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Contro la pirateria artisti poco convinti

Lo scandalo degli artisti italiani che tollerano e non condannano il fenomeno della pirateria sul web, che ha fatto crollare il fatturato e cancelllato milioni di posti di lavoro
Antonello Sarno - 08/11/2011
Contro la pirateria artisti poco convinti

Un resoconto analitico sul problema centrale della pirateria on-line nel mondo dello spettacolo italiano tracciato dal giornalista e scrittore Antonello Sarno, in un interessante articolo pubblicato sul numero del 30 ottobre 2011, della rivista specializzata di Editoriale Duesse Box Office. Ve lo proponiamo qui e, come sempre, chiediamo la vostra opinione in merito. Dite la vostra!

Ecco il testo dell’articolo:

“Lo sanno, anzi, lo sappiamo tutti. Per l’audiovisivo, il nemico del presente, e ancor più del futuro, è la pirateria. Quella sul web, in particolare, rispetto alla quale il vecchio venditore clandestino col lenzuolo sul marciapiede ha oggi un rilievo marginale. Mi occupo di questo problema, sul quale sono stati versati giustamente fiumi d’inchiostro, perché c’è un aspetto – nell’emergenza di questo momento – che lascia a dir poco senza parole e che riguarda proprio i diretti interessati. Gli artisti: registi, attori, cantanti, autori.

Mi spiego meglio. Recentemente ho realizzato per un importante convegno per così dire “trasversale” (cioè organizzato tra cinema, televisione e musica) un breve documentario in cui ho raccolto una quindicina di interviste realizzate proprio tra i protagonisti di film, show tv e industriali discografici, oltre ai vertici della Siae e di alcune associazioni di categoria. Gli artisti, in particolare, cioè i cosiddetti “faccioni”, quelli cioè che possiedono la maggiore potenzialità educativa e d’indirizzo nei confronti del pubblico che li guarda, bene, proprio loro – ho scoperto – sono tra i più tendenzialmente tolleranti nei confronti del fenomeno pirateria sul web. In sostanza, di fronte al rischio di perdita di milioni di posti di lavoro nel cinema e nella tv del solo vecchio continente (da parte dei tecnici o degli impiegati delle major dell’audiovisivo, però. Non certo per le star…), o dell’emorragia pazzesca che ha privato il nostro mercato discografico del 73% (avete letto bene!) del proprio fatturato, passato da 700 a 189 milioni di dollari in 10 anni a causa della pirateria sul web, bene tutti gli artisti che ho intervistato hanno espresso grande cautela nel timore di apparire “retrogradi” rispetto al proprio pubblico.

Il punto di vista più o meno comune a tutti è infatti questo: Internet mi permette di essere visto dove non arriverei mai rispetto alla circolazione del mio film quindi, alla fine, anche se mi ci fa arrivare rubando il film o spacchettandolo in mille clip che privano il film di qualsiasi filo logico e artistico, chi se ne importa. Il produttore ci perde, io, attore o regista ci guadagano perché mi conoscono così anche dove il film non potrebbe mai arrivare. In più, visto che il pubblico del cinema è costitutio per lo più da giovani i quali sono i primi ad usare Internet, meglio evitare di scagliarsi contro quel mezzo e trovare altri compromessi che non facciano sembrare l’attore un repressore proprio nei confronti di chi lo ama. Del produttore, che perde con la pirateria oltre il 30%  del proprio investimento fin dalla sceneggiatura, chi se ne importa. Gli agenti penseranno a trattare il miglior cachet, come sempre. E il cachet, della pirateria, se ne frega ampiamente le mani. Fin qui, oltretutto, il punto di vista degli attori e registi che ho intervistato. Lo sbigottimento è arrivato quando una decina dei nostri più famosi registi hanno addirittura rifiutato di farsi intervistare su questo tema nel timore di cui sopra, se non addirittura dichiarandosi spavaldamente a favore dei pirati del web per sembrare più democratici, evidentemente. Che, in assenza di norme, vinca il più forte anziché il migliore a questa gente non interessa più. La barca affonda e ognuno salta sulla scialuppa che trova, anche se il mare è lo stesso per tutti.”

Cosa ne pensate? Dite la vostra!


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lukredego scrive:

