Film: trame e trailer

Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero

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( Il voto dei nostri lettori: 4,40 )
Titolo Originale:The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader
Genere:Fantasy
Sceneggiatura:Christopher Markus, Stephen McFeely, Richard LaGravenese, Michael Petroni, C.S. Lewis
Anno:2010
Regia:Michael Apted
Distribuzione:20th Century Fox
Interpreti:Ben Barnes, Skandar Keynes, Georgie Henley, Will Poulter, Tony Nixon, Gary Sweet, Arthur Angel
Durata:115'
Data uscita:17/12/2010

Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero: la trama

Lucy (Georgie Henley) ed  Edmund Pevensie (Skandar Keynes) ritornano a Narnia insieme al cugino Eustace (Will Poulter) dove ritrovano il principe Caspian (Ben Barnes) diventato re. Insieme partono per un viaggio a bordo del Veliero dell’Alba. Il loro scopo è quello di salvare sette nobili di Narnia sperduti ai confini del mondo per colpa di Miraz (Sergio Castellitto), lo zio usurpatore sconfitto da Caspian. Il loro viaggio si trasforma presto in un’avventura nella quale incontrano nani, draghi e sirene non sempre amichevoli…  La pellicola è basata sul romanzo Il viaggio del veliero, quinto libro del ciclo Le cronache di Narnia scritto da C. S. Lewis.  E’ il terzo film della saga dopo Il leone, la strega e l’armadio e Il principe Caspian. (di Ivan Filannino)

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Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero: il trailer

3 commenti per “Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero”

  • ” Lucy : Aslan?
    Aslan : What did you do, child?
    Lucy : I do not know , but it was awful .
    Aslan : You have chosen yourself, Lucy.
    Lucy : I did none of that , I wanted just as nice as Susan.Nothing more.
    Aslan : You wished yourself away , and so much more .. your brothers and sisters would Narnia do not even know if you were not around . You have as first discovered remember?
    Lucy : I’m sorry.
    Aslan : You doubt your own value , do not walk away for who you are . ”

