Film: trame e trailer

L’Uomo d’Acciaio

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( Il voto dei nostri lettori: 4,36 )
Titolo Originale:Man of Steel
Genere:Cinecomic
Sceneggiatura:David S. Goyer, Christopher Nolan
Anno:2013
Regia:Zack Snyder
Distribuzione:Warner Bros.
Interpreti:Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Diane Lane, Kevin Costner
Durata:148
Sito Ufficiale:manofsteel.warnerbros.com
Data uscita:20/06/2013

L'Uomo d'Acciaio: la trama

Zack Snyder riporta al cinema le avventure di Superman nel reboot prodotto da Christopher Nolan, anche sceneggiatore con David Goyer. Il protagonista della storia è sempre Clark Kent, l’alieno venuto da Krypton e cresciuto sulla Terra da Jonathan e Martha Kent. Quando i suoi straordinari poteri iniziano a manifestarsi, Clark comincia a sentirsi fuori posto e parte ala ricerca di se stesso e delle sue origini, per scoprire le ragioni per cui è stato mandato sul nostro pianeta. Ma l’eroe che è in lui dovrà emergere per salvare il mondo intero dalla distruzione totale, così da diventare un simbolo di speranza per tutta l’umanità.

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L'Uomo d'Acciaio: il trailer

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lilly 78 scrive:

Che delusione questo ultimo remake di Superman!E pensare che C. Nolan era tra i produttori, ma ciò non è bastato a riesumare un personaggio stravolto dai troppi tentativi cinematografici.Poteva essere un grande film vista la presenza di attori così importanti e convincenti, primo fra tutti, Henry Cavill, forse il più sexy fra i tanti Superman che ha fatto di tutto per rendere il suo personaggio realistico e umano….Purtroppo i grandi attori possono fare poco se alle spalle non c’è una grande sceneggiatura o una grande storia.Qui ci sono troppi combattimenti, i personaggi non hanno spessore nè carattere, il rapporto con Lois Lane, la bellissima Amy Adams, è appena accennato, troppo freddo e ” alieno ” questo Clarke Kant.La storia è troppo lontana dallo spettatore, non riesce a coinvolgere più di tanto e il combattimento finale contro Zod è noiosissimo.Splendido cast, splendide musiche ma non è stato un film indimenticabile….Mi è piaciuto molto di più quel ” Superman Return ” massacrato ingiustamente dalla critica….

DAVIDSIENA scrive:

La speranza simboleggiata sul petto della casata degli “El” ci
introduce in un affascinate ed epico prologo in una maestosa Kripton
dove Russell Crowe spicca di bravura e presenza; di contro la genesi
dell’uomo d’acciaio risulta caotica. L’emarginazione, la diversità e la
ricerca delle proprie origini, temi fondamentali, sono supportati da
una sceneggiatura spezzata, balbettante, poco emozionante, quasi
robotica. Gustiamo il primo volo di Superman ; in quegli attimi con lui
siamo liberi, sognatori e onnipotenti, sentiamo quasi l’aria con il
brivido del 3D, ma quando si torna a terra ci si sente spaesati e
confusi, immersi in un calderone di scene d’ azione poco fruibili che
non aiutano la storia a decollare. Un dolce amarcord è il quattrocchi
Clark Kent presentato ad una raggiante Lois Lane ( Amy Adams).

David Siena da Cassano Magnago (VA)

Sara Bossi scrive:

