Film: trame e trailer

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare

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( Il voto dei nostri lettori: 4,59 )
Titolo Originale:Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides
Genere:Avventura, Fantasy, Azione, Commedia
Sceneggiatura:Ted Elliott, Terry Rossio, Tim Powers
Anno:2011
Regia:Rob Marshall
Distribuzione:Walt Disney Pictures Italia
Interpreti:Johnny Depp, Geoffrey Rush, Penélope Cruz, Ian McShane
Durata:137'
Data uscita:18/05/2011

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare: la trama

Il capitano Jack Sparrow (Johnny Depp) e il capitano Barbossa (Geoffrey Rush) partono insieme, alla ricerca della leggendaria Fontana della Giovinezza, ostacolati dal temuto pirata Barbanera (Ian McShane), la cui bella figlia (Penélope Cruz) complica ulteriormente le cose facendo innamorare Jack.

(di Luca Resti)

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Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare: il trailer

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benedetta78 scrive:

non me lo aspettavo davvero molto carino…
ritroviamo johnny depp nei panni del mitico pirata jack sparrow, che è costetto suo malgrado ad associarsi alla ciurma del pirata barbanera per trovare la fonte dell’eterna giovinezza, assieme a lui la bella penelope cruz, angelica ,e sono pure inseguiti dal capitan barbosa….
è davvero divertente questo film…, ci sono scene mirabolanti, ci sono attacchi di sirene, ci sono zombi e c’è il cattivissimo barbanera…
bravo come sempre johnny depp, il suo pirata è divertente e surreale fin dalla prima scena, aggiungerei anche che è un vero piacere per gli occhi vederlo con le treccine.
divertente e brava penelope cruz, una vera, piacevole sorpresa.
buoni Barbossa (Geoffrey Rush) e Barbanera (Ian McShane) ma a mio pare re dovevano essere più cattivi, fanno più paura di loro le sirene, cattivissime con denti da vampiro.
non siamo ai livelli del primo ma meglio degli altri 2 capitoli precedenti.
voto 7

undertaker81 scrive:

Fortunatamente ritornano!
Non sto citando il remake di un horror anni ’90 tanto meno il secondo capitolo di un best seller di S.King, sto solamente dando il ben tornato ad uno dei personaggi che ormai fa parte dell’iconografia del cinema contemporaneo, il famigerato anti-eroe dei 7 mari ovvero il capitan Jack Sparrow.
Il quarto capitolo della saga parte con i sfavori della critica, effettivamente non parla ne di fantascientifici signori dei sogni ne di watussi blu, inseriti in storie tenute in piedi solo dagli effetti speciali, qui si parla di avventura con la A maiuscola e di pirati che tra duelli ben coreografati e battute graffianti rinverdiscono i fasti di una serie che nel secondo e soprattutto nel terzo capitolo avevano perso di mordente.
L’antica verve di Jack Sparrow torna in auge prepotentemente grazie ad un’interpretazione libera dagli schemi e perciò farà storcere il naso a molti puristi il che non dovrebbe produrre un gran danno al film datosi che i puristi sono per lo più critici ed i critici si sa non pagano.
Una scrittura accurata ed equilibrata sopperisce alla mancanza di effetti speciali di cui i capitoli precedenti erano pieni, effetti speciali principali indizziati del declino di celluloide in cui il cinema si sta tuffando.
Un cast fatto non solo di grandi nomi ma di grandi interpreti produce un lavoro che non stanca e porta nuova linfa alla disneyana serie più corsara che si possa ricordare.
Per gli amanti della saga ma soprattutto per i suoi detrattori, è tempo di aprire gli occhi e ricredersi e poi … beviamoci su!
Voto 8.5

martalari scrive:

VISTO Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare INIZIO AVVINCENTE ED ESALTANTE, POI DIVENTA UN’ALTRA COSA E ANNOIA… L’ENNESIMO EPISODIO (TROPPO LUNGO, PIU’ DI DUE ORE) CHE AMERA’ CHI AMA IL GENERE,CHI E’ SOLO CURIOSO LO TROVERA’ LUNGO. DEPP E’ SEMPRE DIVERTENTE, AFFASCINANTE E “GIUSTO”, LA CRUZ QUI SEMBRA APPICCICATA.