Sono d’accordo con tutti voi, e aggiungerei che la gente non è più disposta a farsi prendere in giro, soprattutto con l’orribile trucchetto dei film 3D (un film in uscita per le prime tre settimane non si può più vedere in 2D e secondo loro si è “costretti” a spendere di più). I prezzi dei biglietti sono veramente ridicoli come si è già detto, ma chi è appassionato non smette di andare al cinema regolarmente. I prezzi dei dvd, a parte qualche eccezione (Avatar 30 euro e passa), sono più che accettabili ma è chiaro che la gente tra spendere e il non spendere preferisce la seconda (perdendo nella visione la maggior parte della qualità). Per quanto concerne la musica, sotto alcuni punti di vista la situazione è meno tragica: l’idea della Apple di vendere un solo brano a 0,99 cent o nel peggiore dei casi a 1,20 euro ha sicuramente diminuito il fenomeno della pirateria, e gli artisti in compenso, guadagnano la maggior parte del ricavato in concerto: basti pensare che per andare a sentire i Red Hot Chili Peppers o i Coldplay si devono sborsare circa 200 euro, mentre in Italia gli artisti sono meno esigenti ma 50/60 euro sono sempre tanti! Concludo dicendo che personalmente io vado al cinema almeno una volta a settimana, compro in media 2/3 dvd al mese, ma signori miei…. c’è la crisi, la gente tra un po’ non potrà più comprarsi il pane da portare a tavola e non penso che sia disposta a spendere 10 euro per andare al cinema o 60 euro per andare a un concerto…

RhanBoris scrive:

Gli artisti hanno le loro ragioni del resto… a condannare la pirateria sono sempre stati i produttori e i distributori.
E’ anche vero che chi ama la musica o il cinema non scende a compromessi (come è stato già commentato). Ma il fatto di dover rinunciare a vedere dei film perché te li propongono solo in 3D (al 90% un delusione e non meritevole del costo), di non vedere quel tale film distribuito nelle sale…. o anche, parlando di musica, a non trovare un determinato EP o singolo o addirittura album né in negozio né sugli store digitali… beh la soluzione “download” per vie alternative si fa allettante, se non addirittura necessaria :(
Per quanto mi sarà possibile appoggerò sempre gli artisti che amo, ma ci sono cose che vanno modificate

Ryoma-C4DTeam- scrive:

Esatto Peppe!
Il problema è che ti fanno pagare lo stesso (alto) prezzo per vedere Tron in Imax (torri bianche) e Ci STA’, ma anche in sale non dotate della giusta tecnologia e per film “convertiti” in 3D…
E questo non mi pare corretto! e non penso neanche faccia bene al Cinema…

Paolo

Peppemax94 scrive:

Ryoma-C4DTeam- più che trovare una sala 3d allestita come si deve, si deve vedere anche il fatto che la maggior parte dei film non vengono girati direttamente in 3d, ma convertiti successivamente, cosa che fa scalare di molto il budget, ma ne risente l’impatto del 3d. prendi tron legacy, è stato girato direttamente in disney digital 3d, cosa che produce un certo risultato….

Ryoma-C4DTeam- scrive:

Ma infatti, Peppemax, sono daccordo sul costo dei supporti, dvd e bluray sono ancora abbordabili, se poi non si è “compulsivi” come me che li acquisto appena usciti, basta aspettare un mesetto e te li ritrovi in offerta a un costo accessibilissimo.
Io mi riferivo proprio al costo del biglietto, spesso non adeguato al servizio e alla bufala del 3D…(escluse le poche sale veramente allestite in modo consono)
Ma pare possibile che ho dovuto fare 60 KM per vedere Thor NON in 3D???? idem per altri film che mi interessavano…ad altri ancora ho rinunciato perchè soppresse le proiezioni 2D…
Ok, scusate l’OT!

Paolo

Peppemax94 scrive:

io invece la penso in un’ altra maniera:
i prezzi dei dvd in se per se non sono molto alti, perchè, su internet si trovano anche a 10-15 €, quindi in proporzione a posto di un iphon/vesti di marca, potremo comperarci oltre 60 dvd…
poi se magari la pirateria diminuisce, anche il costo dei dvdd diminuirebbe proprio perchè ne vengono acquistati di più.

AndreaRocky scrive:

mi piace che siano onesti e sinceri…bravi!

Ryoma-C4DTeam- scrive:

Salve, bè che dire….quanto riportato nell’articolo è abbastanza “agghiacciante”…che la pirateria sia un modum operandi ormai diffuso e consolidato non è un mistero, MA almeno gli “addetti ai lavori” potrebbero avere il buon gusto di condannarlo.
Non tanto per motivi etici o politicci ecc, ma per la semplice considerazione che proseguendo su questa strada NON converrà più a NESSUNO produrre film o musica (certo, ipotesi catastrofista…) e quindi non potremo più svagarci con le nostre grandi passioni.
Personalmente credo che CHI ami davvero il cinema NON può scendere a compromessi, difficilmente penso si possa accontentare di un file scaricato, dove spesso la qualità visiva e audio è bassa.
Certo, l’usufruitore occasionale è il miglior “cliente” di questa piaga, ma personalmente, penso che quel tale usufruitore NON sarebbe mai andato al cinema a vedere il dato film…
Questo almeno a grandi linee…
CVhiaro che dall’altra parte si può discutere del costo troppo elevato dei biglietti (assurdi), delle prese per i fondelli del 3D (ormai quasi FORZATO), del costo spropositato dei noleggi sulle varie piattaforme ecc…
Forse migliorare le cose in questo senso porterebbe benefici…un pò quello che succede per le App su Apple e Itunes Store…
Io credo che il futuro sia lì…

Paolo

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