Film: trame e trailer

Quasi amici

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( Il voto dei nostri lettori: 4,14 )
Titolo Originale:Intouchables
Genere:Commedia, Drammatico
Sceneggiatura:Olivier Nakache, Eric Toledano
Anno:2011
Regia:Olivier Nakache, Eric Toledano
Distribuzione:Medusa
Interpreti:François Cluzet, Audrey Fleurot, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet, Cyril Mendy
Durata:112
Data uscita:24/02/2012

Quasi amici: la trama

Dopo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione, come badante personale. Per dirla senza troppi giri di parole, la persona meno adatta per questo incarico. L’improbabile connubio genera altrettanto improbabili incontri tra Vivaldi e gli Earth, Wind, dizione perfetta e slang di strada, completi eleganti e tute da ginnastica…

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Quasi amici: il trailer

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2 commenti per “Quasi amici”

  • AliWonderland scrive:

    Questo è un film che fa commuovere e sorridere allo stesso tempo, toccando corde molto profonde del nostro animo.

    Quando si pensa ad una persona con handicap, in questo caso un tetraplegico, si tende ad avere pensieri di pietà e tenerezza. Ma in questo caso è esattamente l’opposto, perchè la pellicola ci mostra come affrontare in maniera forte e divertente questa malattia.

    Philippe, ricco aristocratico bloccato a vita su una sedia a rotelle a causa di una sfortunata caduta dal deltaplano, sta cercando un assistente che lo possa aiutare per tutte le sue necessità. Durante i colloqui il suo cammino si incrocia con quello di Driss, uno spiantato che sta cercando di riavere il sussidio per tirare avanti. Ma Philippe è subito colpito dal suo modo di fare e decide di assumerlo in prova, nonostante lui non voglia, proponendogli una scommessa: “Scommetto che non reggi nemmeno due settimane”. Ed è così che lo convince ad accettare la sfida, che poi vincerà.

    Quello che a Philippe piace di Driss, è che non lo tratta come un handicappato in sedia a rotella, bensì l’opposto. Ironizza sulla sua condizione, lo fa ridere, gli fa fare esperienze totalmente nuove, lo sprona e gli fornisce molti spunti di riflessione, in primis sul comportamento della figlia.

    Grazie a Driss, la vita dell’uomo cambia e capisce di poter volare, anche nel vero senso della parola, nonostante le rotelle che lo tengono immobilizzato a terra.

    Questo film, nonostante tratti di un tema reale, tragico e moderno, riesce a far passare un importante messaggio senza renderlo scontato e noioso: le persone con un handicap sono comunque persone e per questo non devono venire trattate in maniera diversa o con scrupoli esagerati.

    L’amicizia nata fra Philippe e Driss fa commuovere e sorridere.
    Fa commuovere perchè è un rapporto veramente bello ed è fantastico vedere come lo sguardo del primo cambi in maniera radicale quando rivede il secondo dopo una più o meno breve separazione.
    Fa sorridere perchè è veramente divertente come Driss riesca a sballottare a destra e sinistra Philippe senza che lui batta ciglio e come riesca a fargli fare in poco tempo così tante meravigliose esperienze.

    Un film che fa pensare e che forse tutti dovremmo vedere per capire realmente cosa vuol dire avere un animo e stare accanto ad una persona in difficoltà.

  • EDB scrive:

    Quando si trasforma in film la storia di un disabile e della sua vita si finisce per ricadere nel pietismo e nella monotonia. Di certo questo però non è il caso di quasi amici,la straordinaria storia vera di un amicizia nata tra un tetraplegico Philippe (François Cluzet) e il suo nuovo badante Driss (Omar Sy).
    Philippe è un miliardario appassionato di parapendio, sport che gli costa la paralisi, memorabile la scena in cui racconta di aver volato troppo in alto nel tentativo di avvicinarsi a sua moglie, Driss è uno spiantato ragazzo di strada che in cerca di una facile scappatoia per avere il sussidio di disoccupazione si ritrova a lavorare per Philippe.
    Una trama scontata resa viva dallo stridio di questi due mondi che si incotrano in una serie di sketc comici di grande effetto.
    Assolutamente consigliato non solo agli amanti del genere ma soprattutto a chi ha ancora bisogno di credere in qualcosa.

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