Film: trame e trailer

Un Gelido Inverno

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( Il voto dei nostri lettori: 3,60 )
Titolo Originale:Winter's Bone
Genere:Drammatico, Thriller
Sceneggiatura:Daniel Woodrell (novel), Anne Rosellini (screenplay), Debra Granik (screenplay)
Anno:2010
Regia:Debra Granik
Distribuzione:Bolero
Interpreti:Jennifer Lawrence, John Hawkes, Kevin Breznahan, Dale Dickey
Durata:96
Sito Ufficiale:www.wintersbonemovie.com
Data uscita:18/02/2011

Un Gelido Inverno: la trama

Ree ha diciassette anni ed è alla disperata ricerca del padre, scomparso dopo aver impegnato la casa di famiglia per pagare la sua cauzione. Se l’uomo non si presentasse al processo, la ragazza, la madre malata e i fratelli più piccoli sarebbero costretti a lasciare la casa senza sapere dove andare. Scontrandosi contro il muro di omertà, menzogne, sotterfugi e minacce innalzato dai vicini, la ragazza arriva a mettere a repentaglio la sua stessa vita pur di salvare la famiglia. Nonostante le difficoltà, comincerà lentamente a dipanare il mistero….

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Un Gelido Inverno: il trailer

Contributi aggiuntivi Un Gelido Inverno

4 commenti per “Un Gelido Inverno”

  • benedetta78 scrive:

    devo dire che questo film mi è davvero piaciuto.
    siamo in un paese del Missouri,in un ambiente davvero poverissimo in alta montagna, qui troviamo la giovanissima ree, una strepitosa Jennifer lawrence, che si prende cura di due fratelli e di sua madre ammalata costretta a vagare per boschi alla ricerca del padre spacciatore che si è impegnato tutto per la cauzione rischiando di far perdere alla sua famiglia la casa. in questa sua ricerca si troverà di fronte ad un parentela aggressiva e pericolosa che sembra una sorta di setta.tutto il tragitto fatto dalla ragazza avviene in boschi di alta montagna, cupi, secchi, in un posto dove il sole non appare esserci mai, quasi rapprentazione di una aridite tristezza della società descritta. quello che personalmente mi ha colpito di più è proprio questa atmosfera impregnata di violenza in cui ai bambini piccoli viene insegnato a sparare per poter mangiare e in cui non ti puoi fidare nemmeno dei tuoi stessi familiari.decisamente un film,”nero”, cupo e senza speranza, da notare la prova di Jennifer lawrence, la sua protagonista ha un coraggio da leoni e a tratti commuove perchè mostra un sincero attaccamento prima alla sua famiglia che a se stessa. una menzione a parte per lo zio, Teardrop John Hawkes, sembra anche lui un personaggio negativo ma alla fine si rivela legato alla sua famiglia e in un certo senso sarà una specie di angelo custode per la nipote in questa sua odissea alla ricerca del padre. mi piace pensare che un po’ di speranza e di voglia di ricominciare, in questo film così cupo, la dia lui regalando ai suoi nipoti i pulcini da accudire. bello, bello, bello da vedere per forza.

  • benedetta78 scrive:

    devo dire che questo film mi è davvero piaciuto.
    siamo in un paese del Missouri,in un ambiente davvero poverissimo in alta montagna, qui troviamo la giovanissima ree, una strepitosa Jennifer lawrence, che si prende cura di due fratelli e di sua madre ammalata costretta a vagare per boschi alla ricerca del padre spacciatore che si è impegnato tutto per la cauzione rischiando di far perdere alla sua famiglia la casa. in questa sua ricerca si troverà di fronte ad un parentela aggressiva e pericolosa che sembra una sorta di setta. quello che personalmente mi ha colpito di più è proprio questa atmosfera impregnata di violenza in cui ai bambini piccoli viene insegnato a sparare per poter mangiare e in cui non ti puoi fidare nemmeno dei tuoi stessi familiari. decisamente un film,”nero”, cupo e senza speranza, da notare la prova di Jennifer lawrence, la sua protagonista ha un coraggio da leoni e a tratti commuove perchè mostra un sincero attaccamento prima alla sua famiglia che a se stessa.tutto il tragitto fatto dalla ragazza avviene in boschi di alta montagna, cupi, secchi, in un posto dove il sole non appare esserci mai. una menzione a parte per lo zio, Teardrop John Hawkes, sembra anche lui un personaggio negativo ma alla fine si rivela legato alla sua famiglia e in un certo senso sarà una specie di angelo custode per la nipote in questa sua odissea alla ricerca del padre. mi piace pensare che un po’ di speranza e di voglia di ricominciare, in questo film così cupo, la dia lui regalando ai suoi nipoti i pulcini da accudire. bello, bello, bello da vedere per forza.

