![]() ![]() Film: trame e trailerRobin Hood![]()
Robin Hood: la tramaNell’Inghilterra del 13esimo secolo, Robin Hood (Russel Crowe) è un guerriero esperto che, in seguito alla morte di Riccardo Cuor di Leone, torna a Nottingham, una città colpita dalla corruzione di uno sceriffo despota e dalle tasse. Lì s’innamora della vedova Lady Marian (Cate Blanchett), una donna scettica sull’identità e sulle motivazioni di questo eroe della foresta. Nella speranza di conquistare Marian e salvare il villaggio, Robin riunisce un gruppo di mercenari dalle abilità letali e insieme iniziano a depredare l’alta nobiltà per combattere le ingiustizie dello sceriffo. Guarda la photogallery Leggi il pressbook ufficiale di Robin Hood Leggi lo speciale: Robin Hood, i film che hanno “rifatto” la leggenda Guarda la photogallery. Leggi tutte le recensioniRobin Hood: il trailerContributi aggiuntivi Robin HoodArticoli correlati17 commenti per “Robin Hood”![]() Recensito per la prima volta nel Maggio d’un mattino “equivoco” del 2o10… Ridley Scott e Russell Crowe, squadra che vince non si cambia, ma i risultati non sono gli stessi de “Il gladiatore” (che detto per inciso non è affatto un capolavoro, ma un godibilissimo entertainment di puro spettacolo). 2 Febbraio 2012 Viene trasmesso, ancora in Tv, e, dopo una serata immalinconita in una neve “nodosa” alle gioie delle mie iridi, la “macha” destrezza di questo cavaliere, dal fascino vigoroso di Crowe, negli scatti-scattanti di Ridley Scott e della sua sibillina luminosità dalla portentosa melodia musicale del dolce carezzarlo dell’inoltrato primo squarcio notturno, nella Mezzanotte pura di calori a me intimi, si svela sotto altri occhi. Robin Hood, incenerito da una immisericordiosa “corona”, s’ergerà nella retorica leggendaria di fiammelle tra i boschi Uno specchio, e Amleto ride d’una “disgrazia” ch’”arrochì” labbra dalla cutanea “marmellata” nei limpidi impeti dell’immaginazione sovrana, anche quando, ribelle, è arcuata, nostra nostalgica eclissi di vagabonde contemplazioni da fuorilegge giullari, o ilari di voce calda Anche, Ridley Scott, d’adrenalinica virtù vittoriosa, rinsaldò il mito ai fastosi “paesaggi” dell’anima, intenerendola d’una levriera avventura dalla ribalda chioma nel fruscio d’una movenza d’alabardo nelle balaustre, e scoccheran dardi passionali innervati in fiumi alcolici di mistica Luna, dal mormorio di “flebilità” d’una trasparenza dalle foreste bracconiere, d’un plenilunio già imbrunito di sogni, adamantina cavalleria d’una profonda mitologia d’arder nei “gorgoglii” d’acuminate frecce, fra scalpitii dalla ferocia equina, elmetti “viziati” d’agghindata “cialtroneria”, suoni d’arpe celtiche d’una Inghilterra memore delle sue verdi lande, di scolpite liscezze nel Sol nebbioso di Cuori d’una opalescenza che sarà, di “scaltro” bagliore, struggimento languido d’un “Ti amo”, d’un bacio a carezzar l’epica nella sua taurina primordialità, l’attimo fulgido di folgorati battiti cardiaci che s’offuscaron appannati da dilaniazioni fratricide, da sangue genuflesso senz’ascetica Bellezza del canto romantico alla vita. In questa malinconia, esondan furori dalla miracolosa levità, medioeval guerriero in fuga dalla mia pelle dispettosa, nella magia d’incanti che sian velluti d’una sbronza erotica di sodomia alle futili vanità. Intensa leggerezza di gambe di calor “fosco”, come le ombre più fuggevoli del Tempo a noi, insipientemente, onnisciente d’altre pervicacie dal dubbio accalorato, d’arcobaleno rosso e vitreo, in nostri assopiti “eremitaggi” a esser braccia nell’aroma, nella memoria che lievita, “aguzzina” o