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Lost: perché è un capolavoro – «Let it go»

Fabio Guaglione - 26/05/2010
Lost: perché è un capolavoro – «Let it go»

Fabio Guaglione, il regista del duo Fabio & Fabio che ha realizzato i cortometraggi premiati in tutto il mondo Afterville, Silver Rope ed Eden, da grande appassionato condivide con i lettori di Best Movie un’approfondita analisi sul serial che ha rivoluzionato il genere, Lost.

(segue da) Perché alcuni sono rimasti delusi? Beh, alcuni perché guardavano le puntate di Lost cercando meramente le risposte ai misteri, il che significa che non stavano seguendo la storia. La vera storia di Lost, e non il suo background. Stavano guardando la scatola senza capire che c’era un contenuto. Ma il vero punto è un altro. Credo che ogni giudizio sia profondamente influenzato dalle aspettative. Se andiamo al cinema a vedere un film da cui non ci aspettiamo niente, e il film, pur essendo semplicemente sufficiente, ci sorprende positivamente, il nostro giudizio sarà molto buono. Se invece speriamo di vedere un capolavoro e il film non si rivela soddisfacente, saremo feroci nel criticarlo. Ecco, Lost ha probabilmente creato la più grossa aspettativa nella storia delle aspettative e questo sin dall’episodio pilota. Ognuno si era fatto una propria idea sulla storia e su come avrebbe voluto che andasse, e questo ha reso molto difficile soddisfare tutti quanti. Gli autori, dando forma a Lost puntata dopo puntata, hanno dovuto combattere contro un potentissimo antagonista: l’immaginazione senza limiti di ogni singolo spettatore.

A coloro che non hanno gradito il finale perché non era ciò che si aspettavano, dico: non pensate a quello che poteva essere o che avreste voluto. Cercate di capire cosa è stato, perché non potete cambiarlo. Dategli un senso e poi lasciatelo andare. Let it go.

Io ho provato a spiegare perché Lost è un capolavoro ma cercare di spiegare Lost è semplicemente riduttivo. Lost va visto. Neanche, va vissuto.

E allora… ci vediamo in un’altra vita, fratelli.

See ya in another life, brothas. (torna all’inizio)

Lo speciale continua, diviso in capitoli:

Le lacrime

Gli ultimi minuti

«Un messaggio semplice»

La teoria spirituale

La teoria scientifica

I punti forti

Il linguaggio

I personaggi

Il binomio fede e scienza

I misteri

Una mania collettiva

L’utilizzo dei media

«Let it go»


Leggi lo speciale Lost: perché NON è un capolavoro


Inoltre, per conoscere tutto di Lost:

Guarda il video delle domande irrisolte
Guarda la classifica delle scene cult
Leggi il finaledi lost.
Scrivi il tuo finale alternativo.
Guarda la photogallery di Lost
Guarda i video dei fan
Leggi la guida a Lost

7 commenti per “Lost: perché è un capolavoro – «Let it go»”

  • ciusty scrive:

    e porca miseriaccia il sito mi ha tagliato la frase di ben che avevo scritto :( praticamente volevo solo sbeffeggiare il suo modo di gestire i rivali dell’isola , ogni volta che ha in pugno i nostri protagonisti riesce sempre a farseli sfuggire , può chiuderli ovunque potrebbe farli fuori quando vorrebbe (come + volte consigliano i suoi sottoposti) ma niente lui li vuole prigionieri pur nonostante le continue perdite d uomini che i losties gli causano , il risultato è sempre lo stesso, i losties scappano e lui prende mazzate in faccia lol un grande nn cè che dire t adoro BEn

