Film: trame e trailer

The Karate Kid

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( Il voto dei nostri lettori: 4,35 )
Titolo Originale:The Karate Kid
Genere:Azione, Drammatico, Sport
Sceneggiatura:Michael Soccio
Anno:2010
Regia:Harald Zwart
Distribuzione:Sony Pictures Italia
Interpreti:Jaden Smith, Jackie Chan, Taraji P. Henson
Durata:140'
Sito Ufficiale:www.karatekid-themovie.com
Data uscita:03/09/2010

The Karate Kid: la trama

Dre Parker (Jaden Smith), un dodicenne di Detroit, è costretto a trasferirsi in Cina a causa del lavoro della madre. In breve tempo Dre inizia a simpatizzare per una sua compagna di classe, ma le differenze culturali rendono questa amicizia quasi impossibile. A peggiorare le cose c’è Cheng (Zhenwei Wang), un compagno di classe, addestrato al kung fu, che si ingelosisce per i sentimenti di Dre nei confronti dell’amica comune. Senza amici e in una paese straniero Dre non si sente a suo agio se non con Mr. Han (Jackie Chan), il responsabile della manutenzione del suo condominio, che segretamente è anche maestro di kung fu. Man mano che Han insegna al ragazzo che il kung fu non è una disciplina solo di pugni e abilità, ma anche di maturità e calma, Dre capisce che deve affrontare le sue paure, a partire dai bulli della sua classe. The Karate Kid è il remake dell’omonima pellicola del 1984.

The Karate Kid: il trailer

Contributi aggiuntivi The Karate Kid

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2 commenti per “The Karate Kid”

  • Markus scrive:

    L’estate oramai sta andando via e con essa la monotonia al cinema,infatti continuano i weekend con release veramente interessanti,in questo per esempio la scelta della visione per me era incentrata tra I Mercenari di Stallone e il remake di Karate Kid e quest’ultimo alla fine l’ha spuntata.
    Il film per me significava molto perchè per l’appunto stiamo parlando di un remake e il film originale era datato anni 80 e più precisamente 1984 e per tutti gli anni 80 mi ha accompagnato con i suoi sequel.
    Le mie aspettative devo dire erano alte perchè in Usa e nel mondo in generale i botteghini hanno fatto registrare cifre importanti per un film sul karate ,stiamo parlando di più di 300 milioni di dollari e non sono spiccioli,l’unica mia preoccupazione era sul cast,Jackie Chan e Jaden Smith ,ma mi son dovuto ricredere ,ma vado per ordine ,il regista Harald Zwart aveva per le mani una storia che ha appassionato mezzo mondo nel passato e cercare di rendere ancora attuale una storia usata e strausata ,visti i 4 capitoli più molte serie tv ,era veramente un’impresa.
    Una delle sorprese maggiori come detto è la straordinaria intesa dei due attori,da cui mi aspettavo ben poco,Jaden Smith figlio di Will oltre ad essere identico nei lineamenti al padre lo copia anche nel talento,alla sua prima esperienza da protagonista è stato veramente all’altezza riuscendo in più di un’occasione a non far rimpiangere lo storico Ralph Macchio del vecchio film,Jackie Chan è stata la sorpresa più grande,sempre impegnato a far film che a dire la verità non mi hanno mai attirato,demenziali e con un karate usato per far ridere no per stilizzare le scene,questa volta ha interpretato un personaggio intenso e in certe situazioni drammatico con una bravura da veterano del genere,per il resto del cast no comment visto che il cinema cinese non ha ancora raggiunto livelli di recitazione adeguati,quindi la location cinese è servita soltanto per ornamento,andando a ledere sul cast.
    La storia fila abbastanza liscia mantenendo quasi ciecamente lo stile del suo predecessore aggiungendo un pizzico di ironia alla trama,scelta veramente azzeccata,i combattimenti abbastanza realistici con dei ragazzini veramente all’altezza della situazione dal punto di vista atletico,la colonna sonora d’alto livello spaziando tra R&B e il pop passando per la musica classica un vero e proprio centro al bersaglio.
    Dire che il film è perfetto non si può,ma dire che alla fine il risultato è stato raggiunto ampiamente è la frase giusta,Karate Kid ha fatto ridere,emozionare,piangere (Vabbe io no,ma certe scene meritavano) e alla fine anche applaudire in sala il che non è poco perciò il mio voto è 7.5 ed il consiglio è di non mancare all’appuntamento con la sua visione per far continuare la leggenda del Kung Fu.

  • Akira scrive:

    Si dice che un remake non sia mai all’altezza dell’originale. E probabilmente è così!
    Ciononostante immaginate per un attimo di seguire passo passo la trama del vecchio The Karate Kid (1984), spostando però la storia dalla California a Beijing ed abbassando l’età dei protagonisti all’inizio della pubertà, infine sostituite il Karate col Kung Fu. Il risultato è un film completamente diverso. Una novità per i più piccoli, una nuova spinta attrattiva per i veterani del genere.

    Il tema del bullismo si ripete stavolta ironicamente tra asiatici ed afroamericani, dove un ragazzino dodicenne di nome Dre è alle prese con il suo sradicamento sociale dalle strade di Detroit ed il successivo impianto culturale nella Cina odierna, fatta di tradizioni e disciplina, immersa in un paesaggio filosoficamente fiabesco.

    Jayden Smith si dimostra in grado di affrontare un genere a lui sconosciuto (all’epoca del primo film non si sapeva nulla neppure del papà Will), ed esprime la mimica adatta ad uno street dancer hip hop (con tanto di treccine e canottierina bianca) che cresce e diventa allievo di Kung Fu.
    Tentennamenti da parte della critica alla notizia di Jackie Chan al posto di Pat Morita, che nel 1985 venne nominato due volte per il suo ruolo di attore non protagonista, sia ai Golden Globe che agli Oscar. Ed invece il nostro Mr. Han (successore del maestro Miyagi) si dimostra adatto ad un ruolo inaspettato ed innovativo per chi ha seguito la sua carriera. Serio, chiuso e nascosto per tutta la durata del film. Come nell’originale gli spetta appena una singola scena di combattimento, alla maniera tipica dei suoi film, per il resto si limita ad insegnare, e paradossalmente commuove.

    Nonostante due ore e venti minuti di film i sedicenti bambini cinesi conquistano gli occhi persino dei più scettici. Si stupiranno di cosa si può avere imparato se si indossa e si toglie la giacca un milione di volte.
    Nell’ultratecnologico torneo finale un vortice di acrobazie avvolge lo schermo e la sala fino all’ultimo salto, quando rimarrà scolpito che il vero Kung Fu non è solo un arte marziale, ma una filosofia di vita, laddove tra non fare nulla e restare immobili risiede un’enorme differenza, e i combattimenti più affascinanti rimangono quelli che riusciamo ad evitare.

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