Film: trame e trailer

Madagascar 3: ricercati in Europa

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( Il voto dei nostri lettori: 4,53 )
Titolo Originale:Madagascar 3: Europe's Most Wanted
Genere:Animazione
Sceneggiatura:Noah Baumbach
Anno:2012
Regia:Tom McGrath, Conrad Vernon
Distribuzione:Universal
Interpreti:Ben Stiller, Jada Pinkett Smith, Chris Rock, Sacha Baron Cohen, David Schwimmer, Frances McDormand
Durata:n.d.
Data uscita:22/08/2012

Madagascar 3: ricercati in Europa: la trama

Questa volta Alex il leone, Marty la zebra, Melman la giraffa e Gloria l’ippopotamo, dopo essere fuggiti dall’Africa, si ritroveranno a Montecarlo dove, dopo averne combinate di tutti i colori, entreranno a far parte di un circo itinerante, nel tentativo di tornare a casa, a New York. Il circo, guidato dall’anziana tigre Vitali, li porterà in giro per l’Europa attraverso le città più belle in un viaggio che si concluderà a Londra. Durante la tournee i nostri protagonisti aiuteranno gli animali del circo a ritrovare la passione perduta per lo spettacolo.

(di Maria Elena Vagni)

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Madagascar 3: ricercati in Europa: il trailer

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AliWonderland scrive:

Geniale… questa è una parola con cui si potrebbe riassumere tutto il film.

I nostri eroi a quattro zampe sono tornati!!! Fin dall’inizio del film è ben chiaro che le risate sono assicurate.

Se pensavate che i due capitoli precedenti fossero divertenti ed esilaranti, allora state pur certi che questo lo è il doppio. Sarà per la dinamicità della storia, sarà per il tripudio di colori, sarà per l’allegra e movimentata colonna sonora, sarà che i protagonisti ormai ci sono entrati nel cuore, ma “Madagascar 3″ ha davvero qualcosa in più.

I quattro personaggi principali (Alex, Marty, Melman e Gloria) vengono accompagnati dai più o meno fidati amici pinguini (qualsiasi cosa accada, loro sanno come uscire da una situazione scomoda), le scimmie (grandi lavoratrici e attrici) e dai lemuri (anche se sono un pò in secondo piano, in particolare il re che ha una storia quasi a sè stante).
A loro si sono inoltre aggiunti diversi nuovi personaggi, provenienti da un particolarissimo circo, che hanno portato tante risate e un nuovo livello alla storia.

In tutto questo c’è anche la cattiva di turno, che non fa altro che infastidire i nostri beniamini, ma che per fortuna passa quasi in secondo piano non riuscendo, ovviamente, nel suo intento.

Se siete in cerca di risate fino alle lacrime, allora questo film fa per voi! Come si fa a non ridere di fronte ad una zebra con una parrucca arcobaleno e il corpo colorato e adornato di tanti pois, che si alza su due zampe e si mette a cantare e ballare!?

ale5b scrive:

Destinazione New York con tappa europea per la terza avventura dello zoo nomade della Dreamworks. Alex, Marty, Melman e Gloria soffrono la “saudade” della terra natìa, non quella selvaggia dell’Africa, ma bensì quella caotica e moderna di New York. Motori accesi fin da subito allora, sembra che non ci sia un momento da perdere. Aerei, pinguini spariti, Montecarlo, poliziotte versione Terminator, un circo, nuovi amici eccetera, eccetera. Questo Madagascar in quanto a frenesia è imbattibile. La trama corre, corre e corre senza lasciare un attimo di respiro che sicuramente divertirà i più piccini ma non può impedire ai più grandi di non accorgersi del grande vuoto sotto. C’è più di un cambiamento sostanziale nella sceneggiatura che va dai rapporti meno sottolineati tra i protagonisti (giraffa e ippopotamo si, c’erano anche loro) fino ad’una comicità un pochino regredita. Persino la colonna sonora sembra quasi una furbata per “acchiappare” il momento. Sottigliezze che non intaccano sul risultano di un film che non ha più nulla da dimostrare. Per quanto veloce, è molto divertente, colorato, con un buon 3D e ottimi giochi di luce. Gli spettacoli circensi sono molto belli da vedere (anche se ad un certo punto sembra di assistere ad un videoclip di Katy Perry). La cattivissima Chantel DuBois si integra perfettamente nella ambiente adrenalinico della pellicola. Il suo personaggio è semplicemente folle ma funzionante. Viceversa, gli altri “nuovi” peccano un pò di originalità, apparendo molto legati alle funzionalità della trama.
Alla fine dei conti questo episodio diverte giusto il tempo della visione ma non lascia morali o immagini sentite come i due precedenti.

Daniela Bizzarro scrive:

Se le avventure della scatenata banda di animali diretti dal trio Vernon-Darnell-McGranet vi hanno divertito e, il tormentone “Mi piace se ti muovi”, ha accompagnato le vostre giornate, di certo non potete perdere Madagascar 3- Ricercati in Europa.

