Moonrise Kingdom: ecco perché il film di Wes Anderson va visto e rivisto

Moonrise Kingdom: ecco perché il film di Wes Anderson va visto e rivisto

Il film sul primo amore e la ribellione del regista Wes Anderson è un film che incanta, diverte e commuove. Per gli amanti delle commedie indipendenti stralunate

di Marita Toniolo 09/03/2017
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Nell’estate del 1965 su un’isola del New England Sam e Suzy sono due ragazzini di 12 anni che si innamorano e scappano per vivere il loro amore liberamente a dispetto dei pregiudizi dei famigliari. Mentre sono in corso le ricerche per ritrovare i due fuggiaschi scoppia una violenta tempesta che metterà in subbuglio tutti gli abitanti della cittadina.

Wes Anderson è il re della quirky comedy, ovvero la commedia stramba, stralunata e indipendente che riesce a catturare sia il cinefilo sia lo spettatore curioso che non ama i film troppo standard. È dai tempi di Rushmore, ma ancor di più dal successo de I Tenenbaum che questo regista dalla spiccata passione per gli anni ’60 ci propone famiglie (non sempre unite da autentici legami di sangue) scombinate, in cui il collante è proprio una sorta di tenera precarietà esistenziale.

In Moonrise Kingdom (ora disponibile sulla piattaforma di streaming on demandInfinity) predomina il tema a lui caro (così come alla sua cara amica Sofia Coppola) della famiglia disfunzionale. Sam e Suzy sono due anime gemelle, ma in quanto ragazzini il loro sentimento non viene preso seriamente. L’affinità elettiva tra loro scatta all’istante e li rende partner in crime. Decisi a sposarsi, infatti, i due si daranno alla fuga…

L’universo che li circonda non solo non li capisce, ma è tutt’altro che stabile. Suzy all’apparenza sarebbe quella dotata di un quadretto famigliare impeccabile: padre, madre, tre fratellini e un gatto, peccato che uno dei due genitori non la racconti tutta giusta… Quello messo peggio è Sam: rimasto orfano da poco, ha suscitato l’interesse dei servizi sociali.

Quando i two lovers si ritrovano su una spiaggia lontana dagli inseguitori è il trionfo dell’universo anderseniano: lui le confeziona degli orecchini con degli scarabei; margheritine tra i capelli e un giradischi che diffonde il ritmo yéyé della Le temps d’amour di Françoise Hardy (successo del 1962), la coppia si scioglie in un lento delicato che fa da preludio al loro primo approccio fisico e alla loro tenerissima dichiarazione d’amore. Il tocco raffinato del giovane regista nel tratteggiare l’idillio si fa inimitabile.

Alla corte di Wes vogliono partecipare i migliori: la coeniana Frances McDormand nei panni dell’insoddisfatta madre di Suzy, Bill Murray (già in Le avventure acquatiche di Steve Zissou) in quelli del padre assente, Bruce Willis, perfetto nel ruolo dell’ironico poliziotto e un divertentissimo capo scout che ha il volto di Edward Norton.

Ma a bucare lo schermo e rapirci da subito sono i due giovanissimi protagonisti Jared Gilman e Kara Hyward. E’ soprattutto merito loro se Moonrise Kingdom è una fotografia così limpida e struggente dell’adolescenza incompresa, del primo amore e del ribellismo tipico di quell’età. Con uno sguardo tenero anche verso i grandi con i loro errori e i loro difetti, tra cui il più grande è quello di dimenticarsi che gli adolescenti hanno bisogno di avventure e sfide per diventare adulti. Dinamiche che Anderson racconta con la sua mano lieve, divertente, venata dalla nostalgia.

Correte a vederlo su Infinity! Sarà disponibile fino a settembre, per cui non perdete tempo!

 

 

 

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