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![]() ![]() NewsScopri come postare la tua recensioneDiventare critici su BestMovie.it è semplicissimo. Scopri come fare!Alice Zampa -07/03/2011 ![]() © RIPRODUZIONE RISERVATA 2 commenti per “Scopri come postare la tua recensione”![]() RECENSIONE:The Amazing Spider-Man ![]() Modifica Allen conclude il suo personale viaggio tra le capitali europee visitando -dopo Barcellona, Londra e Parigi- Roma. Nella città eterna tesse una serie di storie -quattro- che s’incrociano tra le rovine ed i clichè dell’italiano vista dallo straniero. Nel primo episodio viene raccontata la storia di una coppia di sposini di Podernone che, in viaggio di nozze, si perde e ritrova, dopo una giornata, più smaliziata ma anche serena ed unita. Nel secondo episodio, troviamo un Benigni- uomo qualunque che senza alcun merito e preavviso diventa famosissimo ed altrettanto velocemente ritorna nell’anonimato. Chiudono il cerchio l’episodio in cui Alec Baldwin rivede sè stesso con trent’anni di meno attraverso uno studente americano che vive a Roma e al quale cercherà di dare quei consigli, in campo amoroso, che ha imparato a proprie spese con l’esperienza. Ultimo e migliore dei quattro, l’episodio in cui Allen (di nuovo attore) vola a Roma con la moglie per conoscere il fidanzato comunista della figlia. Dispiace dirlo ma il film è ai limiti dell’imabarzzante. Tra auto citazionismo e strizzatine d’occhio a Fellini e all’Italia anni 60′. Tra dialoghi al limite del sopportabile ed espressioni gergali che neanche un tronista di Maria de Filippi. Tra storie che non hanno niente da dirsi e personaggi che si parlando addosso. Tra Scamarcio che fà la macchietta di Sergio Rubini e Antonio Albanese che interpreta un se xsymbol ??? *__*. Insomma una galleria di macchiette da cui ogni tanto spunta qualche battuta carina, così, giusto per ricordarci che Allen quando vuole è ancora capace di fare la differenza. “Midnight in Paris” era un film ordinato, pulito e “chiamato” nell’intento del proprio messaggio. Conserva, tuttavia, una leggiadria ed una carineria di fondo che in questa pellicola (più spot per investitori esteri che film omaggio) macano del tutto. L’espressione che ricorre più spesso é: “Il peggio del peggio”. Come il vigile panzone e pavone che si agita, come una scolaretta eccitata, in mezzo al traffico mentra millanta di conoscere tutta Roma. O come l’ubriacone dell’ultima scena che s’intromette nell’inquadratura più triste (Piazza Navona con banda schierata a suonare Volare) per comunicarci come anche lui conosca un sacco di storie che forse un giorno ci racconterà. Sorge il dubbio che con così tante storie a disposizione, forse avrebbero potuto raccontarne qualcuna di più interessante ad Allen. Voto: 4 (per stima) Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. Se non sei registrato clicca qui Registrati | notizie più lette
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