sol aguzza Bellezza. (Stefano Falotico) ![]() Prima della leggenda Ridley Scott abbandona l’immagine del ROBIN HOOD già leggendario e quello che ci presenta è l’uomo, l’anima ed il carattere del futuro ribelle condottiero. La maniaca ricerca nei particolari, nelle ricostruzioni, nei costumi, nelle scenografie e le belle reppresentazioni delle battaglie rendono questo film molto piacevole. Unica nota stonata è l’eccessiva durata della proiezione, 148 min, appesantendo la parte centrale. Dal mio punto di vista, 120/130 min sarebbero stati sufficienti. Bravo, come sempre, Russell Crowe. ![]() Ridley Scott e Russel Crowe ancora insieme, questa volta per l’ultima trasposizione cinematografica della leggenda di Robin Hood, l’arciere che rubava ai ricchi per dare ai poveri. O forse si dovrebbe dire rilettura piuttosto che trasposizione. Il film della “coppia”, infatti, non narra le classiche avventure del fuorilegge di Sherwood, ma cerca nella storia le sue radici, quello che ha portato Robin Hood a diventare la leggenda che tutti conoscono. Ed ecco che non si tratta più di un nobile la cui famiglia è stata privata delle terre e dei possedimenti, ma del figlio di un semplice artigiano (con idee piuttosto rivoluzionarie), impegnato come arciere nell’ultima crociata di Riccardo Cuor di Leone; e la sua fama non si diffonde per le incursioni volte a derubare i ricchi viandanti nella foresta di Sherwood, in cui entrerà solo alla fine del film, ma per una sorta di abbozzo di quella che diventerà la Magna Charta e per aver guidato i baroni inglesi contro l’invasione del re francese Filippo. Si tratta quindi di un prequel, in cui Ridley Scott si ripropone di reinventare il personaggio di Robin Hood che non è più il giovane arciere della leggenda, ma si trasforma in un uomo fatto, un combattente forte e rude, a cui il volto e il fisico di Russel Crowe si prestano perfettamente, con l’aggiunta di una sfumatura politica e rivoluzionaria (“rise and rise again until lambs become lions”) che, nonostante giustifichi le azioni successive, a volte appare un po’ troppo forzata e retorica (soprattutto nella figura del padre) e avrebbe potuto essere sviluppata meglio; i personaggi (quasi) sempre presenti nelle versioni precedenti (lo sceriffo di Nottingham, i compagni fuorilegge di Robin) rimangono ai margini della storia, forse per essere sfruttati nella versione più “canonica” di un eventuale seguito; maggiore spazio e nuovo lustro vengono invece dati a Lady Marion, interpretata da una sempre perfetta Cate Blanchett, non più “donzella in pericolo”, ma donna tenace e sicura di sè, completamente a suo agio sia nel difendere i suoi possedimenti, sia nel combattere con spada e armatura. Il film, sebbene lungo, non annoia e si dimostra solido e ben costruito, sia nelle scene d’azione, che occupano la maggior parte dei 148 minuti di durata, sia nei momenti intercorrenti tra queste. L’operazione prequel risulta dunque riuscita, sempre nei limiti del kolossal epico che non riesce ad avvicinarsi ai risultati del Batman di Christopher Nolan, e per chi ha amato la leggenda classica non resta che aspettare il seguito. Oppure sperare in qualche altro regista che voglia misurarsi con un’interpretazione innovativa, ma che rispecchi, nella trama, la storia “originale”. ![]() Robin Hood di Ridley Scott è un film perfetto e non solo per dal punto di vista tecnico. Anzi, qualche cultore dirà che le armi che si vedono non erano utilizzate all’epoca di fatti e, altrettanto, per le tecniche di combattimento, così ripetendo la polemica già sorta all’epoca del Gladiatore. ![]() Sicuramente