Rebellion: il board game strategico di Star Wars che vi farà rivivere la prima trilogia

Rebellion: il board game strategico di Star Wars che vi farà rivivere la prima trilogia

Uno dei migliori giochi della Saga simula bene le dinamiche di guerriglia Ribelle e sottomissione militare dell’Impero

di Luca Maragno 20/10/2016
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Luke, Han e Leia, Darth Vader e la Morte Nera, gli X-Wing e i Tie Fighter: l’autore di Star Wars Rebellion, Corey Konieczka, è riuscito a metterci davvero tutto in questo board game, mantenendo ogni elemento su un equilibrato piano strategico che riesce davvero a ricreare il sapore delle “Guerre Stellari” che tanto appassionano i fans. E’ chiaro, infatti, che Rebellion è indirizzato soprattutto al pubblico di appassionati della Saga, in particolare a quelli della prima ora, visto che personaggi e avvenimenti si rifanno alla prima trilogia, Una Nuova Speranza, L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Questo pubblico, oltre a godere delle dinamiche di gameplay ben strutturate di cui scriviamo tra poco, sarà senz’altro affascinato dalle 153 unità da combattimento, dai Leader, ovvero i protagonisti dei film, dalla plancia con la mappa dei sistemi planetari dai nomi ormai noti come Hoth, Tatooine, Coruscant e via dicendo.
Per quanto riguarda il gameplay, va detto che si tratta di un gioco piuttosto impegnativo, consigliato dai 14 anni in su e in cui una partita può durare dalle 3 alle 4 ore su una plancia di gioco dalle dimensioni considerevoli: 112x56cm. E’ per due giocatori con una variante fino a 4 in cui si gioca in squadre perché la sostanza è che si tratta sempre di due fazioni in guerra: Impero e Ribelli.
La qualità migliore del titolo sta sopratutto nella asimmetria dei due schieramenti, che devono giocare con strategie totalmente differenti. Scopo dell’Impero è scoprire dove è ubicata la base Ribelle entro 14 turni, scopo dei Ribelli è non farsi distruggere e compiere missioni che accorciano i turni entro i quali l’Impero è costretto a vincere.
I motori di gioco sono sostanzialmente due: un card-driven, ovvero uno basato sul pescaggio di carte Missione; e uno di tradizionale conquista territoriale con unità da combattimento.
Entrambi gli aspetti hanno pro e contro. Per quanto riguarda le Carte Missione ce ne sono 68 diverse e per finalizzarle dovete assegnare loro dei Leader, ovvero dei personaggi della Saga che hanno determinate caratteristiche che fanno tirare più o meno dadi e quindi aumentare o diminuire le probabilità di risolvere la missione stessa.
E’ una dinamica affascinante anche perché consente di mettere in campo tutta una serie di avvenimenti visti nei film: interrogatori ai Leader prigionieri, raccogliere informazioni nei sistemi, sviluppare nuove tecnologie, ecc. Dall’altra parte dopo un paio di partite vi renderete conto che le Missioni più forti sono le 4 di base che avete in mano già a inizio partita (e che non vengono scartate infatti) e quindi vi ritroverete a ogni turno a fare per esempio Sabotaggi e Missioni diplomatiche se siete Ribelli o “Ricerca e Sviluppo” e “Regno del Terrore” se siete Imperiali col risultato di tirare una manciata di dadi per ottenere più o meno sempre gli stessi risultati. Anche la caratterizzazione dei personaggi ogni tanto lascia perplessi: Chewbecca ha tre valori di combattimento, mentre Luke Skywalker Jedi solo due…
I Leader sono utilizzati anche per l’aspetto di conquista territoriale: posizionati in un sistema, le truppe dei pianeti attorno possono spostarsi per raggiungerlo ed eventualmente attivare una battaglia se ci sono unità nemiche. Anche in questo caso il meccanismo fila liscio come l’olio, peccato che il meccanismo di combattimento sia un po’ troppo confuso e si faccia fatica anche dopo molte partite a capire a colpo d’occhio se convenga o meno attaccare. Ogni fazione ha truppe navali e terrestri per un totale di circa una decina di qualità diverse. Ognuna tira dadi rossi o neri che colpiscono solo le unità che hanno punti ferita rossi o neri con l’effetto che, per esempio, la fanteria ribelle ha pochissime probabilità di colpire un At-St. Anche in questo caso, poi, alcune “profilazioni” sono troppo sommarie: perché una Unità X-Wing dovrebbe avere la stessa potenza di fuoco di una Unità di Assaltatori imperiali?
Va detto che l’insieme degli elementi, missioni e battaglie, simula bene le tattiche di guerriglia che una resistenza è costretta ad attuare contro una potenza militarmente più forte.
Con il progredire del gioco si possono reclutare nuovi Leader (si parte con 4, ma ce ne sono 12 per gli Imperiali e 13 per i Ribelli, tutte in cartone fustellato da posizionare su pedane di plastica) e nuove Unità (con un sistema di produzione legato alle risorse dei pianeti e tempistiche di realizzazione che richiedono anche 3 turni) e vi troverete a poter fare molte più azioni.
La longevità è assicurata dalla disposizione casuale iniziale effettuata tramite le Carte Sonda che identificano 5 pianeti di partenza per l’Impero e 3 per i Ribelli; e dall’ubicazione della base ribelle, scelta dal giocatore, che può variare di partita in partita.
In conclusione si può tranquillamente dire che è il migliore gioco strategico brandizzato Star Wars e anche uno degli strategici più originali in circolazione in generale.
Due i punti deboli a parere di chi scrive. Il primo di “cuore”, nel senso che mancano dei pezzi: non c’è il Millenium Falcon, non si usa la Forza, non ci sono duelli con le spade laser, né R2D2 e 3CPO (tutti elementi marginali citati solo in qualche carta): se ci pensate bene sono una parte importante dell’anima di Guerre Stellari.
Il secondo è invece un aspetto che trovo terrificante e ingiustificabile, ovvero il packaging: è scomodo e non tiene conto delle più elementari e basilari regole per poter mettere i giocatori nelle condizioni di organizzare il contenuto della scatola in maniera decente per accorciare i tempi di set up. Essendo un gioco di fascia alta che spende uno dei brand più importanti del pianeta, mi aspetto che tutto sia al massimo delle qualità, a partire dalla confezione e dall’organizzazione per l’alloggiamento dei pezzi. Invece abbiamo una scatola di 30×30 cm dallo spessore di ben 20 cm che non ha all’interno nulla per poter alloggiare o dividere il materiale. Certo, ci sono le bustine di plastica, ma tenendo conto che Impero e Ribelli hanno ciascuno diversi tipi di Unità per un totale di 153 pezzi, capite bene che metterle alla rinfusa nella stessa bustina di plastica non è né elegante né funzionale.

Star Wars Rebellion
Giocatori: 2-4
Durata: 180’-240’
Età: 14+
Prezzo: 90 euro
Distributore: Asterion/Asmodee

Componenti:
153 miniature
178 Carte tra cui: 68 Missione, 15 Obiettivo, 34 Azione, 31 Sonda, 30 Tattica.
86 segnalini Fedeltà
25 Leader (12 Imperiali e 13 Ribelli) in cartone fustellato da posizionare su pedane di plastica
10 Dadi
2 Schede Fazione
1 Tabellone di gioco

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