I PRIMI 30 MINUTI DI Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare SONO VERAMENTE DIVERTENTI E AVVINCENTI, GIUSTO DEPP, PIRATA SMARGIASSO E SENZA PAURA ALLE PRESE CON UNA NUOVA AVVENTURA, POI ARRIVA ALL’IMPROVVISO PENELOPE CRUZ CHE SEMBRA RECITARE I CLASSICI SIPARIETTI CHE CON BARDEM CHE CON LUI FUNZIONANO, QUI SEMBRANO APPICCICATI. LEI SEMPRE BRAVA ATTRICE QUI PERO’ APPARE QUASI FORZATAMENTE FUORI RUOLO.

DOPO LA PRIMA MEZZ’ORA IL FILM PERO’ PRENDE UN’ALTRA PIEGA FINO A DIVENTARE APPARENTEMENTE CONFUSO SU CHI SIANO I BUONI E CHI I CATTIVI, CHI INSEGUE CHI? UN EPISODIO INIZIATO BENE E CHE DIVENTA IL CLASSICO SEQUEL CHE HA QUASI STANCATO. LE IMMAGINI PIU’ BELLE SONO QUELLE DELLE SIRENE.
FILM ECCESSIVAMENTE ED INUTILMENTE LUNGO.
VOTO 6

Fantasy_1989 scrive:

Ora, cortesemente, vorrei sapere dai signori Terry Rossio e Co. cosa centri il titolo Ai confini del mare con la ricerca della Fonte della Giovinezza? Assolutamente niente! Diciamocelo chiaramente, questo è un film campato in aria, fatto solo perchè si doveva continuare una trilogia ormai più che florida e produttiva, con un quarto episodio del tutto inappropriato, messo li solo perchè alla fine si vede Jack con in mano la mappa che lo condurrà alla Fonte. Il film è stato mediocre, nella media tra tutti quelli visti negli ultimi mesi in sala. Ci sono varie storie al suo interno, che si sviluppano avvicendavolmente, ma non hanno niente a legarle saldamente. Ad esempio, avrei preferito che il giovane chierico e Jack legassero un pò di più in modo da buttare almeno le fondamenta del loro rapporto per il prossimo film. Anche Barbanera non è stato il cattivo che mi aspettavo, lo avevo previsto un pò più coinvolgente nelle sue parti. Nel complesso il film è stato piatto e con pochi colpi di scena, se non ci fosse stato Capitan Jack ogni tanto a risollevare il morale mi sarei addirittura addormentato in sala. Ma non è stato solo una delusione questo film. La controparte di Jack, ad esempio, Penelope/Monica Cruz, mi è piaciuta parecchio, come ogni tanto battibeccavano o si lanciavano sfrecciatine. Anche Goffrey rush è stato alquanto deludente, ormai schierato completamente dalla parte del nemico, è rimasto sempre un pò in disparte, tranne dove e quando sa chi ha visto il film.
Rob Marshall non è il regista giusto per questo film, ottimo regista, non fraintendetemi, ma alla guida doveva rimanerci Gore Werbinsky almeno il film non sarebbe risultato altrettanto piatto e privo di scene con effetti speciali, dove aprivi gli occhi, sbaloridito e ti dicevi “WOW! Non l’avevo mai visto prima!” o dove ti stupivi per quello che accadeva sullo schermo come l’epica fine del terzo con Maelstorm e Perla VS Olandese Volante. Voto 6 per il nuovo regista, che non si merita 4 solo per Jack e per la sua simpaticheria, approverei un ritorno alla guida del vecchio se la Disney dovesse mai deciderlo.