la nuova pellicola di Scott non avrà lo stesso appeal de Il Gladiatore, non trasmetterà lo stesso pathos né forse vincerà alcun oscar. Ma il mio giudizio rimane comunque positivo, sia perchè Scott riesce a dare nuova linfa al personaggio Robin Hood , ambientandolo in uno sfondo sicuramente più realistico e storico delle precedenti pellicole, sia per la scelta coraggiosa di distaccarsi dalla leggenda più nota al fine di descrivere più che altro l’inizio del mito. ![]() il film è un prologo, una storia di origini eccessivamente lunga. Non è nemmeno robin hood in un certo senso, si raccontano le sue origini col titolo di robin hood. spesso serioso e con una visione della storia al quanto preuda da parte di Ridley Scott,(come suo solito fare) con un ritmo, sopratutto all’inizio, molto lento e senza scopo da parte del protagonista. la pellicola non fila via liscia come dovrebbe, si hanno accellerate molto brusche e che lasciano pezzi indietro, come se ci fossero stati dei tagli.Ridley Scott dal canto suo spettacolarizza il suo spettacolo con una cura del dettaglio e una ricostruzione scenica molto bella, che a livello registo vuole inneggiare con piani seguenza e scene a campo aperto. Cate Blanchett che non è convintissima nel suo ruolo, però a suo agio in una donna con gli attributi. un cattivo che dovrebbe essere il principe Giovanni, e che sembra non esserlo per una controfigura di tutto rispetto come robin hood. alcune scene interresanti ma non dormirci sopra non è facile ![]() (fantastico. Paolo Massa ha avuto la mia stessa idea per l’introduzione alla recensione) Robin Hood, Robin Hood….ma chi era Robin Hood? da dove veniva? perchè è diventato uno dei fuorilegge più famosi d’Inghilterra? e ancora…era fedele e leale al re? quali eventi della sua vita l’avevano portato alla scelta di diventare fuorilegge? La risposta a tutte queste domande ce la fornisce una di quelle coppie di Hollywood che è ormai garanzia di successo: come la coppia Burton-Depp, anche la coppia Scott-Crowe è sinonimo di film grandiosi e perfettamente riusciti. (Chi non ha mai visto “Il Gladiatore”?) ![]() Chi è davvero Robin Hood? E come nasce la sua leggenda? A spiegarcelo è Ridley Scott nel film Robin Hood, presentato fuori concorso al Festival del cinema di Cannes 2010. Tutto finisce dove ha inizio il mito di un eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Il regista de Il Gladiatore – che ritrova di nuovo l’attore Russell Crowe, questa volta nei panni del più famoso fuorilegge di tutti i tempi – ha voluto raccontare il dietro le quinte di un uomo che da semplice arciere dell’esercito di Re Riccardo ‘Cuor di Leone’ (Danny Houston) arriva a sfidare la monarchia retta dall’inetto Principe Giovanni (Oscar Isaac). Siamo nell’Inghilterra del XIII secolo, un paese indebolito da decenni di guerre e da un governo avido di tasse in mano a Giovanni, il fratello minore di Re Riccardo, impegnato in battaglia contro l’esercito francese. Qui ‘Cuor di Leone’, colpito da una freccia al collo, ci rimetterà le penne e la corona. Ne approfitterà proprio l’arciere Robin Longstride (Russell Crowe), che per ritornare in patria insieme alla sua banda si fingerà Sir Robert Loxley (ucciso in battaglia) con il compito di riportare a Londra la corona del defunto Re Riccardo: così nascerà Robin Loxley, meglio conosciuto come Robin Hood. “Non so dove sono nato, ma so dove sono stato”, pensa Robin ritornando in Inghilterra, con la promessa fatta a Robert Loxley, prima che morisse, di riportare la sua spada al padre Walter (Max von Sydow) nel piccolo villaggio a Nottingham. Qui