Ormai stanchi dell’Africa, dove erano approdati nel precedente capitolo e, mossi da nostalgia di casa, Alex, Marty, Melman e Gloria, decidono di tornare nel loro zoo di New York. Approdati pero’ a Montecarlo dove ritrovano i loro amici pinguini e lemuri,diventano ricercati dalle autorita a causa di alcune foto inviate dal Capitano DuBois, capo degli accalappiatori. Per sfuggire alla cattura, Alex e company si rifuggiano in un circo, dove fanno nuove amicizie. Partono cosi’ alla volta di una tourne, che li portera’ a Roma, dove re Julien incontrera’ l’amore della sua vita, Sonya, una femmina di orsa bruna, dal carattere molto particolare.

Se “squadra vincente non si cambia”, sembra essere il comandamento piu’ rispettato dal cinema contemporaneo, ampliarla sembra essere una scelta altrettanto saggia. L’entrata in scena dei nuovi protagonisti mette in risalto il carattere comico delle vecchie stelle di Madagascar, trasformando le due ore del film nel festival della risata.

La proiezione 3d e la straordinaria colonna sonora, degna delle migliori discoteche, rappresentano la cosiddetta ciliegina sulla torta che, fara’ parlare degli eroi a quattro zampe per molto tempo dopo la fine della proiezione della pellicola.

Joan Holden scrive:

C’era da temere che la saga di Madagascar eguagliasse i risultati altalenanti di un’altra celebre serie targata Dreamworks, quella di Shrek: un primo film carino, un secondo decisamente migliore e un terzo assai deludente.
Non è così: il nuovo capitolo che narra le peripezie delle quattro stelle dello zoo di New York si mantiene sui buoni livelli del film precedente, pur cambiando la formula.
La prima avventura aveva come tema principale la crisi d’identità di Alex, diviso tra la sua personalità “addomesticata” e la sua vera natura di animale selvaggio; nella seconda era il turno di Marty di cadere in confusione, smarrendo il suo “io” nella moltitudine del branco, mentre Alex era ancora una volta impegnato a fare i conti col suo passato.
L’azione era statica: prima il Madagascar, poi il Kenya e il vero nemico che i protagonisti dovevano affrontare erano le loro paure e le loro insicurezze.
Qui tutto cambia. La pellicola inizia come il film d’azione che non ti aspetti, con scene d’inseguimento e piani d’assalto (il recupero dei pinguini) alla James Bond e Mission Impossible. E l’azione, con brevi attimi di respiro, prosegue per l’intero film, complice una trama che ben si presta: la missione è raggiungere la Grande Mela attraversando l’Europa e al contempo fuggire dall’inseguimento tallonante di una testarda accalappiatrice.
Non c’è tempo per le riflessioni intimiste, e le dinamiche che intercorrono tra i protagonisti si sono esaurite. Questo è l’unico punto debole del film: i personaggi di Gloria e dell’ex-ipocondriaco Melman sono quasi trascurati e viene meno il rapporto contrastato tra Alex e Marty, uno dei cardini dei film precedenti.
Il ruolo di personaggi in evoluzione ricade quindi sulle spalle dei nuovi arrivati, gli animali del circo in disgrazia, in particolare sulla tigre Vitaly.
L’ agguerrita francese DuBois prende la veci della tosta vecchietta newyorkese dei precedenti episodi: ma la semplice antipatia dell’anziana si trasforma qui in una spietata caccia mortale.
Dubois è un’invasata, fiuta le tracce, non si dà mai per vinta: è più bestiale degli stessi animali e a finire dietro le sbarre alla fine è proprio lei.
Ma la forza di Madagascar sono sempre loro: i comprimari che con la loro geniale eccentricità danno vita alle gag migliori del film. Stiamo ovviamente parlando dei mitici pinguini, più sgamati e attrezzati di agenti della CIA, e dell’istrionico e irresistibile Re Julien.
L’elemento circo rischiava di diventare un boomerang, invece viene reinventato genialmente e fa spettacolo a sé. Si tratta di un circo coloratissimo e psichedelico, una versione animale del Cirque du Soleil, e sotto il tendone nasce anche qualche batticuore: oltre al legame ormai saldo che lega Gloria e Melman, si aggiungono gli sguardi languidi tra Alex e Gia e l’improbabile coppia formata da Re Julien e un’ orsachiotta. Per una volta il lemure accantons il suo leggendario egocentrismo e rivolge tutte le sue attenzioni all’amata poco loquace (ma lui basta per due) e motorizzata, con la quale scorrazza per le strade di una Roma antica da cartolina.
Meno citazioni cinefile e molta ironia surreale in più (il numero dei cerchi di Vitaly, Je ne regrette rien che “resuscita” gli accalappiatori), la solita colonna sonora accattivante e un 3D per una volta realmente valorizzante: Madagascar 3 è un film divertito che diverte, una metafora del viaggio che si rivela più importante della meta stessa.
Perchè alla fine la vita dietro le sbarre non risulta più così allettante e la tanto agognata “casa dolce casa” a rivederla sembra decisamente troppo piccola.
Allora il viaggio prosegue, verso nuove avventure e altri (probabili) sequels.





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