Film: trame e trailer

Max Payne

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Genere:Azione
Anno:2008
Regia:John Moore
Distribuzione:20th Century Fox
Interpreti:Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Donal Logue, Chris O'Donnell, Rico Simonini, Kate Burton, Ludacris, Marianthi Evans
Durata:99'
Data uscita:28/11/2008

Max Payne: la trama

Un tormentato detective del New York Police Department riesce ad entrare nella DEA, per poter vendicare l’omicidio di moglie e figlia, avvenuto qualche anno prima, ad opera di ciriminali rovinati dalla dipendenza di una nuova droga: la Valky. Il suo unico scopo di vita è punire non solo i colpevoli, ma anche i produttori di questa droga micidiale. Il suo comportamento però lo metterà in cattiva luce con i suoi ex colleghi che adesso gli danno la caccia insieme ai boss della droga. Trasposizione cinematografica dell’omonimo videogioco di culto, il film si basa interamente sulla trama della prima versione del gioco.

Max Payne: il trailer

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2 commenti per “Max Payne”

  • MaryLuu scrive:

    Premetto di non aver mai sentito parlare, prima di adesso, dell’esistenza di un videogioco su Max Payne, quindi il mio giudizio sul film sarà totalmente esente da confronti di alcun tipo relativi ad esso.
    Ho notato inizialmente una certa somiglianza con il film cult “ Il Corvo”, per il genere noir, per la storia il cui tema principale è la vendetta per amore, per le scene perennemente buie, notturne, oscure. E’ una di quelle storie che crescono, scena dopo scena, nell’oscurità della notte più buia che possa esistere, illuminata solo dalla neve che appare altrettanto inquietante.
    Nonostante le palesi somiglianze, del celebre film interpretato da Brandon Lee non c’è altro. Manca totalmente quell’atmosfera in un certo senso magica ed emozionante. Manca il fascino della fotografia, che rende il film di qualità migliore. Differisce il fatto che Max Payne non è un super eroe, non è immortale, non è un “corvo” eppure si comporta come se lo fosse. Riesce ad averla vinta sempre, anche in uno scontro con migliaia di soldati, senza neanche un graffio. Ciò è ovviamente paradossale. La storia di per se potrebbe essere piacevole, ma non si eleva oltre un certo livello. Questo è il rischio, a mio avviso consapevole, che i registi corrono scegliendo come soggetto un famoso videogioco.
    Inoltre le parti basilari, come ad esempio la storia della droga azzurra, vengono appena accennate e in tal modo il film non viene “vissuto” dallo spettatore, ma solo “ guardato” e anche di sfuggita.
    Non dico che il film è brutto, ma sottolineo che non è neanche bello. E’ “piacevole”.
    Non concordo con chi sottolinea che il protagonista non è adeguato. A mio avviso Mark Walhberg è pienamente nel personaggio. E’ affascinante e misterioso, e nel suo viso è sempre presente il dolore, l’amore, la vendetta. Proprio i tre elementi che costituiscono l’ essenza più profonda del personaggio.
    Idonea anche Olga Kurylenko, recentemente vista nel pubblicizzatissimo “Quantum of Solace”.
    Insomma, se potessi dare un giudizio mediano tra bello e brutto, lo darei certamente. Un giudizio totalmente neutrale.

  • MaryLuu scrive:

    remetto di non aver mai sentito parlare, prima di adesso, dell’esistenza di un videogioco su Max Payne, quindi il mio giudizio sul film sarà totalmente esente da confronti di alcun tipo relativi ad esso.
    Ho notato inizialmente una certa somiglianza con il film cult “ Il Corvo”, per il genere noir, per la storia il cui tema principale è la vendetta per amore, per le scene perennemente buie, notturne, oscure. E’ una di quelle storie che crescono, scena dopo scena, nell’oscurità della notte più buia che possa esistere, illuminata solo dalla neve che appare altrettanto inquietante.
    Nonostante le palesi somiglianze, del celebre film interpretato da Brandon Lee non c’è altro. Manca totalmente quell’atmosfera in un certo senso magica ed emozionante. Manca il fascino della fotografia, che rende il film di qualità migliore. Differisce il fatto che Max Payne non è un super eroe, non è immortale, non è un “corvo” eppure si comporta come se lo fosse. Riesce ad averla vinta sempre, anche in uno scontro con migliaia di soldati, senza neanche un graffio. Ciò è ovviamente paradossale. La storia di per se potrebbe essere piacevole, ma non si eleva oltre un certo livello. Questo è il rischio, a mio avviso consapevole, che i registi corrono scegliendo come soggetto un famoso videogioco.
    Inoltre le parti basilari, come ad esempio la storia della droga azzurra, vengono appena accennate e in tal modo il film non viene “vissuto” dallo spettatore, ma solo “ guardato” e anche di sfuggita.
    Non dico che il film è brutto, ma sottolineo che non è neanche bello. E’ “piacevole”.
    Non concordo con chi sottolinea che il protagonista non è adeguato. A mio avviso Mark Walhberg è pienamente nel personaggio. E’ affascinante e misterioso, e nel suo viso è sempre presente il dolore, l’amore, la vendetta. Proprio i tre elementi che costituiscono l’ essenza più profonda del personaggio.
    Idonea anche Olga Kurylenko, recentemente vista nel pubblicizzatissimo “Quantum of Solace”.
    Insomma, se potessi dare un giudizio mediano tra bello e brutto, lo darei certamente. Un giudizio totalmente neutrale.

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