    Le feste natalizie generano strane creature sul grande schermo : regalandoci un breve se pur fondamentale periodo di evasione prima che l’anno vecchio si chiuda alle nostre spalle e tutto ricominci freneticamente da capo , sono un’ occasione unica per una o più visioni cinematografiche da godersi con maggior piacere , scatenando di contro al botteghino una guerra che specialmente in Italia assume strane proporzioni ; fra i tanti spettatori partecipanti , molti preferiscono svuotare la testa con un bel cinepattone più o meno ridanciano , mentre altri che non vogliano affidare i figli alla maschera per potersi vedere in santa pace Christian De Sica o semplicemente per proprio gusto scelgono di partire alla volta di luoghi fuori dal tempo dove nessuno possa trovarli insieme a buoni sentimenti e rassicuranti conclusioni : se appartenete alla seconda categoria ” Le cronache di Narnia – il viaggio del veliero ” è sicuramente il vostro film delle feste .
    Dopo ” il leone la strega e l’armadio ” , primo episodio invernale e fanciullesco che risentiva un po’ della sua carenza di ” umanità ” ( i quattro giovani attori reggevano da soli quasi tutta la pellicola ) , con ” il principe Caspian ” vecchie foreste e imponenti castelli facevano da cornice a una lotta per il potere dal sapore medievale e Shakespeariano alquanto lontana dalle allegorie e dalle aspettative del precedente . Arrivata infine al terzo capitolo la saga cambia allora registro cedendo il timone a Michael Apted e alla Fox dopo la rinuncia della Disney e di Andrew Adamson riscoprendo ed esplorando territori nuovi e interessanti .
    Lasciati indietro gli ormai adulti Peter e Susan pronti a vivere nella loro realtà , le porte di Narnia si aprono stavolta solo ai minori Edmund e Lucy e all’insopportabile cugino Eustache , il ragazzino più lagnoso e antipatico che sia mai esistito dalla notte dei tempi ; non più quindi all’ombra dei fratelli maggiori insieme all’adesso re Caspian , i due ragazzi diventano assoluti protagonisti per combattere un male mutevole , non più incarnato da streghe o uomini corrotti ma da una nebbia di pura malvagità , capace di tradursi nelle loro paure e desideri più segreti .
    Nonostante l’ovvia difficoltà di mantenere l’affezione avendo perduto membri del vecchio cast coi quali si aveva ormai familiarità , la pellicola rispetta con cuore sincero la cosmogonia e l’universo dell’opera di C . S . Lewis , scrittore che aveva il dono di far vivere le più semplici e sorprendenti fantasie che un bambino possa concepire ( scagli la prima pietra chi non si è mai nascosto nell’armadio alla ricerca di un altro mondo o non ha sperato di venire risucchiato da un quadro ) : grazie alla grande cura prestata all’ impatto visivo di una terra immaginaria che ora può davvero correre a briglie sciolte verso le più fantastiche espressioni , il film riesce dunque a reggere altrettanto egregiamente la dimensione più religiosa e mistica propria del romanzo (le tentazioni che i personaggi devono affrontare , la tavola di Aslan alla quale chiunque è benvenuto e l’evocativo finale parlano da sè ) , preservando anche la più sottile se pur ovvia delle metafore : un difficile viaggio è la scoperta della propria unicità contro ogni insicurezza , rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta , dal dubbio all’illuminazione , che può arrivare a compimento solo grazie alla fede ( per una saga meno teocratica e più empiricamente orientata si consiglia di cambiare soggetto e rispolverare ” la bussola d’oro ” di Philip Pullman ) .
    Fa di certo un po’ tristezza che alcuni dei momenti più succosi e affascinanti di questa traversata verso isole dai nomi inquietanti , contro una forza misteriosa e terribile in grado di leggere nella mente i più profondi timori e con la guida di una luminosa stella dalle sembianze di una bellissima giovane , fino alla grande battaglia per giungere ai confini del mondo , rischino quasi di sapere di già visto quando invece sono state altre più recenti produzioni ad attingervi (quanto può essere traumatizzante scoprire che ” pirati dei caraibi ” , “stardust ” e persino ” LOST ” possano aver trovato ispirazione in un libello per ragazzi scritto nel 1952 che nessuno pensava sarebbe mai finito sugli schermi …) .
    Dolente oltre ogni limite e disastroso è invece l’uso del 3D : pur contando su effetti speciali di ottima fattura e su una fotografia che nelle sgargianti sfumature dell’ azzurro dell’oceano e del rosso del tramonto si affina perfettamente a un esotica ambientazione , il film rischia di soffocare sotto la cappa di una tecnologia tridimensionale farlocca e assolutamente inutile alla storia : troppo lungo sarebbe l’argomento per affrontarlo in questa sede , ma a quanto pare non vogliono proprio capire che la stereoscopia in postproduzione non solo produce risultati mediocri e avvilenti (nessuno sdoppiamento è percepibile togliendo i famigerati occhialini ) ma oltretutto toglie smalto a un prodotto che sarebbe stato meglio compreso e ammirato nella sua forma originale e senza causare passaparola negativi da parte di un pubblico deluso e sfiduciato ( possibile spiegazione del disastroso risultato al botteghino americano) .
    Ciononostante , se si è arrivati in sala con coscienza e non per costrizione si riuscirà lo stesso ad entrare a Narnia e ad apprezzarne la magia e il significato : in fondo siamo sempre rimasti lì , a fissare quel quadro raffigurante l’oceano appeso in salotto , solo per ritrovarci dall’altra parte a nuotare fra le sue onde .

