Rock of Ages

la recensione di Giorgio Viaro

Prendete Mamma Mia, sostituite gli Abba con Bon Jovi e i Guns n’ Roses, le spiagge della Grecia con un fumoso rock-club di Los Angeles, e Tom Cruise vestito di pelle e bandana alle camicione di lino di Meryl Streep: ecco qua Rock of Ages. Che racconta la storia di una ragazza piena di speranze (Julianne Hough) piombata a Hollywood in cerca di fortuna e ritrovatasi a fare la cameriera in un covo di metallari, gestito da una coppia di impresari capelloni e omosessuali (Alec Baldwin e Russell Brand). Diventerà la ragazza (e la musa) di un talento in erba, e la testimone della nuova vita di Stacee Jaxx (Tom Cruise), idolo delle folle come frontman degl Arsenal all’alba di una carriera da solista. Nel frattempo il sindaco e sua moglie (Brian Cranston e Catherine Zeta-Jones), moralizzatori rock-fobici, cercano di far chiudere il locale dove Jaxx ha debuttato. Ma non è l’unica minaccia, e nemmeno la peggiore: il mondo della discografia sta per buttarsi sul pop delle boy band…

Hollywood ritenta la strada del musical, puntando stavolta su uno show teatrale del 2005 (ma sbarcato a Broadway solo nel 2009). La formula, tradizionale, è quella dell’alternanza di scene dialogate e scene cantate, con le canzoni utilizzate in funzione narrativa, tanto che nella versione italiana vengono sottotitolate (non sempre, non tutte). Il piacere, che sarà particolarmente intenso per la generazione dei trenta-quarantenni – adolescenti all’”epoca dei fatti” – è tutto nel riconoscimento dei pezzi che hanno fatto la storia del rock anni ’80: si va da Paradise City a Wanted Dead or Alive, passando per More Than a Word e Can’t Fight This Feeling, in un tripudio di acconciature ipertrofiche, cocktail con l’ombrellino, giacche con le spalle imbottite e vinili da collezione.

Il cuore del film, comunque, è proprio Tom Cruise. Il suo Stacey Jaxx, una sorta di incrocio tra Axl Rose e Jon Bon Jovi – laconica e tatuatissima rock star con un proprio codice deontologico e un babbuino pazzo per compare – tiene in piedi il film in mezzo a una valanga di macchiette e sottotrame in deficit di personalità, e le cose migliori vengono dai suoi duetti con il perfido manager interpretato da un grande Paul Giamatti e da quelli con la giornalista di Rolling Stones (Malin Akerman) Constance, che prima lo distrugge sulle pagine della rivista e poi lo seduce. L’entrata in scena di Jaxx, coperto di donne e teschi in un camerino trasformato in foresta pluviale, dà la misura del personaggio. Il resto è ottima routine.

Guarda il trailer e leggi la trama del film

Mi piace
L’idea di un musical tradizionale dedicato al rock anni ’80 è vincente.

Non mi piace
Le sottotrame – quella dei due ragazzi e quella del sindaco e sua moglie – sono pretesti inconsistenti.

Consigliato a chi
Troppo facile: ai nostalgici del rock anni ’80

Voto
: 3/5

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