![]() ![]() Film: trame e trailerPirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare![]()
Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare: la tramaIl capitano Jack Sparrow (Johnny Depp) e il capitano Barbossa (Geoffrey Rush) partono insieme, alla ricerca della leggendaria Fontana della Giovinezza, ostacolati dal temuto pirata Barbanera (Ian McShane), la cui bella figlia (Penélope Cruz) complica ulteriormente le cose facendo innamorare Jack. (di Luca Resti) Leggi tutte le recensioniPirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare: il trailer21 commenti per “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”![]() jack sparrow,oh jack sparrow perchè sei tu jack sparrow? ![]() Squadra che vince non si cambia (o quasi). Promosso con riserva. ![]() Guardando “Pirati dei Caraibi” sorge un dubbio: perchè non l’hanno intitolato più onestamente “L’ennesimo film su Jack Sparrow?”. La presunta trama del film ruota unicamente intorno a lui, ormai incapace di strappare più di un sorriso e circondato da una marea di inutili personaggi di contorno. Lascia perplessi la storia della sirena e del predicatore inserita come una promettente parentesi romantica, ma messa da parte in pochi minuti e liquidata senza troppo sforzo. Deludente anche la figura del padre di Jack, talmente enigmatica da scomparire dopo tre battute. Insomma, un film inutile e superficiale, incredibilmente scontato. Al pensiero che possa diventare il primo di una nuova trilogia vengono i brividi. ![]() Mah, direi ‘senza infamia e senza tanta lode’.C’è da dire subito che questo film mi ha un pò riconciliato con questa saga cinematografica (avevo infatti detto basta a questa ‘ciurma’ simil/piratesca dopo aver visto il terzo capitolo, che francamente tutt’ora non riesco a capirne il senso). Cambiano gli attori, e anche le attrici, e la mancanza non si sente assolutamente, anzi. Penelope Cruz è bravisima a reggere la parte così come Ian Mc Shane nel ruolo di Barbanera. Il cambio di regia ha giovato,anche se non più di tanto, e la storia è risultata sicuramente migliore degli ultimi capitoli (siamo tornati un pò alla freschezza degli inizi). Non mancano però i lati negativi, uno fra tutti è la lunghezza. Esagerata e dispersiva alcune volte. Le sirene assassine non erano affatto male, ma cosa c’entrava la storia d’amore fra il religioso (personaggio assolutamente inutile) e una di loro? Per non parlare di Barabanera, avrei voluto più spazio per lui e soprattutto più cattiveria visto che sta cercando la fonte della giovinezza per allungarsi la vita. Il finale mi ha riportato alla memoria il terzo capitolo della saga di Indiana Jones ma solo un pò. In conclusione, abbiamo assistito all’inizio di una nuova trilogia (forse con più capitoli, chissà), un pò come successe a suo tempo con ‘Guerre Stellari’. Sarà un bene? Per la Disney forse. Per il pubblico pagante….chi lo sà? ![]() Prima recensione pronta per voi dopo la mia lunga assenza causa il mio viaggio di nozze e la scelta è stata abbastanza difficile, i due pretendenti alla visione erano Pirati dei Caraibi 4 e il divertentissimo Notte da Leoni 2, la precedenza è andata al primo anche se prossimamente arriverà anche il turno dei Leoni arriverà la settimana prossima. Ottima l’esperienza tridimensionale, finalmente dopo la visione di Thor rovinata da un bruttissimo 3D cosi come successo con Scontro tra Titani, per questo quarto capitolo dei Pirati Dei Caraibi, l’operazione nuova frontiera tridimensionale funziona ed anche benissimo, a dire la verità son poche le scene che danno un senso di spettacolarità al film, come si dice in questi casi, poche, ma buone, gli effetti speciali ottimamente curati son stati potenziati nei minimi particolari dal 3D, ed era anche ora che questa tecnologia fosse sfruttata a dovere, un’ottimo riconoscimento dal sempre ottimo Hans Zimmer per le colonne sonore sempre ben adattate a film di grande spessore. ![]() Se ci si aspettava qualcosa di più da questo nuovo capitolo? La risposta é “SI”. Sin dalla prima scena lo spettatore viene avvolto da un’atmosfera nuova ed estraniante, si sente quasi catapultato in un’”altra” epoca; le inquadrature mobili lasciano spazio a quelle fisse, eccezion fatta per le panoramiche mozzafiato in mare aperto, di gran lunga più efficaci rispetto a quelle dei capitoli precedenti; molti primi piani e numerosi sbalzi tra scene di oscurità e di luce che stancano l’occhio dello spettatore. In generale le scene, soprattutto quelle iniziali, sono troppo lunghe e troppo dialogate e questo rallenta l’andamento del film, che risulta poco fluido. ![]() Una nuova avventura per Jack Sparrow ci porta alla ricerca della leggendaria fonte dell’eterna giovinezza, ma