Celestia, un viaggio steampunk tra città fluttuanti. La recensione del boardgame

Celestia, un viaggio steampunk tra città fluttuanti. La recensione del boardgame

Ispirato ai Viaggi di Gulliver, si basa su un sistema di gioco sfruttatissimo nei quiz televisivi…

di Paolo Cupola 27/09/2016
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Quando si pensa ai “Viaggi di Gulliver” quasi sempre la nostra immaginazione corre al celebre episodio dei lillipuziani, microscopici abitanti di un’isola sperduta che, spaventati dalle sue dimensioni, cercano di intrappolare il celebre personaggio con delle funi sulla stessa spiaggia in cui riprende i sensi. Il romanzo di Jonathan Swift, però, è diviso in quattro parti e, in una di esse, si racconta dello strano viaggio del protagonista sull’isola volante di Laputa. È precisamente a questo racconto che l’autore di Celestia si è ispirato. Il tema delle isole o delle città volanti affascina da sempre, oltre che il mondo letterario, anche quello cinematografico (come non ricordare l’iconica città di Bespin ne “L’Impero Colpisce Ancora”?) o dei videogiochi (l’inquietante città di Columbia, splendidamente riprodotta nel pluripremiato BioShock Infinite), ma è la prima volta che si propone come motivo di spunto per la realizzazione di un gioco da tavolo.

L’idea è avvincente, e ben calza il meccanismo su cui il gioco si basa. Gli addetti ai lavori lo chiamano “Press Your Luck” (“metti sotto pressione la tua fortuna”) ed è un sistema di gioco sfruttato soprattutto nei quiz televisivi, come, ad esempio, in “Chi vuol essere milionario?”. L’idea di base è molto semplice: offrire al giocatore una semplice scelta, tra ritirare subito la propria vincita e fermarsi, oppure rischiare tutto e provare ad andare avanti. Si tratta di un sistema crudele perché, come ricorda Luigi Comencini nello splendido “Lo Scopone Scientifico” (1972): «se non ci si ferma mai, la sconfitta è matematicamente inevitabile». Celestia simula un viaggio, in un’ambientazione prettamente in stile “steampunk”, a bordo di una fantascientifica nave volante, tra le diverse (9, per la precisione) città fluttuanti che rappresentano l’ambientazione di gioco. Nel passare da una città all’altra, i giocatori hanno facoltà di scendere e raccogliere i tesori (punti, perlopiù) oppure di restare a bordo e tentare la fortuna con la tappa successiva, che garantisce un bottino più ricco, ma con la consapevolezza che i rischi di viaggio (pirati, tempeste, mostruosi volatili, ecc…) aumentano di città in città.

Tra i punti di forza del gioco, oltre alla linearità del regolamento e alla durata media della partita, molto contenuta, c’è anche la scelta stilistica di utilizzare, al posto del più tradizionale e piatto tabellone, una piccola nave tridimensionale, in cartoncino, da montare, su cui trovano posto le pedine in legno colorate che rappresentano i giocatori. Una tendenza, questa, inaugurata con il fortunato Colt Express e che sembra aver contagiato già molti autori (vedi, ad esempio Yeti). Un gioco “leggero” dunque, basato su scommesse e bluff, ideale per una serata spensierata tra amici, magari con qualche snack e qualche buona birra. Consigliato soprattutto ai sognatori e a chi ha sempre la testa tra le nuvole…

Scheda tecnica:

AUTORE: Aaron Weissblum

EDITORE: Ghenos Games

GENERE: “Press Your Luck”

NUMERO GIOCATORI: 2-6

ETÀ: 8+

DURATA MEDIA: 30’

PREZZO CONSIGLIATO: 24,90€

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