Dona scrive:

Vado a vedere il quarto capitolo di “Pirati dei Caraibi” perché ho visto i precedenti 3 e non lascio mai le saghe “a metà”. Vado piena di dubbi e perplessità sulla buona riuscita di questo film, dato che gli ultimi due non mi avevano entusiasmata più di tanto. Penso: “Beh una nuova regia; quelli che erano due personaggi da me non particolarmente amati tagliati fuori dal film; la grande certezza quale è Johnny Depp ancora lì e per giunta in coppia con una splendida Penelope Cruz: forse in fin dei conti non sarà tanto male!!”. Ma non ci metto la mano sul fuoco ed entro comunque in sala non molto convinta.
Il film inizia e attendo impaziente la prima apparizione di Capitan Jack Sparrow: eccolo!! Sorprende e suscita il riso già alla prima inquadratura, nei panni inconsueti di un (falso) giudice. Ed ancora una volta lo spettatore rimane affascinato da un Johnny Depp cui sembra sia stato cucito addosso il ruolo di Sparrow, come se non avesse fatto altro tutta la vita, come se fosse nato per interpretare il pirata “barcollante”.
C’è poi la meravigliosa Penelope Cruz che sembra perfettamente a suo agio nei panni di Angelica, e credo che al fianco di Depp in questo ruolo non avrebbero potuto mettere attrice più azzeccata: la coppia è affiatata, forse merito della precedente collaborazione, risalente a molti anni fa (vedi “Blow), e insieme divertono.
Ovvio che senza Jack Sparrow il film non avrebbe avuto lo stesso sapore: la sua presenza rende divertenti anche quelle che dovrebbero essere le scene più “cupe”. Persino Barbanera, a modo suo, suscita il riso nello spettatore; che sia anche questo merito di Depp?
Poi c’è ovviamente Barbossa, che inizialmente appare diverso rispetto agli altri film, ma a poco a poco torna ad essere quello di sempre. Ed anche lui indubbiamente diverte.
Il nuovo personaggio, Philip, interpretato da Sam Claflin, lascia un po’ il tempo che trova e sembra essere stato messo lì come per “sostituire” il belloccio mancante, Orlando Bloom.
Peccato per l’apparizione troppo breve di Keith Richards. Ma non è questa l’unica “pecca” del film. Ci sono alcuni grandi assenti in questa pellicola: in primis il rum!! Non vedere Sparrow che tracanna continuamente la sua adorata bevanda è mancato molto. L’altra grande assente è ovviamente la Perla Nera, con scimmietta al seguito che vediamo solo due volte in versione “ridotta”. Si sente poco, invece, la mancanza di William Turner e della sua amata Elizabeth Swan.
Punto a sfavore del film sicuramente le sirene: perché renderle così simili a dei vampiri? Ma si sa, la febbre del vampiro ha ormai invaso il cinema degli ultimi tempi.
Tutti sembrano avere un unico obiettivo comune: la Fonte della Giovinezza. Ma il film anche in questo senso sorprende lo spettatore.
In conclusione, è stato decisamente un film sorprendentemente piacevole e divertente; sicuramente migliore dei precedenti due. “La Maledizione della Prima Luna” resta comunque assolutamente imbattibile.

Parker85 scrive:

