Venezia 74: Jane Fonda e Robert Redford Leoni d’oro alla carriera

Venezia 74: Jane Fonda e Robert Redford Leoni d’oro alla carriera

Il prossimo 1 settembre i due attori riceveranno il prestigioso riconoscimento prima della proiezione del film fuori concorso Our Souls at Night, prodotto da Netflix

di Matteo Bonassi 17/07/2017
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Jane Fonda e Robert Redford verranno premiati con il Leone d’oro alla carriera nel corso della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica in programma a Venezia dal 30 agosto al 9 settembre. La cerimonia di premiazione è in programma per il prossimo 1 settembre, quando le due star parteciperanno all’anteprima del film fuori concorso Our Souls at Night, produzione Netflix diretta da Ritesh Batra in cui una vedova (Jane Fonda) si presenta al sorpresa al suo vicino di casa – anche lui colpito dalla morte della moglie (Robert Redford) – dopo decenni in cui hanno abitato fianco a fianco senza mai conoscersi veramente.

Alberto Barbera, Direttore del CDA della Biennale di Venezia ha così commentato questa scelta: «Poche star hollywoodiane hanno avuto una vita contraddistinta da atteggiamenti altrettanto risoluti e fieri come quelli esibiti da Jane Fonda nel corso della sua carriera professionale. Un’esistenza segnata da passioni intense, vissute all’insegna dell’indipendenza da ogni forma di conformismo, con una generosità toccante e vulnerabile. Di volta in volta, attivista politica e sociale, sex symbol, scrittrice, icona femminista, produttrice, profeta dell’esercizio fisico, ma soprattutto attrice di straordinario successo e non comune talento, Jane Fonda è tra le maggiori protagoniste della scena cinematografica contemporanea. Il Leone d’oro alla carriera è il tributo doveroso all’impegno personale e alle brillanti qualità di un’interprete che ha saputo dar vita a personaggi indimenticabili, controversi e disparati, dando prova di un’incessante capacità di reinventarsi, pur rimanendo fedele a se stessa, ai propri valori, al proprio indiscusso talento d’artista. Attore, regista, produttore, ambientalista, ispiratore e fondatore di quel brillante esperimento cinematografico chiamato Sundance: sia di fronte che dietro alla macchina da presa, sia quando ha difeso la causa del cinema indipendente o quella del nostro pianeta, Robert Redford ci ha accompagnato attraverso cinquant’anni di storia americana con una combinazione di rigore, intelligenza e grazia che resta insuperabile. Piuttosto riluttante a ricoprire il ruolo di star, sin dagli inizi della carriera Redford ha utilizzato il proprio talento e il successo per realizzare film su tematiche a lui care e aprire la strada ad altri registi indipendenti al pari di sé. Attore istintivo e allo stesso tempo riflessivo, dotato di una scrupolosa attenzione per il dettaglio, come regista Redford ha dimostrato di essere un eccezionale narratore. La sua dedizione ai personaggi e alle storie è andata di pari passo con l’impegno e la passione per la complessa bellezza e per i valori del nostro mondo in continua evoluzione».

Dopo aver destato non poche polemiche durante lo scorso Festival di Cannes, nel quale Netflix è stato uno egli argomenti più caldi con due titoli di propria produzione in concorso (Okja e The Meyerowitz Stories), pare quindi che, anche a Venezia, la piattaforma in streaming di Ted Sarandos tornerà a essere protagonista nonostante sia ancora aperta la diatriba relativa alla fruizione on demand a dispetto del grande schermo.

 

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