incontrerà la bella e sola Lady Marion (Cate Blanchett), con la quale nascerà a poco a poco l’amore. Sulla spada di Loxley c’è una scritta: “Rise and rise again until lambs become lions” (ribellarsi e ribellarsi ancora finché gli agnelli diverranno leoni). Robin comincerà così a pensare di essere stato prescelto dal fato per combattere, al fianco del popolo oppresso, contro la corruzione della corona del Principe Giovanni, non prima però di aver sventato la minaccia del nemico francese che sta tramando alle spalle degli inglesi ad opera di Sir Godfrey (Mark Strong). Ridley Scott ritorna sui suoi passi, quelli de Il Gladiatore, sia per la presenza di Russell Crowe che per le violente sequenze di battaglia molto coinvolgenti. Ma il suo Robin Hood non si riduce solo a questo, bensì riesce – come ha fatto Christopher Nolan per l’uomo pipistrello in Batman Begins – a decostruire una leggenda raccontandone la storia prima del mito, con ironia e la giusta dose di sensazionalismo in salsa hollywoodiana. Un film che diverte anche grazie ad una credibile ricostruzione visiva dello scenario storico – siamo tra il 1199 e il 1215, anno della firma della Magna Carta – e alle ottime interpretazioni degli attori, su tutti Russell Crowe, Cate Blanchett e William Hurt nei panni di Guglielmo il maresciallo. La pellicola termina nella foresta di Sherwood dove finisce la storia di un uomo e inizia la leggenda di un eroe: dobbiamo aspettarci un sequel? ![]() L’ennesima produzione riguardante il bandito inglese Robin Hood è firmata Ridley Scott ed il protagonista ha il volto dell’ex gladiatore Russel Crowe. Dimenticatevi il guascone interpretato da Kevin Costner e preparatevi a numerosi deja-vù: per chi ha amato “Il Gradiatore” ed “Elizabeth” sembrerà di essere di fronte ad uno spin-off ovvero l’intrecciarsi di ben 3 film, il cui comune denominatore sono i fantastici paesaggi inglesi (anche parte de “il Gladiatore” fu infatti girato in una zona dell’Inghilterra). ![]() “Io sono leggenda”. Poco ci manca che l’esclami, il nuovo eroe di Ridley Scott (ma non chiamatelo Maximus), che torna a lavorare con suo attore feticcio Russell Crowe dopo altre cinque sortite cinematografiche condivise, alcune riuscite (l’ultimo American Gangster) altre meno (su tutte Un’ottima annata). Ma questo eroe, dicevo, è uno dei più iconici che il prolifico regista potesse scegliere di (ri)portare sullo schermo: Robin Hood, appunto leggenda, anzi mito. E dopo il malinconico Connery, lo scatenato Costner e la volpe disneyana, ad incarnare questa nuova versione del fuorilegge più famoso della storia , che ruba ai ricchi per dare ai poveri e che vuole “la libertà come diritto” non poteva che essere chiamato il granitico Crowe. Ma quella che l’ultima reunion della coppia racconta è la genesi di un eroe, e quella della sua nemesi: no, non lo sceriffo di Nottingham, il cui alone crudele è qui appannato, ma il nervoso Principe Giovanni, (alias un Oscar Isaac infiammabile e più che mai somigliante a Rufus Sewell): perché sono le autorità a costituire il vero pericolo, spesso ambiguo (Re Riccardo, per cui Robin inizialmente combatte, non è certo uno stinco di santo). Ed è, questo, un ritratto dell’outlaw meno classico di quanto ci si aspetti: tanto per dirne una, sarà solo negli ultimi minuti che Robin scaglierà la prima e unica freccia del film – ma sarà quella buona. Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. Se non sei registrato clicca qui Registrati | Millennium – Uomini che Odiano le Donne Trailer fornito da Filmtrailer.com il sondaggio della settimana |























