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Supercinema: quando i film hanno i superpoteri (I)

Da Capitan Marvel a Iron Man, ecco come i supereroi hanno fatto un pezzo di storia del cinema. E perché tra poco ne segneranno un altro capitolo

-09/11/2009
Supercinema: quando i film hanno i superpoteri (I)

Tra qualche anno vedremo al cinema le avventure di Superpippo e Paperinik. E’ un’ipotesi neanche troppo azzardata se si osserva come i supereroi stanno “invadendo” il cinema. Oltre ai prevedibili sequel dei personaggi più famosi come Batman e Spiderman, cominciano ad affacciarsi anche supereroi meno noti al grande pubblico, come Thor, Capitan America e Lanterna Verde. Li vedremo l’anno prossimo e i produttori sperano di aver fatto la puntata giusta e che non finiscano presto nel dimenticatoio come è successo recentemente a Devil, Elektra e Ghost Rider. Tutto fa credere il contrario, infatti. A cominciare dal fatto che un colosso come Walt Disney lo scorso settembre ha acquisito per 4 miliardi di dollari Marvel, la storica casa editrice che ha inventato Spiderman, i Fantastici 4 e centinaia di altri supereroi. E che “lotta” dagli anni ’30 contro l’acerrima nemica Dc Comics, quella di Batman e Superman, che dal 1969 fa parte del gruppo Time Warner (e che lo scorso 10 settembre ha annunciato la nascita di una vera e propria divisione interna ad hoc, la DC Entertainmente Inc.). E’ sempre più chiaro che i principali produttori cinematografici credono molto nei supereroi, insomma, soprattutto in questi anni. Grazie anche agli incassi stratosferici di pellicole come Il cavaliere oscuro (oltre 1 miliardo di dollari e un Oscar a Heath Ledger per il Joker) e agli effetti speciali digitali che consentono di ricreare in modo verosimile i superpoteri degli eroi disegnati. E grazie anche alla moda del 3D, tecnologia che sembra essere perfetta da sperimentare con i supereroi (chissà se in Spiderman 4 vedremo l’Uomo Ragno svolazzare nella sala cinematografica sopra le nostre teste…).
Se si ha voglia di indagare, si scopre che il rapporto tra supereroi e cinema è sempre stato molto stretto, fin dagli albori quando Superman era un serial in bianco e nero del sabato sera per le famiglie e volava grazie a un ventilatore. La storia dei supereroi al cinema passa per il Batman che tirava pugni con scritte onomatopeiche (Pow!); e ancora per la megaproduzione di Superman nel 1978 (55 milioni di dollari contro i 24 di King Kong, prodotto solo due anni prima!); e poi per i serial tv de L’uomo ragno, Hulk (lo sapevate che c’è un film con il mostro verde insieme a Thor?) e Wonder Woman; infine per il Batman “adulto” di Tim Burton e gli X-Men e lo Spiderman digitale di Bryan Singer e Sam Raimi.
Best Movie ha preso in mano le redini di questa avvincente avventura e la ripercorre per voi in questo speciale, che guarda anche al futuro dei supereroi che potrebbe essere non solo americano, visto che si stanno affacciando nuovi attori e addirittura supereroi russi!

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QUANDO SUPERMAN VOLAVA CON IL VENTILATORE
Flash Gordon è il primo fumetto a essere portato sul grande schermo nel 1936, ma qui ci occuperemo solo di personaggi disegnati dotati di superpoteri. Il “premio” di primo supereroe al cinema, quindi, va a Capitan Marvel per un film del 1941 dagli strepitosi effetti speciali (per l’epoca), dedicato ai bambini, The Adventures of Capitan Marvel. Il supereroe conquista grazie ai suoi voli tra i più celebri monumenti americani e rimanendo immune alle pallottole.

Come noterete qui sotto, il serial he Adventures of Capitan Marvel degli anni ’40 era all’avanguardia per gli effetti speciali

Nel 1943 escono anche 15 episodi dedicati all’Uomo pipistrello, un altro supereroe targato DC. La produzione nel 1949 ha un sequel intitolato Batman and Robin che anticipa una delle caratteristiche del più noto telefilm degli anni ’60, ovvero le scritte onomatopeiche durante i combattimenti in cui si leggono i Pow!, Bam!, ecc. che si trovano anche nei fumetti. Nel 1966 esordisce infatti la serie Batman con Adam West e Burt Ward scritta appositamente per il piccolo schermo.

I 120 episodi delle tre stagioni della serie tv di Batman del 1966, divennero presto un fenomeno di culto tra i telespettatori di tutto il mondo, che ancora rammentano senz’altro il motivo della mitica sigla musicale, che potete riguardarvi qui sotto:

A seguito del serial di Batman, nel 1944 approda sul grande schermo il primo serial di un supereroe Marvel, Capitan America: 15 episodi dedicati al supercombattente stelle e strisce, simbolo della propaganda americana durante la seconda guerra mondiale.