  • lamagicaV scrive:

    Interminabile! Già a metà non vedevo l’ora finisse. Che noia! Di un prolisso e lento da far paura.
    Infatti mi chiedo come si possa mettere “consigliato: sì” a questa roba lunga eterna, noiosa e con scene completamente fuori “tempo” e mettere “consigliato: ni” a benvenuti al sud….è pazzesco!

  • Dopo una settimana di tranquillità nei cinema italiani dal punto di vista delle grandi uscite, è arrivato il momento dell’avvicinamento al Natale e come ogni anno praticamente da sempre, moltissime grandi produzioni scelgono questa settimana per lanciare i loro cavalli di battaglia, quest’anno non è stato da meno, infatti in questo weekend c’erà una vasta scelta per tutti i gusti, la mia scelta però è ricaduta sul terzo capitolo della saga Le Cronache di Narnia, il libro da cui era tratto è Il viaggio del Veliero.
    A dire il vero l’intenzione iniziale era vedere The Tourist, ma dopo un NO secco sulla possibilità di avere posti liberi al botteghino, la scelta mi è stata agevolata di parecchio, anche se i precedenti capitoli non mi hanno soddisfatto a pieno lasciandomi un senso di appagatezza generale con delle potenzialità poco espresse, l’occasione di vedere questo terzo capitolo era buona per sperare nel tanto atteso salto di qualità.
    La voglia è stata amplificata dal nome del regista Michael Apted che negli anni non si è fatto proprio un nome di regista di film per famiglie, infatti nel suo repertorio anche uno 007 tanto per rendere l’idea, venendo ai fatti, scopro un cast immutato con addirittura qualche defezione dovuta all’assenza di alcuni personaggi del romanzo originale, perciò si parte gia con un punto negativo perchè i protagonisti non mi hanno convinto nei due capitoli precedenti e non lo hanno fatto neanche in questo, Ben Barnes (Caspian) per fare un nome continua ad essere per me un punto interrogativo, un talento inespresso e finchè non troverà la giusta dimensione non riuscirà mai ad emergere al di fuori degli schemi per lui ora prefissati, dai piccoli attori veramente poco mi potevo aspettare vista la loro mancanza di esperienza fuori dal franchise.
    Tralasciando il primo punto debole del film, si passa al 3D, piccolo passo avanti rispetto ai film visti in questo periodo, oltre al 3D di Resident Evil Afterlife e quello di Avatar finora infatti nessun altro mi aveva convinto, ma la qualità delle immagini e la spettacolarità di alcuni scenari visti nelle Cronache di Narnia danno un bel punto a suo favore, gli effetti speciali sono di gran lunga superiori alla media, certi combattimenti con creature sovrumane per esempio rendono da sole il prezzo del biglietto, ecco che spunta un altro bel lato positivo del film, i combattimenti con creature malefiche veramente degni di un film epico in tutti gli aspetti, il culmine della straordinaria efficacia dello sfruttamento degli effetti speciali per dei combattimenti lo si ha nel finale che non vi racconto nei particolari per non togliervi il gusto della visione.
    Cercando altri pregi, però non si può non urtare contro una trama a volte troppo fuori dal contesto, con momenti troppo tranquilli alternati a momenti invece molto meno, anche se il regista sembra abbia dato un’impronta molto adulta al film, resta sempre un family movie e per questo troppo poco realistico in certe situazioni, forse sono un po cresciutello, ma in certi momenti mi son sentito un po fuori posto, cosa che di sicuro non giova alla pellicola abbassando perciò il target di pubblico, in definitiva il film centra il suo obiettivo senza puntare al bersaglio grosso, si limita a dare alle famiglie momenti di tranquillità per i propri bambini e ancora una volta non c’è stato il salto di qualità per raggiungere la maturità giusta per poter conquistare una fascia d’età un po più alta nonostante la scelta di un regista tosto, il consiglio che do perciò è di vederlo senza sperare di trovare il film dell’anno, con molta tranquillità per poter passare una tranquilla serata natalizia.

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