Quando leggi dal trailer che il produttore del film è Christopher Nolan, l’attenzione improvvisamente si accende e tutto si fa più interessante. E’una garanzia, quasi una certezza che il film sarà travolgente, misterioso e spettacolare. Sfortunatamente niente di tutto ciò ha luogo nell’uomo d’acciaio che, nonostante le buone premesse, sembra fallire nel tentativo di costruire qualcosa di originale. Per tutta la durata del film si assiste a scene di combattimento infinite, esplosioni, distruzioni di città e catastrofi di ogni genere che incombono sullo schermo in immagini disordinate, poco chiare e parecchio monotone. Si perde il filo logico, la sequenzialità degli eventi, con flash-back improvvisi che si mescolano al presente in modo disorganizzato e poco pertinente. Nella prima parte del film in particolare sembra mancare un’introduzione, una breve spiegazione dei luoghi, dei personaggi e di ciò che sta accadendo intorno a loro; Nulla sembra avere un senso ed è tutto così caotico che si fatica a comprendere persino i dialoghi, che risultano per tutto il film piuttosto banali e talvolta un pò forzati. Nonostante il titolo accattivante e decisamente molto elegante, la pellicola non riesce a trasmettere appieno la figura dell’eroe, il suo formarsi, le sue fatiche,il suo essere interiore che prende coscienza di ciò che è veramente; Tutte queste caratteristiche non emergono anzi sembra vengano date per scontato, forse ritenute poco interessanti o forse non importanti; Di conseguenza i personaggi risultano insipidi e poco convincenti e il film privo di suspense e di colpi di scena che lo avrebbero potuto rendere più avvincente e meglio interessante,anche per chi è poco amante del genere fantascientifico.

Rocken scrive:

Di Superman nessuno sentiva la mancanza dopo il non riuscito lavoro del pur Bravo Bryan Singer nel 2006 con Superman Returns. Eppure la notizia che L’Uomo d’accio avrebbe avuto al timone Christhoper Nolan
e sopratutto il regista visionario Zack Snyder accese le speranze di tanti cinefili.
Dopo parecchia attesa il frutto delle fatiche di questi due mostri sacri del cinema contemporaneo è finalmente giunto, e a discapito dei suoi diversi punti nolenti, è comunque destinato a lasciare il segno, sia perche distanzia di parecchi punti il film di Singer sia perchè
rappresenta il punto di partenza del primo crossover stile Marvel da parte della sua eterna rivale DC Comics.
Con una piccola meta-analisi mi preme sottolinerare fin da subito i pezzi da novanta della pellicola:
-La trama (almeno fino allo scontro tra Superman e il Generale Zod), perche originale, ricca di nuovi e interessanti spunti,
in particolare l’incipit di Krypton che entusiasma e fa battere il cuore per il suo alto tasso sia adrenalinico che “storico” che emotivo
(con una piccola mascherata critica al genere umano per come sta gestendo oggigiorno le risorse naturali).
- Gli effetti speciali e le scene d’azione che quasi sempre incantano, coinvolgono e intrattengono in puro stile comic film. In particolare qua mi riferisco alle tecnologie aliene,
al costume di superman, al prologo Kryptoniano e alle scene “combattute”.
- Le interpretazioni di, in primis, Michael Shannon (grande prova! Credibile e odioso come supercattivo e con una mimica facciale “super” perfetta per l’occasione);
Henry Cavill (sontuoso nell’interpretare un superman quanto mai denso di morale positiva, voglioso di fare il giusto e ottenere la fiducia di colore che che vuole aiutare, gli umani);
Russel Crowe (perfetto nel ruolo di padre saggio e istruttivo pronto a aiutare il figlio Kal e a mostrargli la via da prendere anche solo tramite l’immagine della sua coscienza).
E i punti deboli? purtroppo c’è nè sono e fanno perdere tono al film relegandolo notevolmente sotto moti gradini ai Batman di Nolan e ai lavori di casa concorrente Marvel (in particolare The Avengers e Iron Man 3):
- Gli ultimi 10 minuti di film, con lo scontro tra Superman e Zod che si risolve in modo più che mai apatico per il palato dei fans dei comic films, e la scena conclusiva che lascia senza pathos (fatta eccezzione per una gran bella micro sequenza che coinvolge il piccolo Clark Kent, e il padre e la madre Jonathan e Marta.)
- I cambi d’inquadratura che tolgono linearità alla pellicola e che impediscono di gioire visivamente di uno di quelli che è il pezzo forte di Superman, i suoi voli (è infatti sopratutto nelle sequenze di lievitazione del protagonista che questo deficit si nota).
Con esaustività Man of Steel si merita un 7 pieno e lode.

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