Nel video qui sotto, l’action trailer del serial Capitan America del 1944.  Vediamo il supereroe mentre insegue i malandrini a bordo della sua moto:

Nel 1948, le sale tornano a parlare DC con la serie dedicata a Superman. Imperdibili i trailer con lo slogan che ha fatto dell’uomo d’acciaio un successo: «Forte come un treno, veloce come un proiettile… Guarda in cielo… È un uccello? È un aereo? No, è Superman».

Guardate il trailer del serial cinematografico dedicato a Superman del 1948 con l’Uomo d’acciaio che solleva macchine, vola nel cielo di Washington e respinge i proiettili con un sorriso:

Nel 1951, poi, arriva in tv la serie di Superman, che negli USA diventa un caso mediatico. L’attore protagonista, George Reeves (che fa il supereroe per tutti i 104 episodi delle 6 stagioni della serie, che in America andò in onda fino al 1958), diventa una vera e propria icona popolare. Questa condizione di quasi totale identificazione con il suo personaggio è probabilmente la causa che lo porta al suicidio nel 1959, quando muore per un colpo d’arma da fuoco. La sua triste storia viene fatta oggetto di un recente noir, Hollywoodland, dove Ben Affleck interpreta Reeves. Lo stesso anno del debutto della fortunata serie televisiva, al cinema approda anche il primo lungometraggio (58 minuti) dedicato all’uomo d’acciaio. Superman and the Mole-Men, con protagonista sempre Reeves, che nel 1954 ha lo stesso ruolo nel sequel Superman and the Jungle Devil.

Impossibile non sorridere oggi del costume imbottito di gomma piuma per simulare i muscoli, o l’effetto volo di Superman, con l’attore palesemente fermo e un ventilatore per fargli svolazzare il mantello (meglio, allora, l’effetto speciale del precedente movie serials, dove Superman era “disegnato” sulla pellicola quando volava, voi che ne pensate? Guardate qui sotto un estratto di Superman and the Mole-Men del 1951 e diteci la vostra!

L’UOMO RAGNO CON LA TELA DI CANAPA
Marvel è in ritardo sulla rivale Dc Comics per quanto riguarda il cinema. Colpevole, probabilmente, anche la difficoltà tecnica di rappresentare in modo verosimile certi complessi superpoteri come quelli dell’Uomo Ragno o dei Fantastici 4. Non riuscendo a convincere Hollywood, infatti, nel 1977 Marvel regala al tubo catodico la prima serie (13 episodi) di Spider Man (mentre in Italia il primo capitolo approda come un vero e proprio film nelle sale cinematografiche: L’Uomo Ragno).

Godetevi l’impacciata arrampicata di Spider-Man (nella serie omonima del 1977), realizzata facendo “gattonare” l’attore Nicholas Hammond sul pavimento e ruotando l’immagine per farla apparire verticale:

In seguito, tra il 1978 e il 1979, vanno in onda le successive due stagioni del telefilm. I primi due episodi di ogni serie in Italia sono approdati come film al cinema: L’Uomo Ragno colpisce ancora e L’Uomo Ragno sfida il drago. Per mancanza di fondi, però, l’arrampicamuri si scontra con furfanti umanissimi, incastrandoli con la sua ragnatela di corda di canapa chiara, che fa un po’ rabbrividire rispetto a quello del XX secolo a cui siamo abituati. Dopo Spiderman, Marvel punta su un altro suo personaggio molto noto che è relativamente facile da filmare: Hulk. I telefilm che vanno in onda dal 1978 al 1982 conquistano il cuore degli spettatori, grazie soprattutto alla riuscita sequenza della trasformazione di Bruce Banner (Bill Bixby) nel mostro verde (il culturista Lou Ferrigno). La drammatica vita televisiva del mostro verde (l’atmosfera che circonda il personaggio è sempre molto cupa!), in realtà, è però aperta e chiusa da veri e proprio film per il piccolo schermo. Nel 1977 la serie, infatti, viene promossa con due lungometraggi: L’incredibile Hulk e Morte in famiglia. Mentre a conclusione del serial, dal 1988 al 1990 vanno in onda tre film, nei cui primi due capitoli (La rivincita dell’incredibile Hulk e Processo all’incredibile Hulk; il terzo è La morte dell’incredibile Hulk) il protagonista incontra altri due supercolleghi Marvel: Thor e Daredevil (apparizioni che però non passano decisamente alla storia!).

Gustatevi l’improbabile scontro tra Thor e Bruce Banner, nel film Hulk vs Thor, che infervorato si trasforma nel mitico gigante verde!

