Ormai siamo abituati che esca nelle nostre sale un film horror. Questo week-end è toccato alla pellicola “La Madre” opera prima diretta da Andres Muschietti, tracco da un suo cortometraggio di tre minuti, che anni fa ha inviato a Guillermo del Toro, che ne è rimasto incantato, tanto da trarne un lungometraggio.
Due bambine, Lilly e Victoria vengono ritrovate in miserabili condizioni in una dimora parecchio fatiscente nel bel mezzo di una foresta, abbandonate cinque anni prima dal padre, assassino per follia della moglie e del socio. Le due bambine vengono affidate alle cure dello zio Lucas e della compagna Annabel. Quest’ultima giungerà ad una conclusione: con le bambine c’è una presenza, con cui loro parlano. Chi è? Cosa vuole da loro?
La Madre, campione di incassi in USA, è il classico horror, ben interpretato e che regala anche qualche bel sobbalzo sulla sedia, con belle ambientazioni gotiche che aumentano il tasso di tensione dello spettatore. Tutto questo funziona a meraviglia, ma il vero problema del film è lo script e come è stato concepito. La sceneggiatura, ripetitiva nella prima parte, e confusionaria nella seconda, guasta tutti i punti di forza del film, la cui parte peggiore è proprio il finale nel quale vengono assemblati più avvenimenti, inoltre dove, sono presenti pessimi effetti speciali, mal sfruttati e del tutto duperflui. La pellicola offriva alcuni spunti molto originali (il rapporto tra genitori, l’affetto della madre, i legami famigliari, la possessione dei figli), per niente sfruttati, lasciati lì al vento nel bel mezzo di un film di cui una buona metà poteva essere tagliata. Il film si salva solo per le scenografie e per le protagoniste, una Jessica Chastain in gran forma, totalmente a suo agio nel film eper le due bambine, che pur non avendo esprienze precedenti in ambito cinematografico sono riuscite a regalarci due inquietanti e terrificanti performance.

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