  • cinedax4 scrive:

    L’America ha un’altra faccia: quella lontana dalle luci sfavillante e sfarzose di Hollywood, dei centri finanziari e delle città brulicanti di workers della middle class, delle feste e dell’ American dream. L’America di Winter’s Bone è fredda e non solo perchè collocata nel gelido ( da qui il richiamo al titolo italiano ) altopiano d’Orzak,è distaccata, ostile e chiusa nel suo retrogado status quo. L’ odissea della giovane Ree è l’odissea di una società rurale retta da regole e comportamenti primitivi, fondata sul principio di omertà e su un classismo interno in cui i più deboli soccombono e i più forti controllano l’ assetto sociale ed economico di una piccola comunità di montagna.Tutto comincia quando il padre della diciasettenne Ree scompare misteriosamente lasciando dietro di sè una scomoda ipoteca e tante domande che cercano disperatamente delle risposte, risposte che Ree dovrà assolutamente trovare abbattendo il muro di silenzio eretto persino da coloro che credeva essere parte della propria famiglia. la ricerca della verità porterà lentamente Ree ad una ricerca ben più impegnativa, ossia quella della propria identità, tra violenza, scoperte sconcertanti ed inevitabilmente del vedersela con il proprio passato. Il viaggio di Ree diventa così una metafora sul cuore pulsante di un Paese che deve ancora fare i conti con i propri spettri e le proprie paure e che s’interroga sul proprio presente e sul proprio futuro 8non a caso in una scena fondamentale del film Ree tenta di arruolarsi nell’esercito); in questo senso la regista nonchè sceneggiatrice Debra Granik traccia un profilo spietato e doloroso di un declino culturale che segna non solo la coscienza di una realtà fondamentalmente democratica e libera ma anche dei suoi abitanti, resi schiavi da una mentalità di indifferenza ed intolleranza. Il film in questo senso è più violento di uno schiaffo al volto e di un colpo al cuore perchè ci ricorda che dovremo sempre fare i conti con noi stessi e con la realtà che ci circonda, fredda e spietata quanto le montagne che circondano e proteggono i segreti della comunità. Fotografato sempre da una luce quasi spettrale dai contorni chiaroscuri il film scivola mano a mano sempre di più nell’abisso fino ad un finale straziante e fortissimo in cui alcune delle verità verranno finalmente a galla evitando così di risultare falsamente consolatorio e retorico. Da menzionare oltre alla strepitosa prova di Jennifer Lawrence nel ruolo di Ree anche l’intenso e misurato John Hawkes che interpreta con sensibilità ed emotività un personaggio dilaniato dal senso di colpa e dalle proprie responsabilità, prima ancora che di padre, fratello o zio, di uomo.

  • Riccardo M. scrive:

    Accomodatevi, sedetevi, rilassate l’anima e preparatevi ad un film secco e lacerante come una lama. Un capolavoro, nel suo genere, uno dei migliori visti quest’anno, meritatamente vincente a Torino, al Sundance e con quattro nominations agli ultimi Oscar. Un gelido inverno (Winter’s Bone), diretto dalla brava Debra Granik e interpretato dalla favolosa Jennifer Lawrence, narra di una moderna Alice, diciassettenne, in un paese privo di meraviglie che vaga fra i boschi innevati del Missouri in cerca del padre dipendente dalle metanfetamine, mentre prova a tenere in piedi una famiglia sfasciata e sfugge ai montanari selvaggi (ricordate Un tranquillo week end di paura?). Decadente, coraggioso, indipendente, non lascia scampo ne speranza. Un’odissea gelida nell’America rurale, girato con pochi soldi, poche musiche, poche cineprese, ma tanto cuore, ed il risultato è uno schiaffo freddo alla coscienza. La scena dove viene scuoiato lo scoiattolo e la ruvida metafora di ciò che il film fa alla nostra anima. Senza consolazione, senza speranza, in barba delle giovani starlette, tutte lustrini, amicizie politiche, regalini e festicciole, che intasano tristemente gli italici notiziari. Un gelido inverno dovrebbe essere proiettato nelle scuole superiori, iniettando una dose di pungente realtà nei nostri giovani inebetiti dal mondo finto che i mass media gli propinano. Anzi, dovremmo guardarlo tutti, per ricordarci che non sempre girare la testa dall’altra parte è la soluzione migliore. Film nero, avvolgente, memorabile. Da vedere. (scritto anche su Cinematra)

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