Film: trame e trailer

Toy Story 3 – La grande fuga

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( Il voto dei nostri lettori: 4,29 )
Titolo Originale:Toy Story 3
Genere:Animazione, Avventura, Commedia, Azione
Sceneggiatura:Michael Arndt
Anno:2010
Regia:Lee Unkrich
Distribuzione:Walt Disney Italia
Interpreti:John Ratzenberger, Joan Cusack, Tim Allen, Tom Hanks, Michael Keaton, Ned Beatty
Durata:109'
Sito Ufficiale:www.disney.com/ToyStory
Data uscita:07/07/2010

Toy Story 3 - La grande fuga: la trama

Andy, diventato grande, deve partire per il college. Ancora affezionato ai suoi giocattoli decide di conservarli in soffitta e di portare con sè il suo preferito: lo sceriffo Woody. Per errore il sacco con tutti i suoi amati giocattoli però viene raccolto dal camion dei rifiuti, ma prima di finire al macero vengono recuperati e consegnati all’asilo infantile di Sunnyside Daycare. Finiti tra le grinfie di un esercito di bambini scatenati Buzz & co. faranno amicizia con i giocattoli dell’asilo e crecheranno di mettersi in salvo con l’aiuto di Woody.

Sequel in 3D di Toy Story – Il mondo dei giocattoli (1995) e Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa (1999).

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Toy Story 3 - La grande fuga: il trailer

Contributi aggiuntivi Toy Story 3 - La grande fuga

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mo-net scrive:

Andy è cresciuto. Di nuovo. Stavolta parte per il college. Un po’ di giocattoli ce li siamo persi per strada (la macchinetta radiocomandata, la lavagna magica e… che fine ha fatto l’abatjour pastorella con cui stava Woody?!), ma il gruppo principale è ancora tutto lì: Woody e Buzz, ovviamente, il maiale salvadanaio, il cane a molla e i coniugi Potato. Non mancano neppure il tirannosauro e i tre alieni gommosi del Pizza Planet.
Il terzo film della serie riesce a rinnovare la trama, ma senza troppa fantasia. Il film è godibile, anche se non si capisce perché debba esserlo di più in 3D – del resto lo stesso Guido Quaroni, unico italiano ai posti alti della Pixar, ha ribadito che il film non deve entrare in sala (anche se è proprio questo l’obiettivo della rivoluzione tecnologica) altrimenti si perde l’attenzione alla storia.
Carina l’idea di fare di Ken un personaggio: Barbie c’era già stata nel secondo episodio, mancava il suo compagno con la mania per i vestiti. La trovata di fare di Buzz un ballerino spagnolo muicaliente, invece, mi sembra risponda proprio alla logica di far ridere a tutti i costi. Troppo caricata.
Su una cosa Pixar non delude neppure questa volta. La capacità in ogni film di esaltare il rapporto generazionale: padre-figlio (Alla ricerca di Nemo), anziano-bambino (Up), persino uomo-macchina (Wall-E). Stavolta però, invece di cercare il succo nelle stelle, lo si fa in un giardino o nelle stanze di un asilo (abitato, tra gli altri, da un telefono con la voce di Gerry Scotti).
Così il neocollegiale Andy, cui siamo tutti in-direttamente affezionati (non riesco più a pensare a quel nome senza immaginarmelo scritto sotto lo stivale di Woody), passa alla piccola Bonnie il tesoro più grande: la capacità di sognare. Ecco, forse il messaggio del film è proprio questo: dare a ciascuno il suo, quello vero però. Un bambino è un bambino. Un adulto è un adulto. Punto.
Il film è meno bello dei precedenti. D’altronde, alla fine, un giocattolo è sempre un giocattolo. O no? Il cambio di regia non è un’anomalia in casa Pixar, è un meccanismo che garantisce la qualità. Qualche volta riesce, qualche volta meno. Non bisogna cadere nella venerazione perdendo lo spirito critico.
Insomma, il film fa ridere, ma la verità è che – un po’ come per Matrix – la saga poteva terminare col primo episodio.
Merita veramente il clown doppiato da Giorgio Faletti (questo sì che è grande cinema).

andu97 scrive:

e il film d animazione piu bello che abbia mai visto … commovente e d emozionante … purtroppo io non ho potuto vivere l esperienza dei primi film quando ero piccolo ma poco prima che uscisse il terzo e mi sono comunque reso conto della genialita che e stata impiegata per la realizzazione del film e della grandezza del risultato …
dall inizio mi e sembrato subito un film nuovo nonostante sapessi gia piu o meno la trama perche mi ha preso subito l avventura dal finale nostalgico in cui sono stati catapultati woody buzz e la mitica cowgirl jessie ( strepitoso il tango finale tra il matto astronauta buzz e jessie ) .

