Tra commozione e pallottole: la recensione di Boston – Caccia all’uomo

Tra commozione e pallottole: la recensione di Boston – Caccia all’uomo

Nel cast del nuovo film di Peter Berg: Mark Wahlberg, Kevin Bacon, J.K. Simmons, e John Goodman

di Pierre Hombrebueno 20/04/2017
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Una toccante ricostruzione drammatica; un serratissimo thriller; un duro poliziesco. Boston – Caccia all’uomo è tutto questo, e il miracolo di Peter Berg sta nell’essere riuscito a gestire i differenti registri dell’opera con invidiabile compattezza attraverso una messa in scena tanto classica quanto solida, traendo il massimo dell’impatto emotivo da ogni singola situazione ma senza mai peccare di eccessiva enfasi nonostante l’inevitabile patriottismo di un’operazione del genere.

Al centro delle vicende è il famigerato attentato alla Maratona di Boston che nel 2013 ha causato la morte di tre persone e centinaia di feriti, e nel raccontarlo, il regista ha optato per un approccio corale presentandoci numerosi personaggi, dai poliziotti di svariati ranghi che hanno seguito le indagini, alle vittime e i loro famigliari. A formarsi è un mosaico di vite personali che vanno tutte a convogliare verso il doloroso evento: qualcuno si ritaglia un ruolo maggiore rispetto ad altri, ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno una loro funzione in questo grande e intricato puzzle carico di umanità e struggente empatia.

Sappiamo già cos’è successo durante quel giorno e come la vicenda sia poi andata a finire. L’abbiamo letto sui giornali, visto in tv e su Youtube, sviscerato ovunque e da qualsiasi angolazione. A Berg l’onere di raccogliere tutto quel materiale, di elaborarlo, di presentarlo in maniera fedele, e soprattutto, di compiere il salto da mero resoconto documentaristico a fiction spettacolarizzato. Non era affatto un’impresa facile, ma è proprio qui che l’autore si dimostra innanzitutto un uomo di cinema, piuttosto che un predicatore di facili sentimentalismi: dopo averci paralizzati con la scena dell’attentato, il film vira in direzione dell’ansiosissimo thriller urbano concentrandosi sulla fuga dei due malviventi, facendo infine sfociare la caccia in una lunga scena di sparatoria degna dei migliori action hongkonghesi, e pensiamo ai noir di Johnnie To.

Patriots day (questo il titolo originale del film) è un racconto di semplici e umanissimi eroi, di personaggi mostrati nella loro monotona quotidianità prima di essere immersi nella tragedia. Qualcuno ci rimetterà la vita; altri ancora, una gamba. Ma a risvegliarsi sarà il senso di collettività e di orgogliosa appartenenza: di fronte all’emergenza, Boston si trasforma in una singola entità, in un unico corpo profondamente ferito ma pronto a rialzarsi con la tenacia negli occhi. Oltre il dramma, il cinema e le pallottole, l’opera si rivela essere, infine, anche un esorcismo collettivo e una sentita preghiera che passa dalla più funerea oscurità per ritrovare la luce in un abbraccio.

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