Interviste

John Carpenter: Master of horror

Faccia a faccia con il regista che ha ridefinito i canoni della paura al cinema
John Carpenter: Master of horror

«Non sono stato minimamente coinvolto nel progetto. A volte quando Hollywood produce sequel o remake dei miei film io vengo compensato, questa volta non mi è stato detto nulla, non mi è stato pagato nulla. Non una parola dalla produzione. Mi hanno trattato per il buono a nulla che sono».

John Carpenter liquida così, con una battuta, il suo mancato coinvolgimento nella realizzazione di The Thing, il remake del suo film-cult del 1982 (nella foto a destra). O meglio il prequel, visto che il film diretto dall’esordiente regista olandese Matthijs van Heijningen Jr. racconta le vicende della spedizione precedente a quella in cui Kurt Russell veniva a contatto con lo spaventoso alieno mutaforma. Una pellicola, quella di Carpenter, che ha profondamente segnato l’immaginario cinematografico (e non solo) degli ultimi trent’anni e che nel genere appartiene allo stesso Olimpo abitato da Alien e Predator. Eppure solo i più cinefili sanno che quel progetto non era frutto di un’idea originale, ma era a sua volta il remake di un film degli anni ’50, La cosa da un altro mondo di Christian Nyby (a sua volta basato sul racconto Chi va là di John Campbell).

BM: È una pellicola che segnò profondamente il suo futuro creativo e professionale, vero?
John Carpenter: «Eccome. Vidi quel film da adolescente, in una riedizione uscita qualche anno dopo il debutto ufficiale. Mi spaventò a morte. Poi lo rividi alla scuola di cinema. Quel film ha influenzato molto il mio modo di fare film. Ancora oggi è uno dei miei preferiti».

L’idea del remake però non fu sua, e anzi lei agli inizi si dimostrò perplesso…
John Carpenter: «Era il mio primo lavoro dopo aver firmato il contratto con una major. Non ero entusiasta all’idea di rifare La Cosa, non avrei potuto fare meglio dell’originale. Potevo modernizzarlo, ma non farne una versione migliore di quella. E questo ho fatto: ho trasferito la storia negli anni Ottanta, modernizzandola rispetto all’originale degli anni Cinquanta».

Aveva ragione lei, non fu un successo.
John Carpenter: «Non subito. Il film fu stroncato dalla critica e guadagnò ben poco al botteghino ma fu rivalutato negli anni e ora, fra i miei film, è forse quello di cui vado più orgoglioso».

Non c’erano personaggi femminili nella sua versione. Mentre nel prequel di oggi la protagonista è Kate, interpretata da Mary Elizabeth Winstead.
John Carpenter: «Oggigiorno ci vogliono le ragazze in un film. Per fare presa deve esserci qualche pupa».

 

Leggi l’intervista completa su Best Movie di luglio

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