Cinema Indipendente

Pane, guerra e fantasia…

Il corto del giovane Matteo Tondini ci riporta alla seconda guerra mondiale con la storia del contadino Balduccio, che ha già conquistato i festival di mezzo mondo
-27/05/2010
Pane, guerra e fantasia…

«La guerra fa paura. Alla gente non è che gli piace far la guerra. Sono obbligati…». Con questa frase tanto sgrammaticata quanto autentica, un nonno risponde al suo nipotino rapito dal racconto che il vecchio ha appena concluso sul suo ultimo giorno di guerra. Pescando dritto in fondo alla memoria il contadino romagnolo Balduccio (interpretato da giovane da Andrea Vasumi e da anziano da Ivano Marescotti) ha riportato a galla le immagini dell’avventura vissuta da ragazzo tra le colline della sua terra durante gli anni della seconda guerra mondiale. Mentre un bel dì andava tranquillo per la sua strada in sella al suo asino con formaggio, salame e fiasco di San Giovese in saccoccia, gli accadde di trovarsi a tu per tu con due compagini rivali di tedeschi e americani. Con queste immagini si apre il cortometraggio di Matteo Tondini (21 anni) Il mio ultimo giorno di guerra che, girato nel 2008 con un budget di 100 mila euro, ha raccolto consensi ai festival nazionali e internazionali, accumulando decine di trofei, tra i quali spicca il Grifone d’oro del Giffoni FF 2009.
Del corto, che potete vedere qui sotto per intero, della sua lavorazione e dei piccoli grandi successi già ottenuti, ci ha parlato il regista sul nostro numero di giugno, che troverete in edicola da domani, e nell’intervista che pubblichiamo in questa pagina (subito dopo il corto).

Il mio ultimo giorno di guerra

Intervista a Matteo Tondini

Best Movie: Partiamo subito dai numeri: per questo corto sono stati spesi 110 mila euro. Una cifra considerevole per un cortometraggio. Che cos’ha motivato una scelta del genere, considerato che per i corti nel nostro Paese non c’è tanto mercato?

Matteo Tondini: Il budget de Il mio ultimo giorno di guerra è stato sicuramente importante, ogni anno in Italia vengono prodotti 7-8 corti che superano i 100.000 euro di spesa e il nostro nel 2009 è stato uno di questi. La motivazione per quale si sceglie di investire così tanto in un prodotto di 20 minuti sono molteplici, le nostre intenzioni erano quelle di produrre un film in costume con un’ottima storia che fosse girato con tecnologie all’avanguardia, in questo modo sapevamo che avremmo avuto maggiore presa sul pubblico e sulle giurie dei festival.

Best Movie: Quali sono stati i fattori e le fasi di lavorazione che più hanno pesato nel budget?

Matteo Tondini: Le voci di spesa più importanti sono state in primis la logistica del set: abbiamo deciso di girare su un monte nel comune di Riolo Terme in provincia di Ravenna, raggiungibile solo con dei fuoristrada, lontano da qualsiasi contaminazione moderna a 400 metri d’altezza. Per questo motivo abbiamo dovuto portare generatori, costruire una tendostruttura coperta di 200 mq per ospitare la mensa della troupe, i bagni e i camerini degli attori. Per quattro giorni abbiamo portato sul set 45 persone…. Un’altra voce di spesa importante sono state le attrezzature affittate, il film è stato girato con la RED ONE Camera nell’ottobre del 2008, allora in Italia vi erano pochissime videocamere di questo tipo e noi siamo stati tra i primi ad utilizzarla per un cortometraggio ad alto budget, ora la Red è una macchina molto adoperata ma noi abbiamo avuto un vantaggio importate rispetto alle altre case di produzione, in quanto siamo stati dei precursori. Infine la distribuzione ha influito molto sulle voci di spesa, da febbraio del 2009 ad oggi abbiamo promosso questo film come se si trattasse di un lungometraggio, abbiamo aperto un sito ufficiale (ora chiuso per contenere i costi ndr), masterizzato centinaia di copie del Dvd, affittato importanti cinema romagnoli e nell’ottobre scorso io e mio padre siamo stati a New York quasi un mese per la promozione negli Stati Uniti.

Best Movie:  Come avete finanziato il corto?

Matteo Tondini: Il corto è stato prodotto attraverso investimenti privati ad opera della Tondini Production, dell’associazione culturale Olly Film e di Valentino Peduli.

Best Movie: A distanza di un anno durante il quale il film è circolato per festival e concorsi potete dire che ne sia “valsa la pena”? Avete o prevedete di coprire le spese?

