L’intera sala è coinvolta e allo stesso tempo sconvolta, finchè tutto non viene compreso e reso chiaro. Mai un momento di sbadiglio; tutto è articolato con la massima attenzione finché nulla sia lasciato al caso. Anche il finale, che sta creando numerosi dibattiti, è stato pensato affinchè quella sensazione di dubbio che ha caratterizzato l’intero film rimanga e permettendo ad ognuno di trovarsi il proprio finale ideale. In questa maniera solo noi spettatori siamo i responsabili della riuscita o meno dell’impresa di mister Cobb.

  • Titina.24 scrive:

    Ovviamente a questo mondo non abbiamo tutti gli stessi gusti (aggiungerei: perfortuna!) ma questo film io lo trovo: formidabile, strepitoso, libidinoso!!
    “L’etichetta Nolan” per me era già una garanzia ma INCEPTION mi ha affascinato moltissimo ed è entrato a far parte della mia top 10.
    La trama la sapete, inutile che vi stia a raccontare io il film..quindi semplicemente consiglio a tutti di provare almeno una volta ad entrare in questo mondo, di entrare a far parte dei sogni di Nolan, lasciandovi INNESTARE nel vostro subconscio quest’idea geniale!
    Buona visione

  • luca.marinozzi scrive:

    Chi non ha mai visto una matrioska?Il funzionamento e’ semplice: sei davanti al primo involucro, lo apri e trovi il secondo, poi trovi il terzo e cosi’ via. Naturalmente piu’ involucri apri e piu’ entri nella matrioska, piu’ la “conosci”.
    Ma cosa succederebbe se vi dicessi di sostituire la matrioska con una persona ,o meglio con i suoi sogni ,e che gli involucri altro non sono che diversi livelli del sogno? La risposta e’ semplice:otterreste inception!
    Il film parte proprio da questa idea semplice, ma senza dubbio rivoluzionaria: persone che sono in grado di penetrare nel subconscio per carpire informazioni nel momento in cui siamo piu’ vulnerabili, cioe’ quando sogniamo. Uno spionaggio industriale d’avanguardia!
    Il protagonista e’ Dom Cobb (Leonardo di Caprio) il piu’ abile nell’arte dell’estrazione di informazioni dai sogni. Questo fa di lui un personaggio di primo livello nell’ambito dello spionaggio, ma anche un fuggiasco ricercato in tutto il mondo costringendolo a rinunciare a tutto cio’ che ama. Ma si presenta un’ultima possibilta’ che potrebbe far tornare la sua vita normale, a patto di riuscire a fare quello che tutti considerano impossibile e che nessuno ha mai fatto: innestare un’idea.
    Il film sorprende per la capacita’ narrativa. Certamente non semplice, comunque non annoia, anzi costringe a tenere sempre altissimo il livello di concentrazione per non perdersi nei labirinti della narrazione.
    Il fil rouge e’ un po’ difficile da cogliere nella confusione dell’azione in corso. Il termine predominante e’ la forza della mente umana, delle idee dell’uomo (“una sola idea dell’uomo puo costruire citta’…”) , ma anche l’amore che viene raccontato nella straziante storia di Dom e Mal (Clotillard) e nel rapporto di Dom con i suoi figli.
    Quando alla fine pensi di aver capito, che si’, in fondo Nolan vuole far vedere che non ci si puo’ chiudere nei ricordi, ma bisogna andare avanti, superarli e vivere la vita vera, ecco che arriva l’inquadratura finale che riapre il film rimescolando l’acqua che ormai sembrava essere tornata limpida.
    Bel film, molto piacevole e intrigante, con qualche incoerenza che non si puo’ non perdonare ad un regista cosi’.

  • Fantasy_1989 scrive:

    Forse il miglior film mai realizzato da christofer, che per la sua unicità mi ha convinto a scrivere il mio primo commento su un qualsiasi film. La trama si apre con Cobb, Leonardo di Caprio, immerso fino alle orecchie sul bagnasciuga di una spiaggia. La sua missione? Riportare indietro l’amico che aveva perso molto tempo prima. Film eclatante, con The Prestige mi aveva stregato, con il Cavaliere Oscuro mi aveva stupito, ma con Inception, non so nemmeno cosa mi ha fatto. All’uscita dal cinema ho detto solo una parola, “Magnifico”. Quindi direi un bel pollice alto per Nolan, che con la sua fantasia e immaginazione riesce ancora a farmi navigare liberamente tra i miei più reconditi e oscuri sogni. Un pò come Cobb.

  • federicooliveri94 scrive:

    Con il nuovo film Inception, possiamo dire con sicurezza che il regista Christopher Nolan è un regista visionario. Un uomo capace di creare mondi meravigliosi, capace di addentrarsi con maestria e osservare le emozioni dei personaggi che crea, capace di un’originalità che da tempo non si vedeva e abile nel descrivere il bene e il male.
    E dovevamo pure aspettarcerlo, che Nolan facesse un film che parlasse di sogni. Il subconscio, la mente umana, tutti argomenti che suscitano interesse e curiosità, e che il regista ha usato per creare un’altra opera spettacolare. Leonardo DiCaprio si riconferma un’altra volta un vero e proprio attore, Joseph Gordon Lewitt è perfetto nel ruolo di Arthur, Ellen Page è bravissima nel ruolo di Arianna, mentre vanno ricordati Cillian Murphy, Ken Watanabe, Marion Cotillard e Michael Caine.
    Un’altra volta Nolan vince la scomessa e confeziona un grande film, il quale durante la visione, comporta una sola cosa: bisogna lasciarsi andare, entrare nel film, nei mondi che il regista ha creato.
    E alla fine della pellicola, anche noi possiamo dire di aver sognato veramente.

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