Film: trame e trailer

La prima cosa bella

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( Il voto dei nostri lettori: 3,88 )
Titolo Originale:La prima cosa bella
Genere:Commedia
Sceneggiatura:Francesco Bruni, Francesco Piccolo
Anno:2009
Regia:Paolo Virzì
Distribuzione:Medusa
Interpreti:Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Sergio Albelli, Paolo Ruffini
Durata:116'
Data uscita:15/01/2010

La prima cosa bella: la trama

Cosa vuol dire avere una mamma bellissima, vitale, frivola, imbarazzante? E’ il cruccio che ha accompagnato tutta la vita di Bruno, primogenito di Anna, fin da quando aveva otto anni. Tutto comincia nell’estate del 1971, quando assistendo alla tradizionale elezione delle Miss dello stabilimento balneare più popolare di Livorno, Anna viene inaspettatamente chiamata sul palco ed incoronata ?la mamma più bella?. Da allora, nella famiglia Michelucci, arriva lo scompiglio e per Anna, per Bruno e per la sorella Valeria, inizia un’avventura che si concluderà solo ai giorni nostri, con un inattesa struggente riconciliazione.

La prima cosa bella: il trailer

2 commenti per “La prima cosa bella”

  • Sora scrive:

    Virzì si propone di raccontare una storia. Si dissocia dalle tematiche più profonde e di denuncia del suo penultimo film “Tutta la vita davanti” e ritorna nella sua Livorno per narrare le vicende di una mamma dal cuore enorme ma particolare. La prima cosa bella de “La prima cosa bella” è l’intento del regista di dipingere una commedia che non si distacchi mai dal suo genere infatti anche nei momenti più drammatici e tristi il film non smette mai di far sorridere con la solita ironia velata e divertente che contraddistingue un po’lo stile del regista toscano e che diventa eccelsa grazie (e soprattutto) allo stato di grazia degli attori. A esempio risulta particolarmente riuscita l’interpretazione e la scrittura del personaggio interpretato dalla Sandrelli. Virzì sa bene come dirigere attori e macchina da presa e fa ottimo uso di queste sue competenze (da maestro la sequenza dell’abbraccio tra i due fratelli utilizzando il cambio di messa a fuoco con Bruno, il personaggio di Mastandrea, un po’ in disparte, solo, chiuso in sé, e la Pandolfi, più nitida e aperta). Interessantissima la fotografia che alterna un colore giallo e rossiccio (ricorda il seppia) per narrare i fatti più antichi, bluastra e grigia (ricorda il bianco e nero) per i fatti un po’ più recenti, fino ad arrivare al colore classico per i giorni nostri. Malgrado i continui sbalzi temporali, la narrazione non risulta ostacolata, però la sceneggiatura è tirata un po’ troppo per le lunghe inserendo verso la fine episodi che “inquinano” l’armonia precedentemente instaurata attraverso il continuo parallelismo tra passato e presente. Il fulcro narrativo grava attorno a questa mamma ed alle disavventure che affronterà per proteggere i suoi figli. C’è spazio anche per il rapporto di fratellanza, passando dall’adolescenza al momento critico in cui i ruoli di genitore e figlio si rovesciano. Il tutto senza però ricadere nella banalità o nella monotonia. Alla fine del film ci accorgiamo che anche noi siamo commossi dalla figura di questa mamma (in senso positivo o negativo) e basta. Non pensiamo a nient’altro. E’ per questo che il regista centra a pieno il suo obiettivo di narratore ed il film l’obiettivo di una piacevole ed intelligente favola. Voto: 3/5

  • ballerina81 scrive:

    Un altro bellissimo film di Virzì. Mi ha commosso tanto

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