  • ciusty scrive:

    wella fabietto , stavo sfogliando Best Movie di mia madre e vedo un articolo di Lost che parlava di te e quindi ho voluto capire perchè Lost è un capolavoro , oddio nn c’erà bisogno di farmelo capire anche perchè per quanto nn l’abbia disdegnato nn penso di innalzarlo a capolavoro neanche se lo rivedessi 100 volte di fila . io ero scettico lo sà bene anche Andrea che me lo consigliava ma ogni volta gli dicevo che avevo seri dubbi , cmq poi mi son fatto forza ho detto ” se cosi tanta gente lo guarda qualcosa vorrà dire ^^” e quindi me lo sono pappato in 2 mesi coi noti metodi che tutti sappiamo bauhauuah lol vabbè cmq posso dirti che fino alla terza stagione dove si impazziva x sto conto alla rovescia l’ho davvero seguito con grande interesse ma poi x me si è perso .. ma tanto ma tanto diventando una minestra piena zeppa di tanti elementi che passano dal assurdo al ridicolo fino a scadere quasi nell + irritabile senso di Deja Vù un crescendo di cose e situazioni che si ripropongono gente che punta fucili e sbuca dal nulla dalla giungla (quasi fosse un giardino sta giungla ) , fantasmi , osessioni , i tradimenti con il solito amico che poi diventa nemico e viceversa , personaggi marginali ma nn troppo che poi muoiono come dei pirla , un Ben che mi spiazza passando dal <> che poi dalla quarta si mostra quasi un provetto killer a sangue freddo in grado anche di battersela a colpi di kung fù con Sayid lol , e via via anche i viaggi temporali (apprezzabile quello nel passato della Dharma anche per scusante x mostrarci vari retroscena , ma che poi con quella ruota-teletrasporto che rimette le cose a posto , mi da quel senso di cazzata immonda che mi lascia davvero con l’amaro in bocca , soggettiva la cosa chiaro ) e via via tantissime altre cose o situazioni , molti sono rimasti delusi dal finale , x me è stata proprio la sesta stagione a nn dirmi nulla a nn trasmettermi emozioni che ormai erano sparite già dalla 5° in avanti l’assurdo e che sentivo molti dire che la 4° era insignificante tanto da poterla tralasciare io quasi ho apprezzato + la 4°(sopratutto grazie al bravissimo Jeremy Davies ) tanto criticata , che quest’ultima nn so quante volte ho sbadigliato guardandomi la sesta stagione , mi è venuto + volte naturale alle 3 del pomeriggio visionandola , si potrebbe dire che forse nn era il mio genere ma nn ci giurerei visto che a distanza di quasi 20 anni io ancora mi emozioni e mi elettrizzo guardando quel capolavoro (almeno x il sottoscritto ) del mistero che prende il nome di Twin Peaks , a ognuno il proprio capolavoro :) ciaoo

  • antigasmask scrive:

    caro fabio,
    assolutamente diamoci del tu.
    mi fa molto piacere la tua risposta, se lo vorrai io preferirei continuare la discussione in privato. la mia mail è no.gas@libero.it.
    in caso contrario possiamo continuare tranquillamente qui. fammi sapere

  • fabio_G scrive:

    Gentile Giovanni (ci diamo del tu?),
    innanzitutto grazie per l’interesse con cui segui le nostre opere. Stiamo lavorando a diversi progetti e presto ci saranno delle novità.. Continua a seguirci!

