Carrie Fisher aveva preso dei farmaci prima di morire. Svelata la causa del decesso

Carrie Fisher aveva preso dei farmaci prima di morire. Svelata la causa del decesso

Ha dichiarato la figlia Billy Lourd: «Mia mamma ha combattuto contro la dipendenza da droghe e la malattia mentale per tutta la vita, e alla fine ci è morta»

di Pierre Hombrebueno 17/06/2017
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Secondo i coroner di Los Angeles, Carrie Fisher – indimenticabile Leia nella saga di Guerre Stellari – è morta per una sindrome di apnea nel sonno e un miscuglio di altri possibili fattori tra cui «l’uso di medicinali» combinato a un’arteriosclerosi del cuore.

Ha dichiarato in proposito la figlia dell’attrice, Billy Lourd: «Mia mamma ha combattuto contro la dipendenza da droghe e la malattia mentale per tutta la vita, e alla fine ci è morta. In tutte le sue opere ha sempre parlato apertamente delle stigme sociali riguardo queste malattie. Parlava della vergogna che tormenta le persone e le famiglie afflitte da queste malattie. Conosco mia madre, vorrebbe che la sua morte incoraggiasse le persone a essere aperte riguardo le proprie sofferenze. Vorrebbe che chiedessero aiuto, lottando per un fondo governativo a sostegno di programmi che aiutino le persone mentalmente malate. La vergogna e queste stigme sociali sono i nemici del progresso e della cura. Ti voglio bene, mamma».

Ha aggiunto il fratello della diva, Todd Fisher, facendo riferimento al fatto che i coroner hanno trovato delle tracce di farmaci nel corpo di Carrie a seguito della sua morte: «Non è una novità che Carrie prendesse delle droghe. Non sono shockato dal fatto che la sua salute fosse compromessa dalle droghe. Se volete sapere cosa l’ha uccisa, sono stati tutti quei medicinali». L’uomo, comunque, non incolpa i dottori: «Loro facevano del loro meglio per curare una malattia mentale. Magari senza i suoi farmaci lei sarebbe morta tanto tempo fa».

Carrie, ricordiamo, era affetta da un disturbo bipolare. La donna ha raccontato di aver iniziato a fumare marijuana a 13 anni, prima di passare a droghe più pesanti con l’andare del tempo.

Fonte: NY Times; People

 

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