Il 23 maggio arriverà nelle sale italiane Il traditore, l’atteso nuovo lavoro di Marco Bellocchio – con protagonista Pierfrancesco Favino – che racconterà la storia di Tommaso Buscetta, il primo grande pentito della mafia nella Sicilia degli anni ’80.

Dopo la presentazione di ieri a Cannes – dove è l’unico titolo italiano in concorso – Favino ha pubblicato su Instagram un post relativo al film per ricordare ai suoi follower la data d’uscita nelle sale. Tra i tanti commenti ricevuti però, è comparso anche quello di Giovanni Montinaro, figlio di Antonio Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone che perse la vita con il giudice – e i colleghi Rocco Dicillo e Vito Schifani – nella terribile strage di Capaci. L’uomo non ha affatto gradito la scelta di far debuttare il lungometraggio proprio il giorno dell’anniversario della morte del padre, e ha commentato con queste parole:

«Sinceramente, l’uscita nelle sale il 23 maggio è solo marketing, da orfano di quella strage mi permetto di scrivere che è decisamente offensivo. Nulla di personale, da ignorante in materia, la considero un attore fenomenale. Saluti Giovanni Montinaro.»

L’attore ha risposto facendo sapere che – in verità – si tratta solo di un modo per omaggiare gli uomini che hanno perso la vita in quel drammatico giorno:

«Caro Giovanni credo di poterla rassicurare circa il desiderio, nella scelta della data, di omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico. Le assicuro anche che nel film non troverà niente che potrà farglielo pensare. La saluto con affetto e la ringrazio di avermi scritto.»

I toni si sono poi smorzati, e Montinaro ha chiuso il breve scambio scrivendo:

«Io ringrazio lei per la risposta e mi scuso, sicuramente era meglio un messaggio privato, ma deve comprendere, certi argomenti non mi permettono di riflettere. Le farò sapere che ne penso, per quello che può valere, comunque dopo il 23, capisce bene che quel giorno sono abbastanza impegnato. Saluti»

ECCO IL POST DI FAVINO CON IL COMMENTO DI MONTINARO.

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