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Image John (Lennon)

Settant’anni fa nasceva John Lennon. Musicista innamorato di Elvis, mente dietro la più grande band del ventesimo secolo, artista impegnato dopo la separazione dai Beatles. Ma anche ragazzo problematico, cresciuto nel ricordo della madre che gli insegnò ad amare la musica, come racconta Sam Taylor-Wood nel suo Nowhere Boy. Chi era John Lennon, e perché anche oggi ci manca
-30/11/2010
Image John (Lennon)

Immaginate John Lennon oggi. Avrebbe settant’anni e, anche senza effetti speciali, possiamo pensarlo come in quel famoso autoritratto scarabocchiato a pennarello, che ormai campeggia anche sulle peggiori cianfrusaglie. Lui è lì, con due cerchietti al posto degli occhiali e un trattino a segnare la bocca. Non è imbronciato, solo un po’ perplesso, come se presagisse il destino da icona che lo aspetta. Una fama planetaria e impensabile per un giovane cresciuto nella Liverpool degli anni ’50 e innamorato di Elvis e del rock’n’roll.
Questo è il ritratto di Lennon che viene fatto in Nowhere Boy, il bel film di Sam Taylor-Wood dedicato agli anni giovanili del musicista. John (che ha la faccia di Aaron Johnson) vive sospeso tra i doveri scolastici, la vita di tutti i giorni e la scoperta di ciuffi a banana, giacche di pelle e mosse pelviche. Cresce senza il padre (che lo abbandona quando ha appena tre anni) e viene allevato da una zia amorevole ma severa, che disapprova la sua passione per «la musica del Diavolo». Perché la madre di Lennon è lunatica, capricciosa, scostante – in una parola, rock. E infatti è lei che gli fa conoscere i dischi del Re, che lo porta a ballare, che gli insegna a suonare il banjo. È quella musica a folgorarlo e portarlo a fondare la sua prima vera band, i Quarrymen. Un’ispirazione che troverà il suo miglior compimento nell’incontro con McCartney, Harrison e il “povero” (perché presto sostituito con Ringo Starr) Pete Best. Sembra incredibile, a guardare con gli occhi di oggi, pensare che Lennon fosse solo un ragazzo che voleva suonare per il gusto di farlo, per stare con gli amici e per la gioia di esibirsi su un palcoscenico. (Foto Kikapress)

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Patrizia Wächter, celebre ufficio stampa del cinema e figlia di Leo Wächter, lo storico impresario che organizzò la tournée di Milano, Genova e Roma dei Beatles, ha dedicato al padre il libro, Papà Leo (Bompiani), in cui racconta la sua storia



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