Matteo Tondini: Ne è sicuramente valsa la pena, siamo entusiasti per i risultati ottenuti: all’anteprima nazionale del 17 febbraio 2009, tenutasi al cinedream di Faenza hanno partecipato 450 spettatori paganti, in seguito la pellicola del corto insieme con il nostro mediometraggio prodotto nel 2007 intitolato La bella Giulia è stato in programmazione per 30 giorni in 5 cinema della Romagna (di questi tre erano multiplex)…. questo è stato il miglior risultato mai ottenuto dalla distribuzione in sala di un corto. Contemporaneamente sono state vendute più di 500 copie del dvd ufficiale mentre il 17 luglio è iniziata la distribuzione festivaliera con l’anteprima mondiale al Giffoni Experience 2009 da quel momento i successi del Il mio ultimo giorno di guerra sono andati via via in crescendo, ad oggi il film è stato proiettato in 12 nazioni, ha vinto 30 premi ed è stato selezionato in 52 festival in tutto il mondo. La media attuale è di un premio ogni dieci giorni. Anche i media nazionali hanno seguito con curiosità ed interesse i progressi della nostra opera. Detto questo ci riteniamo soddisfatti per quanto ottenuto sino ad oggi considerato che stiamo parlando di un corto, ovviamente sappiamo che non potremo coprire le spese di produzione ma allo stesso tempo i successi raggiunti ci permettono di avviare nuove produzioni e accrescere così la nostra credibilità.

Best Movie: Il palmarès del film è molto ricco. Quali sono i premi che hanno significato di più e che “serviranno” di più a te e alla troupe?

Matteo Tondini: Personalmente ritengo che il premio più importante vinto sino ad oggi sia il “Gryphon Award” come miglior cortometraggio sezione elements +10 al Giffoni 2009, in campo internazionale vado molto fiero del premio per “Miglior corto straniero” al Los Angeles International Family Film Festival, vincere festival così importanti ti da grande forza per continuare nella distribuzione del tuo prodotto…. Nell’elenco dei 30 premi troviamo inoltre, riconoscimenti per la colonna sonora di Marco Tondini (mio padre), per la regia, premi del pubblico, delle giurie tecniche, il Fedic d’Oro 2009 e numerosi premi come miglior film. Vantiamo inoltre nomination al Warsav International Film Festival uno dei 25 festival più importanti d’Europa, ai MIFF Awards di Milano, al Bifest di Bari, al 28° Festival Cinematografico Internazionale dell’Uruguay, al Sedicicorto International Film Festival di Forlì dove tra l’altro abbiamo vinto il premio per miglior attore consegnato a Ivano Marescotti che ha battuto così la concorrenza di 3.500 corti in concorso.


Ivano Marescotti è il protagonista del corto nei panni del contadino Balduccio da anziano

Best Movie: Una scelta non comune quella di realizzare un cortometraggio di genere drammatico-storico. Come ci siete arrivati?

Matteo Tondini: Noi amiamo i film in costume e dopo aver realizzato un’opera ambientata nel 1400 volevamo trattare un periodo più vicino a noi. Il mio ultimo giorno di guerra ad una visione poco attenta, può sembrare una commedia dolce amara. Personalmente credo invece che il film sia drammatico e con un messaggio profondo. Crediamo molto nell’importanza della memoria, la nostra volontà era quella di parlare di un tema importante come la seconda guerra mondiale analizzandola con un’ottica innovativa: un nonno che racconta al proprio nipote la sua esperienza mischiando le favole popolari alla dura realtà e alla violenza della guerra. Essendo romagnoli sentiamo molto ancora oggi il peso di quel conflitto che tanto ha segnato il nostro territorio e la memoria dei nostri cittadini più anziani, al fine di documentarci meglio in fase di preproduzione io e mio padre abbiamo affrontato un viaggio nei campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz in Polonia per meglio comprendere la tragedia e le atrocità commesse in quei luoghi… queste ricerche ci hanno permesso di esprimere con maggiore partecipazione le nostre sensazioni in fase di produzione. Rivedendo il film a distanza di un anno devo dire di essere molto soddisfatto della sceneggiatura scritta da mio padre….

Best Movie: Quali sono stati i commenti e gli apprezzamenti più importanti per il corto e da chi sono venuti?

