Arrival, il finale cambiato “per colpa” di Interstellar

Arrival, il finale cambiato “per colpa” di Interstellar

Lo sceneggiatore del film di Villeneuve, Eric Heisserer, spiega come lo sci-fi di Nolan abbia influenzato la storia

di Andrea Facchin 14/02/2017
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Candidato a sei premi Oscar, Arrival è tra i film più acclamati della stagione. C’è chi, riferendosi allo sci-fi di Denis Villeneuve, ha parlato di un’opera “di definizione”, capace di lasciare un’impronta profonda non solo sulla fantascienza. Merito del talento del regista, ma anche dello sceneggiatore Eric Heisserer, che, intervistato da Collider, ha rivelato come Interstellar di Christopher Nolan abbia influito sul finale originale del film.

[per chi non avesse ancora visto Arrival, attenzione ai possibili SPOILER]

«L’unico vero cambiamento che abbiamo apportato alla sceneggiatura riguarda ciò che gli eptapodi (così vengono chiamati gli alieni nel film, ndr) ci lasciano in eredità prima di partire. Nelle prime versioni avevamo pensato ad alcuni progetti per una nave spaziale, una sorta di arca che potesse trasportare gli esseri umani. Ma poi è uscito Interstellar e sapevamo che questa soluzione non avrebbe funzionato. Così ci siamo concentrati su ciò che avevamo di fronte, ossia sul potere del loro linguaggio».

In Arrival, Amy Adams (ignorata dall’Academy) interpreta una linguista incaricata di comunicare con gli extraterrestri, così da decifrare il loro misterioso codice linguistico fatto di simboli concentrici e capire il motivo del loro sbarco sulla Terra. È uno sci-fi atipico, dall’impronta più concettuale che in stile “guerra dei mondi”, elemento del tutto assente. E il messaggio di fondo è importante, basato sull’esigenza di recuperare un tipo di comunicazione umana, prima ancora che tecnologica.

Fonte: Collider

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