Film: trame e trailer

Lo Hobbit: La desolazione di Smaug

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( Il voto dei nostri lettori: 3,46 )
Titolo Originale:Lo Hobbit: The Desolation of Smaug
Genere:Fantasy
Sceneggiatura:Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson, Guillermo del Toro
Anno:2013
Regia:Peter Jackson
Distribuzione:Warner Bros. Italia
Interpreti:Martin Freeman, Ian McKellen, Cate Blanchett, Richard Armitage, Evangeline Lilly, Luke Evans, Benedict Cumberbatch, Lee Pace, Stephen Fry, Orlando Bloom
Durata:161
Data uscita:12/12/2013

Lo Hobbit: La desolazione di Smaug: la trama

Dopo aver oltrepassato con successo le Montagne Nebbiose, Thorin e la compagnia dovranno cercare aiuto a un potente e tenebroso straniero prima di avventurarsi nel Bosco Atro, senza l’appoggio del loro amico e stregone Gandalf. Se riusciranno a raggiungere l’insediamento umano di Pontelagolungo allora arriverà il turno di Bilbo di compiere il suo dovere di scassinatore: arrivare alla Montagna Solitaria e trovare la porta segreta che conduce lì dove Smaug sorveglia il suo prezioso e infinito tesoro…

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Lo Hobbit: La desolazione di Smaug: il trailer

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VOTO: Drago = tante scarpe e borse
Arriva uno dei film più attesi dell’anno e unico blockbuster natalizio se non si contano i cartoons. Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug è il secondo capitolo della nuova trilogia dell’anello, questo significa che ho visto tutte le 2 ore e 40 di pellicola con l’ansia che da un momento all’altro potesse essere tranciato di netto, e sappiatelo, questa volta è molto peggio della prima.

La storia riprende dove ci eravamo lasciati, dopo la delusione di una sala che non si aspetta finali in sospeso come Beautiful o Dragonball. Lo scassinatore Bilbo (Martin Freeman – Sherlock) in possesso dell’anello la cui vicinanza mette lo stesso pessimo umore della dieta Dukan , lo stregone Gandalf (Ian McKellen – X-Men) e i 7 avidi nani + 5 guidati da Thorin Scudodiquercia proseguono il cammino per riprendersi il regno che è loro di diritto. Ovviamente sarà una battaglia continua contro ragni enormi con movenze da T-Rex, bestie dai denti aguzzi, orchi e chi più ne ha più ne metta. Soprattutto è l’episodio in cui si rivela il feroce drago Smaug, magnificamente cattivo anche grazie alla voce “gladia” di Luca Ward (in originale Benedict Cumberbatch).

Il neozelandese Peter Jackson, esperto nei propri camei quanto Tarantino, continua a giocare in casa per una saga inattaccabile, più che per la qualità, per la quantità di fedeli che ha raccolto negli anni (non provate a criticarla). Personalmente non sono un fan del genere, ma La Desolazione di Smaug è più dinamico rispetto al predecessore, molta più azione e non ci sono spiegoni iniziali da abbiocco come ne Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato. Certo continuo a non essere così convinto che servissero 9 ore per trasporre e reinterpretare il libricino di Tolkien, ma se non altro questa volta scorre un po’ di più.

Il primo particolare che si nota a pellicola iniziata è nell’immagine, ha qualcosa di strano, e non avevo gli occhiali 3D al contrario, credo, ma dovrebbe dipendere dalle futuristiche tecnologie di ripresa utilizzate da Jackson (HFR 48 fotogrammi al secondo contro i soliti 24 – per i più tecnici). Bravo Peter, sempre all’avanguardia ma non correre troppo rispetto a noi comuni mortali, le immagini sono talmente definite da fare l’effetto “from tubo catodico to tv led” in un colpo di reni. Il risultato è un po’ troppo finto e l’utilizzo iper massiccio della CGI rende La Desolazione di Smaug simile ad un videogioco in alcune sequenze.

Oltre alle capacità degli attori già presentati in precedenza, è piacevole l’arrivo di tre star nella saga tra cui il gradito ritorno di Legolas (Orlando Bloom – La Maledizione della Prima Luna), meno simpatico e più freddo rispetto alla trilogia dell’anello, ne Lo Hobbit è ancora più spaccone, “Te lo ammazzo ioooooooo l’orco, te lo faccio vedere iooooooo l’arco, te la pianto ioooooo la freccia”. New entry anche per Evangeline Lily (Lost) nei panni dell’elfa Tauriel, magnifica anche se nella sua bocca il dialetto elfico sembra bergamasco stretto. La novità più interessante è Bard (Luke Evans – Fast & Furious 6), umano abitante di Lungolago, anche perché appare in un momento in cui la storia cambia marcia e soprattutto introduce paesaggi finalmente diversi dalle praterie o dai boschi neozelandesi. La Desolazione di Smaug non delude rispetto ai film che lo precedono ma credo che saranno più che altro i fan della Terra di Mezzo a goderne appieno. Rimane comunque una pellicola molto lunga che non cambia formula rispetto a quello che abbiamo già visto.

COSA HO IMPARATO (ATTENZIONE SPOILER)

-Nel dubbio..pungola

-Smaug è lo Zio Paperone della montagna

-L’anello ha la stessa funzione che ha il mantello dell’invisibilità per Potter

-Gli elfi sembrano vampiri usciti da Twilight

-Nano alto + Elfa bassa…si può fare

-Con la luce del sole non lo vedeva nessuno un buco a forma di chiave?????!!!!

Melies92 scrive:

Bilbo Baggins torna sul grande schermo a distanza di un anno dall’uscita del primo film, per continuare il suo viaggio accompagnato da Gandalf, Thorin e la compagnia dei Nani. Il film è più cupo e intenso del primo, non ci sono punti morti, l’adrenalina sale ad ogni ostacolo che la compagnia incontra. Scontri epocali con i ragni, incomprensioni con il popolo elfico, new entry nella storia e ritorni apprezzati fanno di questo secondo capitolo un film che soddisfa appieno le aspettative.
Ciò che può far storcere il naso agli accaniti fan tolkieriani è proprio la new entry precedentemente citata: Tauriel, elfa prediletta del Re che è stata creata proprio da Peter Jackson. Ma è una new entry che può benissimo essere accettata, non intacca la storia se non per un amore non ben definito ancora con uno dei Nani, motivo anche questo delle lamentele dei fan. Apprezzatissimo, come già detto, il ritorno di un personaggio molto amato, Legolas, che ricordiamo ha fatto conoscere in tutto il mondo Orlando Bloom.
Ma il film prende una piega migliore anzi ha un’incredibile picco di stupore e tensione con l’entrata in scena di Smaug, il drago che tanto bramavamo di vedere e che si rivela una delle creature più belle mai create, se non la migliore. Con la voce e i movimenti di Benedict Cumberbatch e la voce italia di Luca Ward è probabilmente il motivo principale per cui questo film verrà ricordato.
Un film che risulta migliore del primo capitolo e che con un fantastico cliffhanger ci spingerà senz’altro a scoprire la fine del viaggio di Bilbo Baggins.

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