VirNemorum scrive:

Accompagnare il proprio fratellino al cinema fa sempre piacere, soprattutto quando ciò significa rituffarsi nel mitico mondo di ToyStory che da piccoli ci ha fatto impazzire e che indubbiamente fa parte della storia del cinema d’animazione.
Ho da sempre apprezzato questo film d’animazione motivo per cui avevo una certa paura a vederne il sequel soprattutto dopo che il secondo capitolo non aveva di certo mantenuto il livello del primo.
Timore infondato: dopo i primi fotogrammi già mi rendo conto che non eravamo caduti ulteriormente in basso… anzi…
Il film scorre piacevolmente con non pochi colpi di scena e, toccando anche l’età adolescenziale presentandoci un Andy “ormai grande”, si rende adatto ad buon range di età. Un orsacchiotto che profuma di fragola, depresso, che cerca vendetta instaurando un regime dittatoriale all’asilo (Lotso), un Ken tutto muscoli che delude e abbandona Barbie assecondando il suo amico peloso (anche se poi ritornerà sui suoi passi). E non mancano Woody e Buz Lightyear che ancora una volta si ritrovano coinvolti in mille avventure purtroppo anche come nemici per una parte del film. Ma resettato, dopo una breve parentesi in versione spagnola, nella quale corteggerà Jessie, lo Space Ranger ritornerà ad essere quello di sempre contribuendo così al lieto fine del film.
Una nota di merito va all’audio molto ben curato. Ad un certo punto ho sorriso vedendo la metà dei bambini in sala (compreso mio fratello) voltarsi alla ricerca della voce fuori campo che non capivano da dove venisse.
Motivo in più per affermare che il film è capace di coinvolgere davvero e, per tornare al discorso iniziale sulla qualità di questo sequel, devo ammettere che una volta tanto ho visto un capitolo migliore del precedente e perché no anche del primo. Insomma… a distanza di quindici anni la Pixar (con la complicità di mio fratello) è riuscita a riportarmi nuovamente nel mondo dei giocattoli.

federicooliveri94 scrive:

Toy Story 3 non delude. E’ un bellissimo film d’animazione, ben fatto e sopratutto molto divertente. Chi ha amato i primi due, amerà sicuramente anche questo terzo episodio, intelligente e anche commovenbte verso la fine.
Bel film.

Iolanda scrive:

Sono passati 13anni dalla prima volta che ho visto Toy Story, un’avventura che ha segnato una generazione che da quel momento non ha più smesso di sognare con la Pixar, portandoci ad immaginare che i nostri giocattoli potessero prender vita e che ci amassero tanto da vivere mille avventure, affrontando di tutto, per ritornare da noi. La storia che presenta il 3^capitolo si concentra sul distacco che sta vivendo la gang di Woody e Buzz: la partenza per il college di Andy. Non è facile per loro capire che la vita è piena di cambiamenti che possono anche essere dolorosi da accettare. L’intera storia non sembra essere scritta per una nuova generazione, ma sembra voler salutare la “vecchia” che ora si allontana da giochi e divertimenti per entrare nell’età adulta. Ciò non vuol dire abbandonare la fantasia, ma custodirla come un tesoro per il futuro. Buzz e Woody con il loro coraggio insegnano che la forza non è nelle dimensioni o nei muscoli, ma è nel restare insieme fino alla fine; andando incontro alle novità tutti insieme, affrontandole con un sorriso verso il futuro che può riservare gioie inaspettate.

ReLeone scrive:

I giocattoli sono tornati! E in grandissima forma direi! La Pixar sforna un altro gioiellino da aggiungere ad altri piccoli grandi film animati ormai cult! Stavolta tocca a Lee Unkrich dirigere la terza serie di avventure dei giocattoli di Andy capitanati da Woody e Buzz Lightyear! L’energia dei primi 2 capitoli e la voglia di sorprendere non mancano, anzi sono presenti in maniera semplice ma efficace, l’animazione è sempre migliore ma sono la storia e i personaggi a far grande il film: tutti azzeccati, dalle vecchie conoscenze alle numerose new entry, nessuna fuori luogo (compreso il peluche muto di Totoro, omaggio a Myiazaki), il film mischia numerosi generi (compreso quello carcerario) in un cocktail di azione, divertimento ed emozioni a non finire! Alla fine è praticamente impossibile non commuoversi davanti a questa grande storia che parla dell’amicizia, della famiglia e del futuro.
Un altro capolavoro firmato Pixar, da vedere FINO ALL’INFINITO E OLTRE!!!

luca scrive:

