L’ultimo samurai: 5 motivi per rivedere il cult con Tom Cruise

L’ultimo samurai: 5 motivi per rivedere il cult con Tom Cruise

L’epico film di Edward Zwick è ora disponibile in streaming su Infinity

di Pierre Hombrebueno 07/05/2017
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È sbarcato in questi giorni, su Infinity, uno dei film cult per eccellenza con protagonista Tom Cruise, ovvero L’ultimo samurai di Edward Zwick. Ecco 5 motivi per cui rigodersi l’avventura sulla nota piattaforma di streaming:

– Una volta tanto, non è il solito ruolo alla Tom Cruise. Non è, insomma, Ethan Hunt o una sua reiterazione come potrebbe essere Jack Reacher. Stavolta, il divo ci porta addirittura in Giappone, e invece delle pistole e dei pugni impara a usare una katana!

– Perché ad affiancare l’attore è uno dei più bravi interpreti del cinema giapponese, Ken Watanabe, che per l’occasione ha anche ottenuto la candidatura agli Oscar e ai Golden Globe come Miglior Attore Non Protagonista. E parlando di premi, sappiate che pure Tom è stato candidato ai Globi d’oro!

– Per l’ottimo reparto tecnico radunato dalla produzione. Ad esempio, come direttore della fotografia abbiamo il John Toll di Braveheart – Cuore impavido e La sottile linea rossa, mentre ad aver curato le scenografie è Lilly Kilvert, la stessa di Strange Days e Operazione Valchiria.

– Che Hans Zimmer fosse un autentico genio è ormai una cosa risaputa. Qui, però, ha anche aggiunto delle suggestioni orientaleggianti alle proprie musiche, mostrandoci un lato inedito della sua creatività.

– Nonostante la pulizia estetica, il film non si risparmia certamente nel bodycount: a morire in L’ultimo samurai, infatti, sono ben 558 persone. Considerando che non abbiamo davanti un’opera apocalittica, la cosa non era affatto automatica. Insomma, le battaglie, qui, sono belle toste.

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