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Contagion

Il premio Oscar Steven Soderbergh alle prese con il classico tema dell’epidemia globale, tra medici coraggiosi e complotti governativi per nascondere la verità sul contagio

Mattia Carzaniga - 07/09/2011
Contagion

2011, l’anno del contagio. Una pandemia che sconvolge l’umanità intera, vista però con un occhio non catastrofista ma d’autore. Thriller inedito per Steven Soderbergh (all’attivo la saga aperta da Ocean’s Eleven e un premio Oscar per Traffic, di cui riprende la coralità delcast), dove la parte del cattivo la fa un virus che si contrae per via aerea e che in pochi giorni è capace di uccidere chiunque ne venga colto. E mentre le persone sconvolte dal morbo perdono i loro cari (vedi la coppia protagonista, composta da Matt Damon e Gwyneth Paltrow), un gruppo di medici ingaggiato dal governo degli Stati Uniti (tra loro Kate Winslet e Laurence Fishburne) cerca la cura. Provando, non senza fatica, a non venire “contagiato”… Tra cinema politico anni Settanta (ovviamente c’è qualcuno pronto a insabbiare la verità) e apocalissi visionarie più recenti (da 28 giorni dopo di Danny Boyle a I figli degli uomini di Alfonso Cuarón), Soderbergh sceglie una strada che “asciuga” ogni effetto speciale e punta invece sulle emozioni dei tanti personaggi al centro di questo affresco. Forte di un cast di prim’ordine (ci sono anche Jude Law e Marion Cotillard) che potrebbe sperare in più di una nomination ai prossimi Oscar.

Regia: Steven Soderbergh
Interpreti: Matt Damon, Marion Cotillard, Laurence Fishburne, Kate Winslet
Trama: Un’infezione letale sconvolge il mondo. Un team di medici prova a debellarla, mentre qualcuno vuole insabbiare la verità sull’origine del virus…
Genere: thriller
Durata: 105’

Da vedere perché: è il ritorno di Soderbergh ad atmosfere cupe e visionarie.

Nelle sale dal 9 settembre 2011

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La scheda è pubblicata su Best Movie di settembre a pag. 102

1 commento per “Contagion”

  • Viola96 scrive:

    Soderbergh torna a far ballare le grandi star su scenari impossibili.Stavolte sceglie la fine del mondo come scenario apocalittico,che cerca di rifocillare l’umanità verso quello che dovrebbe essere giusto.Un tremendo virus sta mangiando interiormente il mondo,grazie anche ad una velocissima trasmissione ed azione.Qui,in varie zone del mondo colpite si incrociano energicamente le storie di vari personaggi:Un medico che cerca la cura;Un blogger che cerca risposte;Un uomo immune che ha perso moglie e figlio;Il presidente della sanità,alle prese con la pandemia.”Contagion” ha un ritmo molto rapido e ci scaraventa nell’azione velocemente,è frammentato nel montaggio e probabilmente giraro anche piuttosto male,da un Soderbergh il cui tocco non si sente.Vorrebbe avere un’aria in stile “Traffic”,ma alla fine si ritrova a vestire il noto ruolo di blockbuster settembrino di un autore affermato che cerca di inserire ancora più soldi al suo già stra-pieno portafogli.Se fosse un film attivo e sereno,sarebbe accettabile,ma ha una fiacchezza e una stanchezza che riesce perfino ad annoiare.Sembra tutto già visto in “Contagion”,e le stelle sembrano sprecate:Gwyneth Paltrow si ritaglia una macchietta a parte i vari flashback;La Kate Winslet sprecatissima in un ruolo marginale;La Marion Cottillard che sembra incongruente,come personaggio,con il resto della combriccola.Esattamente l’aggettivo per definire “Contagion” è incongruente:Presenta dei vuoti palesi a livello di sceneggiatura,una regia che vorrebbe essere action(come sottolinea la colonna sonora),ma che non di essere finito nei tristi territori del mistery.La trama cerca di fare luce tra le maggiori paranoie umane,come la paura dei propri simili.Qui la malattia si trasmette grazie al tocco,quindi al contatto tra due persone.Il Soderbergh indipendente degli ultimi anni(escludiamo la saga sul Che),avrebbe partorito un “Contagion” meno patinato e molto più accattivante e affascinante.Ci allontaniamo sempre notevolmente dalla sufficienze grazie anche ad una serie di storie che si dirapano e si intrecciano in un meccanismo che richiama Lynch o (molto meglio) Altman,poichè le storie raccontate sono tante e confuse,ma purtroppo marginali ed estremamente nulle.Potrebbe essere un cult che magnetizza ed assume le sembianze di un cinema più sulla via di “Io sono Leggenda” che di “Virus Letale”,ma senza dubbio si pone negativamente nei confronti di una certa militanza politica,giornalistica,pubblica o persino umana.Insomma,la carne al fuoco è veramente troppa e la storia non tiene per i 105 minuti del lungometraggio.Soderbergh parla di incubi da nuovo millennio,tra cui patologie che ricordano tanto pandemie suine,mucca pazza e aviaria.”Contagion” è un furbo film di genere che tenta di strizzare l’occhio a pellicole e b-movies principalmente commerciali,ma è anche un film scadente e diventa solo una giostra che cerca di dare una vera e propria immagine a ciò che potrebbe fare l’umanità in un caso tremendo come la fine del mondo,dovuta soprattutto ad un virus patogeno.Anche la messa in scena risente di un tocco documentaristico che è uno dei grandissimi difetti del buon Steven,che qui muove semplicemente un manipolo di attori verso una salvezza che pare impossibile.Si aspettano incassi stellari anche in Italia,dove il film è appena uscito,ma probabilmente non conquisterà il cuore dei cinefili,perchè troppo impegnato semplicemente nella narrazione di una storiella in stile “24″ con un countdown che scandisce stancamente un momento triste e inevitabilmente angosciante.Non convince mai fino in fondo il nuovo Soderbergh,anche se i vari riferimenti al cinema di genere e alle industrie sanitarie dell’america(CDC),si annullano dalla ricerca sfrenata come in un mistery dell’origine del male,incarnato da una cosa comune come un virus.Ma la messa in scena è stantìa,la storia si gonfia e si richiude su se stessa come in un puzzle e fa di “Contagion”,uno scult d’autore per questo autunno 2011.

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