Non posso ke essere inevitabilmente d’accordo col giudizio di lele_16, perchè è evidente che ci troviamo al cospetto di un film povero, un quarto capitolo pretestuosamente costruito con tutta probabilità per meri fini commerciali dato che sicuramente la Disney sa che, a prescindere dalla qualità del film, un certo livello di incasso sarà comunque assicurato; un lungometraggio che pecca di ripetitività e che risente di originalità, a cui mancano quello smalto e quella freschezza che, a prescindere dai soggettivi giudizi positivi o negativi che hanno accompagnato gli ultimi 2 capitoli, comunque aveva contraddistinto la trilogia (per me rimane tale), una trilogia che ha già sparato tutti i suoi colpi migliori fino ad esaurire le munizioni, è il caso di dirlo, visto che in tutto il film non vola un solo colpo di cannone…
Niente inseguimenti tra galeoni, vascelli, navi ammiraglie o comunque imbarcazioni di qualsiasi tipo, niente abbordaggi, trovate sterili come quella dell’ introduzione delle sirene (rappresentate malissimo, più che sirene paiono vampiri d’acqua) o insensate come i marinai zombificati (per effetto di cosa? magia nera? rituali oscuri? droga? viagra?) e il potere di controllare la nave che la spada di Barbanera gli conferisce (uno si aspetta un minimo di argomentazione che possa rendere plausibile la cosa…) e a proposito di Barbanera: una nemesi assolutamente incolore ed insapore, incapace di competere con i livelli di perfidia che caratterizzava Davy Jones nei precedenti due o con lo spessore scenico che contraddistingueva Barbossa nel primo (e, finora, migliore) capitolo.

Parker85 scrive:

Non posso ke essere inevitabilmente d’accordo col giudizio di lele_16 perchè è evidente che ci troviamo al cospetto di un film povero, un quarto capitolo pretestuosamente costruito con tutta probabilità per meri fini commerciali dato che sicuramente la Diney sa che, a prescindere dalla qualità del film, un certo livello di incasso sarà comunque assicurato; un lungometraggio che pecca di ripetitività e che risente di originalità, a cui mancan quello smalto e quella freschezza che, a prescindere dai soggettivi giudizi positivi o negativi che hanno accompagnato gli ultimi 2 capitoli, comunque aveva contraddistinto la trilogia (per me rimane tale), una trilogia che ha già sparato tutti i suoi colpi migliori fino ad esaurire le munizioni, è il caso di dirlo, visto che in tutto il film non vola un solo colpo di cannone…
Niente inseguimenti tra galeoni, vascelli, navi ammiraglie o comunque imbarcazioni di qualsiasi tipo, niente abbordaggi, trovate sterili come quella dell’ introduzione delle sirene (rappresentate malissimo, più che sirene paiono vampiri d’acqua) o insensate come i marinai zombificati (per effetto di cosa? magia nera? rituali oscuri? droga? viagra?) e il potere di controllare la nave che la spada di Barbanera gli conferisce (uno si aspetta un minimo di argomentazione che possa rendere plausibile la cosa…) e a proposito di Barbanera: una nemesi assolutamente incolore ed insapore, incapace di competere con i livelli di perfidia che ha caratterizzato Davy Jones nei precedenti due o con lo spessore scenico che contraddistigueva Barbossa nel primo (e, finora, migliore) capitolo.

lele_16 scrive:

Impietoso.
Così sarebbe definibile questo capitolo di Pirati dei Caraibi confrontato con i suoi predecessori.
L’unico modo di tenere la saga sugli stessi livelli, o addirittura migliorarla, era fare un one man show completamente incentrato sul vero protagonista: Capitan Jack Sparrow.
Nei precedenti, c’erano Will ed Elizabeth, ora ci sono Angelica e Barbanera.
Potremmo giustificare ciò dicendo che, inevitabilmente, molte vite si legano a quella del Pirata, ma sarebbe una scusa campata in aria.
Si è cercata la novità, di portare nuovo respiro alla storia, ma la solfa rimane quella.
Complessivamente è comunque un buon film, ma rimane incastrato nelle solite scene e non aggiunge niente al personaggio di Depp, che in ogni caso riesce, ancora una volta, a salvare le redini del film.
A dirla tutta, cambia anche: dopo tre film in cui Sparrow cerca l’immortalità, alla fine di questo capitolo sembra rinunciare ad essa e afferma di rimanere immortale grazie alla sua fama. Se in solo questo consiste il cambiamento, tanto valeva non farlo.
Si avverte la voglia di toni più leggeri di questo capitolo, ma soprattutto la mancanza di quella “poesia piratesca” che aveva caratterizzato Dead man’s chest e At world’s end.
Alla fine, sebbene non ci sia nulla di nuovo, appassiona, diverte, anche se alcune di quelle che dovrebbero essere le scene memorabili non diventano tali e non coinvolgono del tutto, eccetto qualcuna.