Un viaggio di ricordi, sentimenti, giochi e risate nella nostra infanzia!
Questo è Toy Story 3 per chi come me, generazione anni 90, è cresciuto con i giocattoli animati che hanno fatto la storia del cinema.
Noi, che appena a 5 o 6 anni, ridevamo follemente alla visione di Woody, Buz e compagnia bella, ora ci fiondiamo al cinema per rivedere i nostri beniamini ritornare dopo gli avvenimenti del secondo capitolo della saga giocattolone della pixar.
Il secondo capitolo non ci toccò molto il cuore perchè stavamo crescendo, sviluppavamo le nostre idee, iniziavamo ad interessarci alle ragazze/i…era diverso.
Ma questo terzo capitolo….questo è tutta un’altra storia.
Anche nel film il piccolo Andy ormai tanto piccolo non è. La partenza per il college di quest’ultimo porta i nostri eroi, causa una svista materna, ad essere catapultati in un mondo di terrore e follia per qualsiasi giocattolo che si rispetti: L’ASILO. Proprio qui incontreranno nuovi amici(come ad esempio il MASCOLINO Ken, oppure L’AFFETTUOSO LOtso che profuma di fragola) con i quali daranno il via ad una fuga alquanto epica e a divertenti gag, di quelle che solo i geni della pixar sanno ingegnarsi.
Molti riferimenti ai capitoli precendenti e anche,cosa che ho apprezzato enormemente, al genio del cinema d’animazione giapponese Hayao Miyazaki(il riferimento di cui parlo è il pupazzone di Totoro, che per di più è stato anche il suo primo film).
Non c’è che da inchinarsi e abbassare il capo sotto uno scroscio d’applausi per i re della disney-pixar. Tra l’altro il cambio di regia non ha fatto perdere nulla alla saga…anzi…ci ha guadagnato qualcosa…un pò di tinte dark e un pizzico di azione in più. Bravo Lee Unkrich(che comunque ha sempre partecipato alla realizzazione dei film di Toy Story, prima come montatore e nel secondo capitolo come co-regista).
Ma la cosa che mi ha lasciato quasi commosso è stata una: IN SALA NON C’ÈRA UN SOLO BAMBINO. Magnifico! Non per il fatto che non c’erano bambini, ma perchè si può comprendere come un film possa segnare una generazione e come questo segno rimanga impresso per sempre.
C’eravamo noi, cresciuti a pane e pixar, con i nostri ricordi e la nostra voglia di ripiombare con entusiasmo nel MONDO DEI GIOCATTOLI.
CAPOLAVORO.

Luca91

Kristina96 scrive:

Toy Story 3-La grande fuga

Nel 1995,quando io non ero nemmeno nata, usciva al cinema un film che rivoluzionò il cinema. Era, infatti, il primo lungometraggio girato completamente in tecnologia CG. Sto parlando di Toy Story, il capolavoro che 15 anni fa fece sognare grandi e piccini. Toy Story 3-La grande fuga, terzo ed ultimo capitolo di questa stupenda trilogia, racconta di Andy che è oramai grande e pronto ad andare al college. Ma ora deve anche decidere cosa fare dei giocattoli della sua infanzia, donarli o buttarli nella spazzatura? Così Buzz, Woody & Co finiscono per errore in un asilo nido e l’unico modo per tornare da Andy prima che parta per il college sembra proprio quello di organizzare una grande fuga…
Grazie a questa semplice trama, casa Pixar è riuscita ancora una volta ad emozionarci e a divertirci come solo loro sanno fare. Il salto di qualità è sbalorditivo e rivedere i nostri amati protagonisti di nuovo sullo schermo e anche in 3-D lascia a bocca aperta. Certo,il 3-D non è molto incisivo ed è meno evidente, ma è ben inserito nella storia. Ci sono molti momenti di vera commozione e nel film si miscelano i generi di film più diversi, la sceneggiatura è strabiliante e include nuovi personaggi che affiancano i nostri tanto amati. Il film è ricco di idee e nelle scene apparentemente semplici ci sono quelle sfumature che regalano allo spettatore momenti veramente emozionanti. Il film poi è pieno di citazioni, un esempio è il personaggio Totoro che omaggia Hayao Miyazaki. Ma non è l’unico personaggio nuovo, anzi, di personaggi nuovi c’è ne sono molti, ma mai troppi o inutili alla storia. Dall’ irresistibile Ken, la Barbie con un cervello, l’adorabile e saggio orsacchiotto fucsia che sa di fragole,la piovra sottomarina appiccicosa, il telefono Chiacchierone ecc.

Buzz, Woody & Co ci regalano momenti memorabili ed un finale che per non fare spoiler posso descrivere solo con un fenomenale, ricco di azione e che ci regala un momento di commozione,forse anche per la consapevolezza che questo magnifico viaggio durato la bellezza di 15 anni si finito. Chiudere una trilogia del genere era quasi impossibile ma John Lassater, Andrew Stanton, Pete Docter, Darla K. Anderson, Bob Peterson, Jeff Pigeon e Lee Unkrich ci sono riusciti, creando un capolavoro e aggiungerei anche l’ennesimo capolavoro per casa Pixar . Quindi possiamo solo dire grazie per averci emozionato così tanto in tutti questi anni,grazie per averci regalato uno dei più bei film del 2010,grazie per averci fatto vedere Buzz, Woody & Co un’ultima e bellissima volta.
Voto: 10

ManuelKenobi scrive:

Toy story.. il primo film d’animazione cm lo si concepisce oggi… Storia del cinema!

Lion scrive:

Non vedo l’ora di vederlo ragazzi!!!

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