I Puffi – Viaggio nella foresta segreta

I Puffi – Viaggio nella foresta segreta

di Karin Ebnet 06/04/2017
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Per rilanciare il brand dei Puffi Sony Pictures Animation nel 2011 ha realizzato il primo lungometraggio che riportava al cinema i buffi omini blu conosciuti nell’infanzia grazie alla serie tv e alla sigla cantata da Cristina D’Avena. Il film era un mix tra live-action e computer grafica con i Puffi che gironzolavano per New York. Fu un successo. La novità aveva fatto breccia nella curiosità degli spettatori e in tanti si erano fiondati in sala per ritrovare i piccoli amici di una volta. Due anni dopo invece il sequel, ambientato sempre nel mondo degli umani, non ha ottenuto lo stesso successo, sintomo di un rilancio che stava già perdendo colpi. Cosa fare per riaccendere la sbiadita fiamma?

La risposta è stata di ritornare all’animazione tout court realizzando un terzo film interamente in computer grafica. Niente umani a distrarre i Puffi, questa volta a dare loro filo da torcere c’è soltanto Gargamella, il suo fido gatto Birba e Monty, la new entry del malvagio team, un rapace molto stupido e spelacchiato. E ad attenderli un’avventura fantasiosa e colorata che rende omaggio ad alcuni grandi film della storia del cinema.

Addio anche al regista Raja Gosnell, questa volta era necessario mettere al timone del film qualcuno che avesse lo spirito perfetto per ridare slancio al brand e infondere il giusto humor. La scelta è caduta su Kelly Asbury, già dietro al successo di Shrek 2, Spirit cavallo selvaggio e Gnomeo e Giulietta, che ha restituito ai Puffi la forma originaria, quella creata da Peyo nel lontano 1958. Non solo il tratto dei Puffi richiama i disegni del fumettista belga, ma tutto il film è infarcito di ottimismo, leggerezza e spontaneità, proprio come lo erano le strisce di una volta.

Un ritorno alle origini, ma con un look completamente rinnovato e rimodernato. Un po’ come è successo ai Peanuts soltanto un paio di anni fa. L’animazione da questo punto di vista è sorprendente. Sia per quanto riguarda i Puffi (i vestiti sono impressionanti e richiamano una grande cura del dettaglio) sia per la foresta segreta, il luogo proibito dove si svolge gran parte di questa avventura e che ricorda tanto il mondo di Pandora di James Cameron (il fiume che sfida le leggi di gravità è meraviglioso).

I Puffi questa volta infatti scoprono di non essere soli e che in un luogo oscuro e misterioso a pochi passi dal villaggio esistono esseri simili a loro. E Gargamella è intenzionato a catturarli. Urge allora la formazione di una squadra speciale per correre ad avvertirli, formata da Forzuto, Tontolone, Quattrocchi e Puffetta. Ed è proprio quest’ultima la vera protagonista del film, più della visionaria e fantasiosa Foresta Proibita, più delle nuove creature da scoprire. Tutto ruota attorno a lei ed è il suo stesso esistere a dare il via alla storia.

In un villaggio in cui ogni Puffo ha un nome che lo identifica con quello che sa fare, il termine Puffetta che significato ha? Brontolone Borbotta, Pasticciere cucina, Agricoltore coltiva le piante, Tontolone combina pasticci e così via. C’è persino un Puffo che passa tutto il giorno a mordere i tavoli… Lei invece cosa sa fare? Non sa cucinare, non è un’inventrice e non è brava nemmeno a borbottare. Ma allora chi è Puffetta? Questo film dà una risposta a questa domanda e ci mostra l’anima del personaggio al di là del pezzo di argilla con cui è stata creata da Gargamella, che ancora si ostina a farsi chiamare papà.

Il film di Kelly Asbury infatti affronta una tematica importantissima e spiega ai bambini che ognuno può essere quello che vuole al di là di chi siano i propri genitori. Viaggio nella foresta segreta è anche per questo un film di una straordinaria potenza allegorica. Allegro, ingenuo, divertente, commovente, e visivamente spettacolare usa perfettamente sceneggiatura, animazione e musica per dare allo spettatore non soltanto una semplice visione ma una vera e propria esperienza visiva. Dove non mancano trovate geniali come il puffo selfie o i conigli fluorescenti.

La colonna sonora del film, dove sono presenti hit come Blue (Da Ba Dee) o I’m a Lady, è arricchita dalla nuova sigla dei Puffi cantata da Cristina D’Avena (che dà voce anche al nuovo personaggio di Mirtilla). Bisogna solo avere un po’ di pazienza però, si può ascoltare soltanto sugli ultimi tratti dei titoli di coda e ha il compito di introdurre una scena finale post credits che se avete troppa fretta di indossare i cappotti perderete sicuramente.

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