I costi delle commedie italiane: Federica Lucisano risponde a Best Movie

I costi delle commedie italiane: Federica Lucisano risponde a Best Movie

La scorsa settimana il nostro direttore aveva pubblicato un post sul suo blog in cui si puntava l’indice sui costi industriali di film come Beata Ignoranza. Ora la produzione di quel film ci ha contattato, chiedendo che venga precisato e ridimensionato il significato di tale costo

di Marita Toniolo 29/03/2017
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In seguito alla pubblicazione la settimana scorsa dell’articolo del nostro direttore Giorgio Viaro Ha ragione Mereghetti: la commedia italiana ormai costa troppo e non incassa abbastanza, siamo stati contattati da Federica Lucisano, Amministratore Delegato di IFF, che ha prodotto Beata Ignoranza e Che vuoi che sia.

La IFF non condivide i contenuti dell’articolo e ha richiesto che venga precisato il significato del costo industriale che compare nei documenti resi disponibili dal Ministero e sopra citati.

Lo facciamo riportando direttamente le parole di Federica Lucisano, così come contenute nella mail che ci ha inviato.

«Nel caso specifico di BEATA IGNORANZA la domanda, e i relativi budget, al Ministero è stata presentata il 01/06/2016 e certamente comprendeva un costo di produzione più alto di quello che poi realmente è stato, ma si trattava appunto di un primo preventivo fatto sulla base di pochi elementi a cui è stato sommato il presunto costo di P&A e il costo per la distribuzione estera.

Poi le cose cambiano, evolvono, noi produttori lavoriamo per cercare di risparmiare e di chiudere gli accordi migliori possibili e così si arriva al vero costo del film.

Nel contratto stipulato con Rai Cinema (firmato appunto 6 mesi dopo la presentazione al Ministero di cui sopra) il budget di produzione è di euro 4.544.000 (e a consuntivo potrebbe subire ancora delle variazioni), ben lontano da quei 7.500.000 di cui si parla nell’articolo.

Ci tengo quindi a precisare che le cifre riportate da Best Movie si riferiscono al preventivo di costo industriale presentato al Ministero molti mesi prima dell’inizio delle riprese, e come tale può discostarsi di molto dal costo effettivo finale; e che il costo industriale include il costo film, il costo della distribuzione in Italia e il costo della distribuzione all’estero».

Riassumendo, viene precisato che:

– il costo industriale comprende, oltre ai costi di produzione, i costi di P&A (Promotion&Advertising, ovvero la promozione del film) e quelli di distribuzione estera

– il costo comunicato al Ministero quando si presenta la domanda di finanziamento è spesso sovrastimato rispetto al costo effettivo finale

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