Film: trame e trailer

Un sapore di ruggine e ossa

Vota il film: 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
( Il voto dei nostri lettori: 3,50 )
Titolo Originale:De rouille et d'os
Genere:Drammatico
Sceneggiatura:Jacques Audiard e Thomas Bidegain
Anno:2012
Regia:Jacques Audiard
Distribuzione:BiM
Interpreti:Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts
Durata:120
Data uscita:4/10/2012

Un sapore di ruggine e ossa: la trama

Tutto comincia al Nord. Ali si deve occupare di Sam, 5 anni. E’ suo figlio ma lo conosce appena. Senza casa, senza soldi e senza amici, Ali va a stare da sua sorella ad Antibes. Lì all’improvviso va tutto meglio, sua sorella li ospita nel suo garage, si occupa del bambino e c’è sempre il sole. Dopo una rissa in un locale notturno, il destino di Ali si incrocia con quello di Stéphanie. L’accompagna a casa e le lascia il suo numero di telefono. Lui è povero; lei è bella e molto sicura di sé. Una principessa. Sono l’una l’opposto dell’altro. Stéphanie addestra orche in un parco acquatico. Lo spettacolo notturno si trasforma in dramma e una telefonata nel cuore della notte li fa ritrovare. Quando Ali la rivede, la principessa è costretta su una sedia a rotelle: ha perso le gambe e molte illusioni. Ali aiuterà Stéphanie con semplicità, senza compassione, senza pietà. Lei tornerà a vivere.

Leggi tutte le recensioni

Un sapore di ruggine e ossa: il trailer

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Annu83 scrive:

Acclamato al festival di Cannes, completamente snobbato dal pubblico italiano. A dire le contraddizioni, talvolta, si riconosce la voce del pregiudizio volto all’incompetenza.
Eppure il film di Audiard non si presenta male, a prima vista ci sono gli elementi per il successo. Una storia d’amore con eco melò, una disgrazia molto “semplice” nella sua tragicità, comuni problemi e ambientazione popolare. Sulla carta. Perché, in effetti, nella realtà Audiard mischia le carte, confonde le acque e regala un’altra gemma dopo quella che era stata “Il Profeta”.
De rouille et d’os (titolo origiale) è la storia di lui, Alì, spiantato ex pugile con un figlio a carico che ora si arrangia come può. Di lei, Stéphanie, addestratrice di orche col sorriso stampato in faccia che ama farsi guardare, e sentirsi attraente. Ma è anche la storia della vita, che tutto e tutti mette alla prova.
Una Clotillard semplicemente magnifica, in un ruolo di assoluta difficoltà che la sua bravura e gli effetti speciali rendono perfetto. E poco importa se invece il personaggio maschile non è all’altezza, l’empatia con la storia scatta lo stesso. Non certo la stessa che scatta con Alì, sempre troppo lontano dallo spettatore, sempre sfuggente al sentimento, sempre inadatto al rapporto. E Audiard regala una splendida poesia contemporanea, affascinante nei suoi chiaroscuri e nei silenzi dei personaggi.
Una sottile pellicola opaca appiccicata sull’obiettivo che rende il tutto piuttosto “degradato”, come in realtà è la vita di periferia, quella che conducono Alì e la sorella che lo ospita. Gli unici tratti di colore (anche musicale) vengono regalati durante lo spettacolo al parco acquatico, e non è un caso. Quasi a sottolineare che la felicità è un momento, la realtà è altra cosa.
Una regia viva, cruda e crudele a tratti, ma delicata quanto efferatamente impietosa in altri frangenti. E’ questo il punto di forza: la capacità di Audiard di provare dolore, ma non pietà, né biasimo. Insieme alla capacità di sapere quando staccare dalla scena, e quando staccare la musica, per rendere tutto più avvolgente, più doloroso, più reale. A tratti il regista sembra sorvolare completamente i problemi e le discussioni, creando un effetto di “sospeso” che inizialmente può dare sconcerto, ma una volta entrati nel meccanismo è quasi rassicurante nella sua incompletezza. Una pellicola fredda e tagliente, capace di essere, per contraddizione, anche avvolgente e compassionevole nei suoi silenzi e nei suoi drammi. Come detto, una piccola gemma da festival, che lascerà molti scontenti, ma lascerà anche qualcuno profondamente grato. Io appartengo alla seconda categoria.

Inserisci un commento

Effettua il login per postare un commento.

Se non sei registrato clicca qui Registrati