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Film in anteprimaDaniel Radcliffe doveva essere il protagonista di Un giorno questo dolore ti sarà utileLo raccontano a Best Movie il regista del film Roberto Faenza e lo scrittore del romanzo d’origine Peter Cameron. Il film sarà nelle sale da venerdì 24 Marita Toniolo - 21/02/2012 ![]() Daniel Radcliffe avrebbe dovuto recitare la parte del giovane diciassettenne James Speck in Un giorno questo dolore ti sarà utile. Lo racconta a Best Movie lo scrittore del romanzo Peter Cameron, giunto a Milano per la promozione del film (che uscirà il 24 febbraio in Italia e a maggio negli Usa) al fianco del regista Roberto Faenza (I giorni dell’abbandono, Il caso dell’infedele Klara). «Ho incontrato Roberto ed Elda Ferri (presidente della Jean Vigo) a Roma due anni fa, e mi hanno parlato edella trasposizione del mio romanzo al cinema. Il primo attore che mi hanno proposto per la parte di James è stato appunto Daniel Radcliffe e questo mi ha molto ben impressionato e convinto a collaborare a questo progetto. Ma ci sono voluti ben due anni per preparare il film e a quel punto Daniel era diventato troppo vecchio». La saga di Harry Potter, però, torna a più riprese nel discorso con il regista Faenza. Specie quando gli chiediamo come mai la scelta del ruolo principale sia caduta su Toby Regbo, che in Harry Potter e i doni della morte recitava la parte di Albus Silente da giovane. «Ci è stato consigliato – ci ha spiegato – da John Heyman, finanziatore dello start-up del film e padre di David Heyman, deus ex machina di tutta la saga del maghetto. E’ il produttore che ha guadagnato più soldi nella storia del cinema, battendo qualsiasi record precedente. Ed è stato proprio lui a consigliarci di prendere Toby, perché sarebbe stato perfetto per il nostro ruolo. E, in effetti, assomiglia a James oltre ogni aspettativa. E’ un ragazzo molto chiuso, di difficile comunicazione. Adesso si è messo a girare con la sua band rock, non vuole più farsi vedere in pubblico e pare anche che non voglia più fare l’attore. Sarebbe un vero peccato, perché come avete visto ha molto talento». Oltre a Regbo, abbiamo chiesto a Faenza cosa significhi lavorare con attori di livello internazionale e della caratura di Marcia Gay Harden (Mystic River, Into The Wild), Stephen Lang (Il colonnello Quaritch di Avatar, che probabilmente tornerà in Avatar 2) ed Ellen Burstyn (Scherzi del cuore, W.). «Devo ringraziare il mio casting, che ha pensato a tutto» spiega Faenza. «La Burstyn si è innamorata del film e Stephen Lang, nonostante il recente successo con Avatar, ha praticamente accettato di lavorare gratis. La cosa che mi stupisce di più degli attori americani è che hanno un’umiltà incredibile, da noi il primo ragazzino che partecipa a un talent show e ottiene un po’ di fama si atteggia già a divo, lì le star vere si comportano in modo opposto. Quando Ellen ha dovuto recitare la morta, è stata quattro ore immobile senza mai lamentarsi: se fosse stata una celebrità italiana avrebbe fatto mille capricci». Entrando più nel vivo dei temi sollevati dal film, gli abbiamo chiesto se la sua opera possa essere intesa in senso politico, visto il disgusto che il giovane prova per la politica e il mondo del business. «Lavorando sul testo, ho capito che rappresenta il disagio collettivo dei giovani d’oggi, che si sentono in conflitto con un mondo dominato dagli strozzini. La cosa che più mi ha colpito è che nessuno degli adulti che lo circonda lo capisce, nessuno comprende il suo bisogno di autenticità, di fare il ciabattino e non andare all’università per diventare magari un giorno uno squalo di Wall Street». Quanto alla sua recente tendenza a trovare storie a partire da bestseller, ha commentato: «La verita è che ormai il 99% degli scrittori scrive già pensando al cinema. Perché sperano che si faccia un film dai loro romanzi, così da guadagnare sugli incassi del film e poi sul rilancio delle vendite dei romanzi. Una volta esistevano i soggettisti, come Ennio Flaiano, che era uno scrittore ma anche un grande soggettista. Oggi questa professione non esiste più, perché i romanzieri costruiscono direttamente le storie pensando al grande schermo. E poi anche i grandi registi americani si sono basati sui romanzi. Scorsese trae sempre i suoi film da romanzi e anche Kubrick e Truffaut lo facevano». (Foto Kikapress) Roberto Faenza sul set di Un giorno questo dolore ti sarà utile, con il protagonista Toby Regbo e Lucy Liu 1 commento per “Daniel Radcliffe doveva essere il protagonista di Un giorno questo dolore ti sarà utile”![]() Ma pensa! Daniel Radcliffe diretto da Faenza, che forza! Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. Se non sei registrato clicca qui Registrati | notizie più lette
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