    Purtroppo pecco nel non aver visto molto materiale riguardo “The Shield” o “Six Feet Under”.
    Da quello che ho visto, le cose mi sembrano esattamente come le descrivi… ovvero: in questi due serial, dall’approccio più drammatico e realistico, meno pop – se vogliamo – , sono caratterizzati personaggi più tridimensionali, più umani.
    Ok.
    Ma qui probabilmente si va incontro anche al format che in qualche modo “imprigiona” e di fatto contribuisce a delineare un’opera.
    Un’opera non è solo un’idea, e va giudicata anche per ciò che è.
    Molti dicono che The Matrix sia un capolavoro, ad esempio. Ok, ma uno potrebbe smontarlo in due minuti deridendo tutto quell’inutile kung fu o quegli occhiali da sole alla moda. Ma The Matrix è un film commerciale, non si scappa. E’ quello il suo format. Nell’ambito di un format di un certo tipo, gli autori hanno saputo costruire una vicenda in maniera molto salda, inserendo spunti filosofofici altissimi integrati nella trama, dalla natura prettamente pop. In quanto film d’entertainment di fantascienza, Matrix è un capolavoro. Se si dicesse che Matrix non è un capolavoro perchè non tratta gli argomenti o i personaggi in maniera analoga a film di Kubrick o Tarkovskij, sarebbe un’affermazione poco ragionevole…
    Venendo a noi, Lost è di fatto un serial pop di intrattenimento, sostanzialmente drama con innesti di sci fi e mistery.
    Per quello che ha potuto fare in relazione al suo format, è senz’altro una delle serie maggiormente character driven che si ricordi nella storia della tv.
    I personaggi possono finalmente fuggire dall’isola…ma Locke fa esplodere il sottomarino. E’ un esempio classico che, quando lo vidi, mi fece dire “questi autori giocano pesante. Sono questi personaggi a fare il plot, e non viceversa…”
    Ci sono serial, come the shield, in cui questa introspezione psicologica è maggiore? Sicuro, nessuno dice il contrario.
    Lost è un capolavoro in quanto ha saputo inserire una connotazione altissima di character driven all’interno del suo format pop sci fi/mistery…senza precedenti.
    Lost è un capolavoro in quanto il character driven-factor è uno degli elementi che costituisce il tutto. Lost è un capolavoro grazie alla totalità degli elementi che lo compongono, non al fatto che i singoli elementi siamo il rispettivo top esistente.

    Riguardo la compattezza narrativa… parzialmente ti do ragione. Nel senso che oggettivamente credo che gli autori non si siano giocati in maniera impeccabile la gestione della totalità del materiale narrativo, specialmente nelle ultime due serie, e specialmente nella sesta. E’ un difetto, secondo me ci sta, anche considerando il “mostro” che avevano creato (non in termini di storia, ma in termini di pressioni/aspettative).
    Detto questo.. a bilanciare la tua critica, io butto questa carta sul tavolo: il finale costituisce di fatto un enorme ribaltone. E’ spiazzante e anticonvenzionale, in quanto dà un calcio in culo a tutti gli elementi secondari delle sottotrame (sfavorendo quindi la compattezza globale), focalizzando il finale sui personaggi e sul senso ultimo della storia raccontata (non lasciando niente in sospeso però, come molti gli accusano di fare). Semplicemente rivoluzionario. Pochi avevano osato tanto, tra cui Evangelion…

    Con una differenza sostanziale. Pochissimi hanno gradito il finale originale di Evangelion, mentre una schiacciante maggioranza ha gradito il finale di Lost. Magari non ha gradito la serie alla fine dei 6 anni, ma ha gradito il finale (sondaggi e dati alla mano, checchè ne dica chiunque).

    Argomento Eva.
    Il tutto è dichiarato sin dall’inizio…sì. L’intento era chiaro nella mente dell’autore…sì.
    Mi chiedo però perchè questo non accada in Lost. Sin dalla prima puntata è chiaro che quella non è “solo un’isola”. Ci sono già creature e misteri fin dal pilota.
    E…tematicamente, credo fosse altrettanto chiaro cosa avessero in mente gli autori. Talmente chiaro che molti sostengono che l’idea originaria degli autori fosse che l’isola stessa fosse quella specie di purgatorio che poi abbiamo scoperto essere la Alt.Reality…ma poi, “scoperti” subito dopo il pilota dalle teorie dei fan, gli autori avrebbero cambiato le carte in tavola nel corso degli anni.
    Hanno allungato la brodaglia? Sì, forse sì. Ma la consapevolezza era chiarissima fin dall’inizio. Dei tipi precipitati su un’isola sono ora persi, il loro passato non conta più, e qui hanno l’occasione per redimersi da ciò che si portano dentro nella loro vita precedente. Lost.