la strada per raggiungerla è un po’ affollata. In molti si immergono in questa ricerca e ciascuno con motivi più diversi: il re di Spagna, sua maestà re Giorgio II d’Inghilterra e la latina Angelica, figlia del temibile pirata Barbanera. ![]() Davvero un bel film “Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare”, con un Johnny Depp sempre divertente e simpatico, ma purtroppo senza un grande Orlando Bloom e un’affascinante Keira Knightley, compagni di bordo nei capitoli precedenti. La trama del film l’ho trovata proprio carina, anche se imparagonabile a quelle dei primi film. ‘Sta volta i nostri eroi pirati, con una nuova Penelope Cruz, andranno alla ricerca della “Fonte della Giovinezza”, che promette appunto eterna giovinezza a chi ne beve la sua acqua con una lacrima di sirena e ne sottrae a chi beve semplicemente la sua acqua. Consigliato per chi ha la rista facile, per chi ha anche seguito con interesse la saga fino a qui e pure a chi piacciono le grandi avventure di pirateria. Voto 8/10 ![]() Qualcuno un giorno domandò se ci fosse ancora bisogno di pirati. La risposta è si. A patto però che abbiano qualcosa da dire, e un’impresa reale da compiere. Correva l’anno 2003, e sul grande schermo arrivò “La maledizione della prima luna”. A interpretare il piratesco protagonista, un Johnny Depp in stato di grazia, talmente perfetto per quel ruolo che perfino l’Academy Awards gliene rese merito conferendogli la sua prima nomination all’Oscar. Un’interpretazione affinata con le movenze del leggendario chitarrista dei Rolling Stones, Keith Richards. Un personaggio capace da solo di rilanciare un genere morto e sepolto. Il successo andò oltre le più rosee aspettative. E come Sylvester Stallone sarebbe stato per sempre Rocky Balboa, e Meryl Streep ormai deve fare i conti con la Miranda Priestly da lei interpretata in “Il diavolo veste Prada” (2006), così da quel momento Depp divenne Jack Sparrow. I guai sono arrivati dopo, con la decisione di fare due sequel. Pirati dei Caraibi – la maledizione del forziere fantasma (2006), e Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo (2007), dove gli effetti speciali hanno preso il posto della storia; analogo triste destino per i due scadenti seguiti di Matrix. E cos’è diventato ora Jack Sparrow? Una multinazionale in carenza cronica di fantasia. Un personaggio che cerca di ridere da solo con le proprie battute. Ed eccoci al presente. Un quarto episodio della saga. Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare (2011). A fianco dell’eroe, ancora una volta capitan Barbossa (Geoffrey Rush), il fidato amico mastro Gibbs (Kevin McNally), un nuovo pirata nemico, il temibile Barbanera (Ian McShane) e la sua bellissima figlia Angelica (Penelope Cruz). Questa volta la ciurma di rinnegati se la vedrà con l’esercito di Sua Maestà, creature malefiche degli abissi e perfino con la Corona Spagnola. Tutti, o quasi, alla ricerca della Fonte della Giovinezza, ma per ragioni diverse. In mezzo a corsari/bucanieri, c’è spazio ovviamente per i novelli Romeo e Giulietta. A prendere il posto dei dimissionari Elizabeth (Keira Knightley) e Will (Orlando Bloom), ci pensano il missionario Philip (l’inglese Sam Claflin) e la sirena da lui chiamata Serena (l’incantevole Astrid Berges-Frisbey, ispanico-francese); curiosamente entrambi dell’86, nati a distanza di un mese. Location esotiche. Due dei quattro protagonisti con un Oscar conquistato (Rush, Cruz), ma una sceneggiatura che fa acqua più di quella che i vascelli solcano per gran parte della pellicola. Con la consueta paccottiglia di effetti speciali, il copri-carenze 3D e una trama che attinge dalle precedenti avventure “Sparrowiane” con qualche spruzzatina direttamente da Indiana Jones e l’Ultima Crociata (1989). Almeno alla fine è stato bello rivedere Barbossa, che “in barba” alla sua attuale fedeltà a Re Giorgio II, torna ad essere quello che è veramente. Un filibustiere, pronto a ridacchiare beffardo dal ponte di comando e deciso a fare vela non più tra le parrucche della corte londinese, ma a Tortuga, l’isola caraibica dei pirati. Qualcun altro intanto non è ancora pronto per l’amore, e progetta con l’amico fidato altre nuove imprese. Ripartendo dall’origine. Ricominciando a navigare a bordo della Perla Nera. E questo che ci fa capire che non sarà certo la fine delle avventure di capitan Sparrow. Ma è proprio necessario? Comprende? ![]() Quando si attende con ansia da un anno un film, per di più un sequel, non si sai mai che cosa aspettarsi. Può essere una delusione oppure un successo. Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. Se non sei registrato clicca qui Registrati | Chronicle il sondaggio della settimana |