I “test” della Marvel danno dunque buoni frutti, ma la Casa delle Idee sembra indietro anni luce rispetto a quella che al momento dimostra di essere l’azienda leader del settore. DC (dal 1969 in partnership con Warner, di cui DC è diventata una vera e propria divisione lo scorso settembre: DC Entertainment Inc.), infatti, nel 1978 dà una svolta al mondo dei supereroi e all’universo cinematografico nel suo complesso: sul grande schermo approda Superman. Il cambio di rotta, rispetto al passato, è evidente per due motivi. Innanzitutto l’altissimo budget a disposizione: 55 milioni di dollari, una cifra record per quegli anni! Per fare un paragone è sufficiente ricordare che per due pellicole altrettanto ricche d’azione come Inferno di cristallo (1974) oppure King Kong (1976) sono stati rispettivamente stanziati 14 e 24 milioni di dollari. In secondo luogo, anche grazie alla somma a disposizione, per il film sono adottati effetti speciali all’avanguardia. L’attenzione ai dettagli è quasi maniacale e per portare a compimento l’opera sono necessari 4 anni di lavorazione. Molti degli effetti visivi utilizzati per Superman, che regalano l’Oscar al designer Colin Chilvers, sono volti soprattutto a rendere credibile il volo dell’Uomo d’Acciaio. Dopo il fallimentare tentativo di spedire in orbita dei manichini da crash test con un cannone, Christopher Reeve (l’esordiente scelto come protagonsita che spesso preferiva non adoperare stuntmen) viene appeso al soffitto e fatto ondeggiare con contrappesi e carrucole, davanti a un blue screen. Per creare l’”effetto missile“ del calcio dato dal giovane Clark Kent a un pallone, durante una partita di football, viene usato un cannone nascosto sotto terra. Per ricreare il Golden Gate Bridge di San Francisco o la diga di Hoover, vengono usati dei modellini in scala. A contraddistinguere la pellicola non è solo l’opulenza della visione. Per il film, infatti, vengono chiamati in causa big di Hollywood: Gene Hackman, nei panni di Lex Luthor e Marlon Brando, in una comparsata di pochi minuti, in quelli del vero padre di Superman Jor-El. Brando ottiene 4 milioni di dollari, oltre una percentuale sugli incassi. Un compenso record (per rapporto quantità/prezzo) che resta ancora imbattuto.

Ecco la famosa scena dell’elicottero del film Superman del 1978, in cui l’Uomo d’acciaio-Christopher Reeve salva la sua Lois:

Qui sotto, un estratto della comparsata milionaria di Marlon Brando in Superman del 1978:

Dal film, tuttavia, nasce anche una nuova stella, Christopher Reeve, che rimane indissolubilmente legato al suo personaggio (fino alla tragica morte del 2004) e interpreta l’Uomo d’Acciaio anche nei successivi tre sequel.
Il secondo episodio della saga, Superman II, esce nel 1980 e può essere considerato un’estensione del primo capitolo. Viene infatti realizzato contemporaneamente e la produzione sfrutta anche le medesime apparecchiature per gli effetti visivi. Il cast viene riconfermato praticamente in toto, ad eccezione del costosissimo Marlon Brando e del regista, licenziato a riprese in corso e sostituito dal più giovane Richard Lester. La firma di Richard Donner (che dopo Superman sarà chiamato a dirigere cult come I Goonies o la saga di Arma letale), tuttavia, è ancora riconoscibile nel sequel, per il quale Lester gira solo pochissime sequenze. La sua impronta (altamente criticata per la ricerca di effetti comici gratuiti) è, invece, evidente nel terzo episodio, quello del 1983, considerato un fiasco anche da parte degli attori. A causa dell’insuccesso registrato da Superman III, infatti, nessuno riesce a convincere Reeve a prendere parte al film sulla collega di Krypton, Supergirl del 1984.
Più fortuna, invece, ha un’altra eroina in gonnella, la principessa amazzone di origini divine Wonder Woman (in sostanza la dea della mitologia classica Diana, con superpoteri degni del pianeta Krypton!), che spopola in televisione (dopo un film per il piccolo schermo del 1974) con una serie di 57 episodi che va in onda negli USA dal 1975 al 1979 e che ha ottimi riscontri anche all’estero, anche grazie all’avvenente e statuaria Lynda Carter.

Ecco la giravolta supersonica che garantiva la trasformazione di Wonder Woman nell’omonima serie tv degli anni ’70, con protagonista Lynda Carter:

Nel 2007 anche lei comparirà in Smallville. Nel 1987, infine, si conclude la prima quadrilogia di Superman. Il cambio di rotta e il ritorno alle origini convincono Reeve a rindossare il mantello. Superman IV, diretto da Sidney J. Furie nel 1987, infatti punta tutto sul revival, facendo tornare in gioco anche Lex Luthor-Gene Hackman, con un’evasione dal carcere. Il film, tuttavia, non ottiene i riscontri sperati. >>>AVANTI

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