Emma e la Bestia: intervista alla Watson

Emma e la Bestia: intervista alla Watson

Alle creature fantastiche e ai castelli magici era già abituata. A cantare e ballare un po’ meno. Il nostro incontro con la star del film Disney, alla prova d’attrice che vale una carriera

di Andrea Carugati 24/02/2017
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Quando si affronta il remake di un classico come La Bella e la Bestia, iconico film d’animazione Disney capace di essere nominato all’Oscar in tempi in cui i film d’animazione non avevano una categoria dedicata, bisogna fare ancora più attenzione. La storia, il messaggio, i momenti topici, le scene scolpite nell’immaginario non possono essere stravolti. Allo stesso tempo però occorre dare un taglio contemporaneo, cioè un sapore moderno e qualche novità. Ecco allora che le scarpe da ballerina della protagonista diventano stivaletti, la gonna un mezzo pantalone, la borsa per i libri delle tasche incorporate nell’abito. E Belle, nell’incarnazione di Emma Watson, è una ragazza ancora più ribelle, ancora più testarda, ancora più anticonformista e contemporanea, e ancora più convinta del potere taumaturgico della lettura e dell’amore. «Saremmo stati folli se avessimo cambiato le cose importanti di una storia universale. Certo, il film originale era un cartone animato e quindi ci siamo permessi di adattarlo ai tempi. Non vado a cavallo con le ballerine ai piedi e non porto nessun corsetto. Su questo ho molto insistito. Il corsetto proprio no. È una Belle più contemporanea e attiva, che unisce l’idea classica di principessa con una praticità molto attuale».

Hai lasciato alle spalle Harry Potter ma non le creature magiche.
«Potrei dire ormai che ho una laurea, anzi un master in effetti speciali, avendo fatto un lungo addestramento con schermi verdi, animali fantastici, mostri, creature magiche e palline da tennis al posto degli attori. Ormai sono abituata. Qui però è stato più semplice perché ho potuto interagire con una persona in carne e ossa, anche se truccata da Bestia. Molto meglio di una pallina da tennis… Sono stata molto grata alla produzione di avere messo un essere umano in scena con me, per una volta, e credo si veda la differenza nella mia recitazione, anche se il requisito fondamentale rimane sempre una forte immaginazione».

Il film d’animazione è dei primi anni ‘90, quando è uscito tu era appena nata: lo conoscevi?
«Lo conoscevo?! Avrei dato qualsiasi cosa per questa parte! È il film che forse mi ha segnato di più. L’avrò visto decine di volte. Belle è senza dubbio una delle mie eroine, mi ha ispirato per diventare la donna che sono diventata. Conoscevo già a memoria tutte le battute, tutte le canzoni. È sempre stato uno dei miei film preferiti».

Ci sono delle assonanze tra te e Belle, l’amore per la lettura ad esempio. Lasci ancora i libri in giro per Londra a beneficio di chi li trova?
«È un progetto che si chiama Our Shared Shelf e farei di tutto per promuovere la lettura, credo sia una delle chiavi per incuriosirsi e aprirsi al mondo. Siamo nell’era dell’informazione, tutto è facilmente accessibile, ma i libri sono fondamentali nella maturazione e nella crescita di una persona. Mi piace lasciarli in giro, con l’auspicio che una volta letti vengano rimessi in circolo perché, se anche un solo individuo verrà invogliato alla lettura dal mio gesto, avrò contribuito a migliorare un pochino il mondo. Ti dico solo che il mio sogno è una biblioteca come quella che la Bestia mostra a Belle. Saranno i diversi piani, le scale, il legno, i vecchi tomi, ma quello è il sogno della mia vita. Magari arrivasse qualcuno e mi dicesse, Emma, questa biblioteca è tua. Mi farebbe felice».

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Foto: © Mendeville Films/Walt Disney Pictures

 

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