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Cinema 3DA Christmas Carol, la magia del 3D«Vedremo più 3D che in qualunque altro film» parola dei produttori Rapke e Starkey che, a Cannes per il lancio del film, svelano i retroscena del nuovo film Disney con Jim Carrey nei panni dell’avaro Ebenezer Scrooge Redazione - 22/05/2009 I grandi classici non muoiono mai. E quale miglior modo per rivitalizzarli e farli conoscere alle nuove generazioni se non quello di tirarli a lucido con la tecnologia più moderna che offre il mercato? Ne è convinta tutta Hollywood, che di pescare dal passato non si stanca mai, e ne sono convinti più che mai il regista Robert Zemeckis e i suoi soci-produttori Jack Rapke e Steve Starkey che ultimamente hanno messo mano a un cult della letteratura ottocentesca come A Christmas Carol, spolverandolo per bene e riproponendolo in una versione decisamente intonata al 21esimo secolo: con la tecnica motion capture 3D (qui potete vedere la prima clip). Quella, per intenderci, utilizzata per creare il personaggio di Gollum ne Il signore degli anelli e, che lo stesso trio (che collabora dal 1998) aveva già sperimentato con Polar Express (2004) e La leggenda di Beowulf (2007). La storia del tirchio finanziere londinese che disprezza il Natale ha da sempre avuto grande appeal sulla settima arte che l’ha fatta sua in un numero indefinito di adattamenti per il piccolo e grande schermo. E tra queste non è mancata anche la versione Disney che nel 1983 ha prodotto il mediometraggio Canto di Natale di Topolino, con Paperone e Topolino nelle vesti dell’avaro Ebenezer Scrooge e del fedele impiegato Bob Cratchit. Ma nonostante le innumerevoli versioni, di Ebenezer Scrooge e dei tre fantasmi venuti a scuotergli la coscienza sembra non se ne abbia ancora abbastanza. Tanto più se le innovazioni tecnologiche consentono di rivivere la storia in modo totalmente nuovo, com’è il caso della tecnica scelta da Zemeckis e soci che hanno scelto Canto di Natale per scrivere un altro capitolo nella storia del 3D e della loro tecnica d’elezione. Dopo aver trasformato Tom Hanks in un capostazione digitale per Polar Express e Angelina Jolie nel seducente mostro de La leggenda di Beowulf , il trio ha puntato tutto su Jim Carrey che ha prestato le sue sembianze e la sua voce non soltanto al protagonista, Scrooge, ma anche ai tre fantasmi del Natale passato, presente e futuro. Come ce lo spiegano in questa intervista gli stessi Rapke e Starkey, presenti a Cannes nei giorni scorsi insieme al cast e al regista (guarda il video e le foto) per il lancio della campagna del film, che arriverà in sala il prossimo 20 novembre. Nelle interviste che potete leggere qui sotto ci svelano anche qualche curiosità sulle fasi di lavorazione, sul film che vedremo prima di Natale e i loro pensieri sul futuro del motion capture. Il fruttuoso sodalizio Zemeckis-Starkey-Rapke vede le sue radici nell’incontro tra i primi due, insieme fin dai tempi di Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1986), e dietro a successi come la saga di Ritorno al futuro e Forrest Gump (6 premi Oscar). Nel 1998 si è unito al gruppo anche Rapke ed è nata la società ImageMovers (oggi Image Movers Digital). Nel 2000 è stata la volta di Cast Away e nel 2004 è cominciata “l’era digitale” con Polar Express, proseguita nel 2007 con La leggenda di Beowulf e ora con A Christmas Carol, nel quale Starkey promette: «Vedremo più 3D che in qualunque altro film». Jack Rapke, Jim Carrey, Robert Zemeckis, Steve Starkey al 62esimo festival di Cannes (Getty Images) Intervista a Jack Rapke In cosa differirà questo film dagli altri film di A Christmas Carol? Che cosa vi ha attratto di A Christmas Carol di Charles Dickens? La storia di Dickens è piuttosto dark in alcuni tratti. Quanto sarà spaventoso il nuovo film? Il fatto che a ricoprire il ruolo del protagonista fosse Jim Carrey (principalmente conosciuto per il suo talento per ruoli comici) ha influenzato lo stile del film, indirizzandolo verso il genere della commedia o è rimasto sui binari del dramma? Qual è il vantaggio principale apportato dalla performance capture a un progetto come questo? In quale direzione andrà la tecnica della performance capture nel futuro? Riesci a immaginare un modo per utilizzare l’immagine di un attore senza che sia presente sul set? Cosa direbbe a un pubblico che mostra una certa reticenza alla tecnologia della motion-capture? Intervista a Steve Strakey Che cosa ci dobbiamo aspettare dalla versione di A Christmas Carol firmata da Zemeckis? Qual è il suo personaggio preferito nel film e perché? Avete deciso all’inizio di offrire a Jim Carrey più ruoli o l’idea è nata durante le prove con la performance capture? Articoli correlatiInserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. Se non sei registrato clicca qui Registrati | notizie più lette
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