Matteo Tondini: In questi mesi sono arrivati tantissimi complimenti e apprezzamenti da parte di registi, produttori, critici, giurati ma anche e sopratutto dal pubblico in sala…. è per me motivo di grande orgoglio riuscire a commuovere la gente facendola emozionare e i commenti di coloro che hanno apprezzato l’opera comprendendola nella sua totalità sono sempre i più belli. Per fare dei nomi posso dire che ho ricevuto apprezzamenti da Marco Ponti regista di Santa Maradona, il produttore Luigi De Laurentiis, Saverio Vallone figlio del grande Raf Vallone, Gioacchino Balducci docente presso la New York State University at Stony Brook e organizzatore del Festival del Nuovo Cinema Italiano a New York, l’artista di fama internazionale Mauro Andrea e Laurence Asseraf direttrice del BeFilm Underground di Tribeca in New York.

Best Movie: Com’è stato accolto all’estero, nei contesti in cui è stato presentato?

Matteo Tondini: Personalmente ho avuto la fortuna di poter assistere alla presentazione del film negli Stati Uniti e nei 20 giorni di permanenza a New York abbiamo tastato il polso degli americani, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e critica… Il corto è stato proiettato per ben 4 volte presso lo Stony Brook Theatre all’interno del Campus della New York State University e grazie al professore Balducci organizzatore del Festival del nuovo cinema Italiano, Il mio ultimo giorno di guerra è diventato tema d’esame per gli studenti del Centro Studi Italiani di New York. Vivere in prima persona l’emozione di vedere le reazioni di un pubblico così diverso da quello italiano è stato magnifico. Apparte gli States, sò che il corto ha avuto particolare fortuna in Polonia, Romania, Turchia e in Francia dove è stato proiettato allo Screening Market del Clermont Ferrand Festival in occasione delle proiezioni organizzate dal CNC di Torino che ha scelto i miglior corti italiani della passata stagione…

Best Movie: La storia è ispirata a qualche aneddoto realmente accaduto?

La storia raccontata non è realmente accaduta ma si basa su un’insieme di aneddoti raccolti da mio padre nel corso della sua vita e sentiti raccontare dai miei nonni e da anziani che hanno vissuto quel periodo.


I due militari tedeschi puntano le armi contro il contadino Balduccio e gli avversari americani

Best Movie: Tu sei giovanissimo, ma hai già all’attivo diverse produzioni e premi. Hai anche una società con tuo padre che si occupa di questo. Cosa significa per un 21enne muoversi nel mondo del cinema oggi in Italia?

Matteo Tondini: Oggi ci sono grandi facilitazioni per chi vuole intraprendere la carriera cinematografica, basti pensare al proliferare della tecnologia digitale che ha permesso a tanti giovani incluso me, di iniziare a prendere dimestichezza con questo mondo. Ovviamente io ho seguito un percorso abbastanza anomalo, non ho mai frequentato scuole o corsi di cinema, a 18 anni ho fondato la Tondini Production e ho fatto di una passione un lavoro…. penso che per fare questo salto ci voglia grande coraggio e grande forza d’animo. Al giorno d’oggi c’è tantissima concorrenza e per vincere premi importanti e convincere il pubblico a spendere dei soldi per venire a vedere i tuoi lavori, devi certamente avere delle capacità e del talento. In Italia poi è quasi impossibile trovare fondi per la produzione di corti ed è altrettanto difficile farsi notare dai produttori, per questo ritengo che ad un giovane regista servano oltre al talento e alle capacità anche una buona dose di fortuna….

Best Movie: Vedi degli sbocchi, delle prospettive nell’immediato?

Matteo Tondini: Nell’immediato mi vedo concentrato nella produzione dei lavori che vengono commissionati alla nostra casa di produzione, al momento stiamo ultimando il montaggio di un docu-film ambientato nel 1500 che parla di Caterina Sforza realizzato per la rocca di Riolo Terme e la Provincia di Ravenna e diventerà la prima video-installazione interattiva della Romagna…. Oltre a questi importanti progetti che servono comunque per fare esperienza sto lavorando alla ricerca fondi per due nuovi corti che hanno l’intento di superare Il mio ultimo giorno di guerra in fatto di budget e distribuzione…. mi sono affezionato al mondo del cortometraggio anche se penso di essere pronto per la regia di un lungo e un giorno o l’altro penso che farò scrivere a mio padre una bella sceneggiatura per un film.

Best Movie: Come ti è nata questa passione per il cinema e la regia?