    Le risposte ai misteri.. beh…Onestamente, senza entrare nel dettaglio… oggettivamente, dai, credo che se Lost dà il 70% di risposte chiare, e il 30% è interpretabile… beh, su Evangelion siamo decisamente ad un inverso 30% – 70%. Dire che è ermetico è poco… fino ad arrivare a eventi TOTALMENTE INCOMPRENSIBILI per chiunque, come il Third Impact, le volontà delle fazioni in gioco, le cause e le conseguenze, ecc…

    Qualità di regia, montaggio, ecc… anche qui, abbiamo a che fare con i formati.
    Un tipo di montaggio e di inquadrature “alla Evangelion” sarebbe difficilmente proponibile ad un pubblico occidentale, soprattutto americano. E’ un linguaggio semplicemente diverso.
    Più alto? Forse.
    Ma Lost è un serial prodotto negli Usa, con un linguaggio Occidentale… Dobbiamo fare i conti con questo, non possiamo ignorarlo.
    E calcoliamo anche che molte persone vomitano di fronte alla fattura di Evangelion, poichè non riescono a seguirlo, a concepirlo, a tratti lo trovano ridicolo (monologhi filosofeggianti solo per filosofeggiare, deformazioni comiche manga, ecc…)
    Io personalmente li ritengo due capolavori, di egual caratura ma di diversa fattura, proprio perchè sono di diverso linguaggio.

    Detto questo… sono impressionanti le similitudini (ad esempio, i flashback muti dei “risvegli” nel finale di Lost, sono motlo simili ai flashback muti del linguaggio di Eva…)
    Se posso permettermi, inoltre, pur amando smodatamente Evangelion, ritengo che (almeno) la conclusione di Lost sia stata resa in maniera molto, molto migliore. PIù chiara, più comprensibile, più epica, più emozionante.
    O vogliamo farci piacere Shinji e tutti gli altri personaggi su un pianetino che applaudono e gli sorridono?
    E’ simbolico, ok… “il mondo che si è creato shinji”.. ma a livello di messa in scena, credo possa quanto meno lasciare interdetti. No?
    Mentre credo che anche il modo in cui siano stati girati, montati e musicati gli ultimi dieci minuti di Lost siano di altissima, altissima scuola.

    La visione delle cose in Lost credo sia tutt’altro che semplicistica. Lo è apparentemente. Per ulteriori analisi, ad esempio, sul binomio scienza-fede, ti rimando ai commenti di questa pagina… http://www.bestmovie.it/no-flusso/lost-perche-e-un-capolavoro-la-teoria-scientifica/35517/comment-page-1/#comment-3251
    un Serial in grado anche solo di poter suscitare questi pensieri in milioni di persone in tutto il mondo, non può che essere classificato come opera d’arte.

    Il fatto è che, bisogna scontrarsi col fatto che, spesso nella storia, le opere sono anche opere commerciali, e devono trovare un modo, un linguaggio, per essere vendute. La gestione del materiale nella sua totalità, ripeto, può essere imputabile di qualche piccolo peccato.
    Ma dire che i misteri sono stati “accumulati alla rinfusa”, ad esempio, è una critica che spesso leggo, ma mai supportata da motivazione adeguata.
    E quando c’è, è fortemente attacabile. Cose come “va beh, ma la Dharma allora a cosa serviva? Non si è capito niente, e non è servita neanche alla storia sull’isola…”
    Contestazioni come queste possono essere semplicemente disintegrate argomentando approfonditamente sia a livello di intreccio narrativo, che a livello concettuale e tematico, e al fottuto livello delle risposte dei misteri…

    Siamo così sicuri che in Lost sia stato importante il percorso e non l’arrivo?

    Poi, vorrei ribadire che il punto fondamentale del mio articolo è che Lost è un capolavoro, non che Lost deve piacere a tutti…

  • DEN_3300 scrive:

    Io sono completamente d’accordo con Fabio, un’analisi completa e coerente!

