Festival di Roma 2010: Incontro con Fanny Ardant

Festival di Roma 2010: Incontro con Fanny Ardant

L’attrice francese ha presentato un cortometraggio da lei scritto e diretto sul tema della tolleranza, provocando un acceso dibattito in sala

di Giovanni Ragosa 30/10/2010 1
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Chimeres Absentes, sogni assenti. Questo il titolo del cortometraggio firmato dalla diva francese Fanny Ardant per il progetto internazionale Then and Now Beyond Borders and Differences. Il tema è la tolleranza, il soggetto – certamente scomodo – i rom, o come preferisce chiamarli la Ardant <<gli zingari>> perchè, spiega in un perfetto italiano << zingari contiene già qualcosa che balla>>.  Il confronto tra una cultura nomade ed una stanziale, tra una cultura che si basa sull’istintività e sulla libertà e una che pone le proprie fondamenta in istituzioni vetuste ed immobili, rappresentate idealmente dalla scuola, è al centro del cortometraggio che l’attrice ha voluto presentare al Festival di Roma.

Nel corto, una piccola rom fatica ad integrarsi a scuola, nonostante gli sforzi della maestra di musica (Fanny Ardant), che, ad un certo punto, affascinata dalla cultura nomade rappresentata dallo zingaro Zarko (Francesco Montanari), decide di lasciare tutto e dedicarsi all’istruzione dei piccoli nomadi seguendoli nei loro spostamenti.

Una visione romantica, quella di Fanny Ardant, volutamente distaccata dalla realtà, che presenta un’opera del genere proprio a Roma, dove il problema dell’integrazione con i rom è particolarmente sentito. Non a caso, in pochi minuti il confronto tra l’attrice ed il pubblico si è trasformato in un vero dibattito e non sono mancati momenti di forte scontro dialettico.  Quello dell’attrice francese è però <<un canto d’amore>> per la cultura rom , e non un documentario. << Non ci sono fini politici, mi interessa l’aspetto umano della questione. Non sono in polemica con il mio governo [Sarkozy sta portando avanti un piano per espellere i Rom , ndR], non propongo un’alternativa, il cinema è cultura e la cultura serve a sviluppare un pensiero, ad innescare una dialettica ed una crescita.>>  

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