Matteo Tondini: La passione per il cinema mi è stata trasmessa sin da bambino dalla mia famiglia, mio padre seguiva la mia crescita riprendendomi con una delle prime telecamere uscite alla fine degli anni ’80, ricordo che sono sempre stato attratto da quell’arnese che aveva una luce rossa a intermittenza… Una volta cresciuto, ho iniziato a “giocare” con la telecamera all’età di 11 anni. In una trasmissione televisiva della Disney in onda su RAI 1, vinsi appunto la mia prima cinepresa. Da quel momento insieme ai miei compagni di classe prima delle medie poi di liceo ho cominciato a provare, sperimentare, imitare. La mia prima opera amatoriale fu la parodia goliardica del noto film Matrix dei fratelli Wackoski, avevo 14 anni e casualmente questo mio “gioco” venne scelto da un programma televisivo nazionale che proiettava cortometraggi. Ricevetti grandi complimenti dagli autori del programma che si chiamava Screensaver, solo un anno dopo girai un corto dal titolo La fame e la sete era il 2005 quando venni presentato a Tonino Guerra lo sceneggiatore di Amarcord, il quale mi diede grandi consigli e mi aiutò a capire i miei errori, lo stesso anno fui finalista ad un prestigioso festival indetto dalla Sony e da allora iniziai a frequentare i festival di cinema… Nel 2006 con il corto Il segnalibro, girato tutto con i miei compagni di liceo, organizzammo la mia prima proiezione cinematografica a Faenza la città dove vivo. A seguire sono diventato regista per il CRER (comitato regionale dell’Emilia Romagna Federciclismo) e per 4 anni ho realizzato i season review e gli spot istituzionali, pochi mesi prima di fondare la Tondini Production ho partecipato come regista del backstage al film tv per la RAI dedicato a Marco Pantani. Nel gennaio 2007 è iniziata l’avventura con la mia casa di produzione che ha portato e continua a portare, grandi gioie e soddisfazioni.


Il regista Matteo Tondini sul set de Il mio ultimo giorno di guerra

Best Movie: Sei stato anche relatore alla New York State University. Che tipo di esperienza è stata?

Matteo Tondini: Incredibile. Ho condotto due Master Class al Centro degli Studi Italiani, è stata una grande emozione parlare a 50 laureandi newyorkesi… Per quattro ore si è dibattuto sul mio corto, sul mio modo di fare cinema e sul mio legame con la Romagna di Fellini. E’ stato un grande onore essere il più giovane regista italiano ad essere invitato come relatore in un’università così prestigiosa. Dopo l’esperienza di ottobre, mi sento molto legato agli States e spero molto presto di poter avviare delle co-produzioni con società americane.

Best Movie: Cosa pensi del cinema italiano?

Penso che ci sono autori straordinari come Tornatore, Muccino, Salvatores, Sorrentino e anche giovanissimi talenti che ho avuto il piacere di scoprire attraverso i loro corti come Pippo Mezzapesa, Massimiliano Camaiti e Paolo Zucca. Spero vivamente che i produttori decidano di investire di più sui giovani… ora come ora c’è bisogno di coraggio e talento per mantenere alto il nome del cinema italiano nel Mondo. Negli ultimi mesi nonostante le difficoltà economiche delle produzioni dei lungometraggi, ho notato con piacere una controtendenza nel panorama dei cortometraggi dove la qualità si sta alzando anche grazie all’abbassamento dei costi delle tecnologie…. questo potrebbe essere un segnale positivo per individuare nuovi autori da mettere alla prova.

Best Movie: Che progetti hai per l’immediato futuro?

Matteo Tondini: Attualmente io e mio padre abbiamo scritto due cortometraggi: uno moderno da ambientare per metà in Italia e metà in Perù, l’altro in costume del 1700 basato su un fatto realmente accaduto e mai raccontato al cinema. Sono progetti in cui crediamo molto ed ora siamo nella fase più complessa, quella della ricerca fondi… Abbiamo grandi obiettivi che vogliamo raggiungere e i successi raggiunti con “il mio ultimo giorno di guerra” sono un grande stimolo a superarci ogni volta.


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eles scrive:

“Devo fare precisazioni circa la pistola dell’ufficiale tedesco: è una P 38, ma la marca è Walther e non Mauser come avevo scritto….

Inoltre, per i due americani, erano giuste la Colt ed il Thompson; però la Colt era in dotazione esclusivamente agli ufficiali che, in azione, avevano il Thompson come arma lunga (successivamente anche la carabina M1 cal.30, in alternativa), mentre i soldati semplici avevano il Garand.

Nel corto, quindi, c’è un po’ di confusione…..heheheheheh.”

eles scrive:

Molto carino, finale riuscito.

Anche se non influisce sull’ottimo lavoro, riporto un interessante osservazione dell’amico janus:

“inesattezze: il soldato americano puntava la sua pistola (Colt cal.45 mod. 1911 singola azione) senza aver alzato il cane: impossibile sparare…
L’ufficiale tedesco invece aveva una Mauser P 38 cal.9 parabellum a doppia azione, poteva sparare anche senza alzare il cane….
giusto il Thompson americano ed il Mauser 98 degli altri due.”

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