  • antigasmask scrive:

    mi trovo in profondo disaccordo con fabio guaglione, artista che stimo e seguo con interesse da anni. ma molti dei punti citati da lui non sono certo meriti della serie, ma spesso sono demeriti.
    fabio parla di serie charachter driven, ma esistono serie davvero incentrate sui personaggi, con caratterizazioni migliori, più profonde, ricerche ed evoluzioni vere e non puntante a un manicheismo macchiettistico. serie quali “six feet under” o “the shield” mostrano uomini e donne veri, tridimensionali, per cui le storie di ciascuno sono davvero storie interessanti e vere. lo stesso “the shield” non risente di quello che molti fan di “lost” hanno ritenuto essere un problema, cioè la lunghezza. “the shield” in 7 stagioni ha mantenuto una compattezza narrativa davvero impeccabile, sceneggiature perfette come orologi, mai prevedibile, mai gettate a caso, ma sempre ponderate e studiate. è stato davvero un serial dove gli avvenimenti della prima puntata hanno influito fino all’ultimo, dove ogni avvenimento non era solo un corollario, ma essendo “vita vera” influiva sulle storie dei personaggi.
    l’autore cita anche “neon genesis evangelion” serie animata densa di misteri e di analisi metafisiche. ma eva è un prodotto di tutt’altra pasta. sceneggiato in maniera incredibile, girato e montato come pochissime cose al mondo (sarebbe una serie da mostrare alle scuole di cinema), dimostra fin dalla prima inquadratura cosa vuole raccontare e che la storia degli angeli è un corollario metafisico a una analisi metafisica in sè, che il punto d’arrivo e il percorso era chiaro fino all’ultimo dettaglio all’autore (nonostante i problemi produttivi), che le risposte ai misteri l’autore le ha fornite, non lasciandole in mano agli spettatori. le interpretazioni sono consentite, ma deve esserci chiarezza da parte degli autori. chiarezza che non c’è stata perchè ne mancava la consapevolezza, consapevolezza mancante fin dall’inizio del serial. senza contare che eva riesce a dire ciò che vuole dire in 12 ore dense e visivamente sublimi, lost lo fa, arrancando, in oltre 80 ore. ben recitate, certo, ma un serial non è solo la recitazione.
    io non chiedo che certe cose vadano per forza spiegate. ma non accetto la totale autointerpretazione da parte dello spettatore. la metafisica non ha bisogno di essere sempre spiegata, ma di essere almeno resa intuibile. come “lost highway” di lynch, o “ricomincio da capo”. i misteri non vengono spiegati, ma non è davvero necessario.
    sono spiacente, l’impressione che da “lost” è proprio quella (come in “alias” prima di lui) di idee confuse e misteri accumulati alla rinfusa per trattenere l’attenzione del pubblico, ma senza un idea di dove si sarebbe andati a parare se non una banalissima analisi manicheista del mondo (bianco/nero, spesso perduta; bene/male, spirituale/scientifico).
    l’arrivo non è importante, è importante il percorso? non so, ma se il percorso arranca noiosamente e il finale non mozza il fiato, come un paesaggio di montagla, allora è un viaggio inutile.
    mi scuso per l’eccessiva lunghezza, mi tengo a disposizione del signor guaglione per chiarimenti su passaggi da me poco approfonditi

    cordiali saluti
    giovanni ficetola

  • luca scrive:

    Non c’era modo più bello ed interessante di spiegare un’ opera monumentale, enigmatica e poetica quale è Lost.
    Sono semplicemente daccordo con l’analisi di Guaglione. L’amaro in bocca un pò lo lascia, ma lo fa solo per quanto riguarda la semplicità con la quale il più grande ed emozionante serial degli ultimi dieci anni finisce. Chi lo ha seguito con il cuore e la testa, e non soltanto per puro svago, può comprendere.
    Io ne sono rimasto affascinato da subito, sia per i protagonisti( i miei prefeirti sono stati sempre Locke, Ben e Desmond), sia per la narrazione e la scenografia.
    Il finale è emozionante(lacrime anche per me)e indimenticabile.
    SEMPLICEMENTE GRAZIE LOST.

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