Jack Sparrow si ritrova con Angelica(sua amata in passato) e il padre di lei, Barbanera, per un viaggio verso la Fonte della Giovinezza, tra Sirene, fughe, salti da alture elevate e una notevole dose di humour, non estranea al personaggio.
Penelope Cruz, o il suo personaggio a seconda dei punti di vista, è quasi invisibile, senza spessore mentre Ian McShane risulta credibile come villain.
Rivedere Geoffrey Rush, divertirsi sbraitando i suoi rozzi ordini da Barbossa rimane sempre un piacere e lui…Johnny Depp è e rimarrà la colonna portante, il cuore di Pirati dei Caraibi, basterebbe lui ed una sedia e il film rimarrebbe in piedi comunque.
Ho storto un po’ il naso su alcune, a mio parere, pecche nella trama: Barbanera appare come un terribile pirata, dati i suoi “poteri”, ma essi non vengono mai spiegati, come succedeva con Davy Jones. Si vede che non c’era Will Turner a chiedere a Mastro Gibbs, senza di lui non c’è la scusa di spiegare, tutti sanno già tutto.
Mentre la storia tra l’uomo e la sirena è bella e piacevole, rende partecipe lo spettatore, seppur sia sempre quella classica, e rimane anche da sfondo, invece che essere sviluppata un tantino in più.
Citando le Sirene forse si cita il momento più bello del film, ottimo per la tensione e per la scarica di adrenalina che infonde nello spettatore.
La musica, ormai davvero immortale, non riesce mai a stancare, ma diviene sempre più apprezzata.

Tirando le somme, sì, Pirati dei Caraibi 4 è promosso, solo ed esclusivamente grazie al geniale personaggio di Jack Sparrow, sperando in un quinto capitolo veramente nuovo e che questo costituisca solo la base per una nuova, leggendaria, saga.

yleniafollet scrive:

Entro in sala scettica. I trailer annunciano un bel film, insomma Jack Sparrow e i Pirati dei Caraibi ormai sono una certezza di successo al botteghino e di soddisfazione degli spettatori. Ma sinceramente tra me penso “Dopo le spettacolarità del Forziere Fantasma e de Ai Confini del Mondo (vedi cracken, ciurma maledetta di Davy Jones e maelstrom)come potrà questo film superare gli altri? Come potrà Rob Marshall essere all’altezza di Gore Verbinski?”.
E, invece, il film ti sorprende facendoti sorridere fin dalle prime scene (nonostante il breve spavento della primissima scena). Il ritmo è incalzante e divertente. In ogni luogo in cui si trovi il nostro amato Capitan Jack Sparrow c’è ironia e battutine anche nei momenti più tragici, anche di fronte al perfido e malvagio Barbanera, e soprattutto alle prese con Angelica, la meravigliosa Penelope Cruz, l’unica donna per la quale Jack abbia mai provato “gradimento”.
La cattiveria è innata in Barbanera, il nuovo villain interpretato da Ian McShane. Ma molto di più spaventano le sirene, creature bellissime ma letali (con denti da vampiro che richiamano un po’ le mode letterarie e cinematografiche di oggi, a mio dire) che volendo distruggono una nave anche meglio del cracken.
Il nuovo Barbossa sembra semplicemente ridicolo all’inizio ma poi si rivelerà per quel che è sempre stato.
Tutti cercano la Fonte della Giovinezza. Chi la troverà? Evito gli spoiler più succosi. Sappiate solo che l’unica delusione è non poter vedere la Perla Nera in azione. Alla fine Marshall è stato all’altezza, il film è decisamente piacevole e meno pesante dei due precedenti, quasi quasi all’altezza del primo (comunque inarrivabile).
Ylenia da Mussolente (VI)

miloud scrive:

mi piace

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