Cinema e fumetti made in Italy: parola d’ordine, Transmedialità 

Cinema e fumetti made in Italy: parola d’ordine, Transmedialità 

Da il ragazzo invisibile a Monolith: quando il fumetto racconta “altre storie” usando i personaggi dei film

di Luca Maragno 05/03/2017
Stampa

Gli esempi recenti di punti d’incontro tra industria del fumetto e cinema italiano sono pochi e vanno tutti nella direzione della “transmedialità”, parola che sta a indicare la possibilità di raccontare una stessa storia, uno stesso mondo, declinandola su media diversi.
E’ stato il caso, per esempio del fumetto de Il Ragazzo Invisibile e di quello di Lo chiamavano Jeeg. Non semplici adattamenti come andava di moda negli anni ’80 e ’90, ma sequel, spin off o prequel a fumetti del film in sala, che escono in contemporanea in modo da supportarsi vicendevolmente.
Anche Smetto quando voglio Masterclass e il film dei The Jackal, Addio fottuti musi verdi, sono oggetto di operazioni simili, con fumetti in uscita pochi giorni prima dell’apparizione in sala delle pellicole.
Caso unico è invece Monolith, che parte da un’idea per svilupparsi contemporaneamente come film e fumetto, perfetto quindi per essere prodotto proprio da Sky e SBE.
(Continua…)

Questo articolo è la prima parte di una inchiesta pubblicata su Box Office del 15 febbraio 2017. Potete leggere tutto l’articolo scaricando la app di Box Office qui.

Le altre parti dell’inchiesta verranno pubblicate online su bestmovie.it nei prossimi giorni.

Qui trovate l’inizio e un sommario alle varie parti. 

Sotto la gallery con i film tratti da fumetti italiani, i protagonisti dell’inchiesta Roberto Recchioni, Michele Masiero, Mario Gomboli e Vincenzo Sarno, i progetti transmediali tra cinema e fumetto e altri in via di sviluppo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
News
AGGIUNGI COMMENTO