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3D story: gli esordi

Un piccolo viaggio alla scoperta della terza dimensione, dai primi tentativi ai probabili scenari futuri
Valerio Pardi - 30/08/2010
3D story: gli esordi

Il 3D ha riportato migliaia di italiani nelle sale cinematografiche, innescato veri fenomeni mediatici e un vivace interesse. Ora arriva tra le mura domestiche. Vi proponiamo un viaggio a 360°, tra storia, ultime tappe, punti di vista e prodotti. Lo speciale è stato pubblicato sul numero di maggio 2010 di TRADE CONSUMER ELECTRONICS, mensile specializzato di Editoriale Duesse.

Il 3D si è dimostrato da sempre un naturale bisogno dell’uomo per la rappresentazione su superfici bidimensionali (un foglio, una fotografia o uno schermo di un video) di elementi che in natura hanno un’estensione su tre piani. I primi esperimenti più rappresentativi di questa innata ricerca risalgono addirittura a inizio ‘800; il tutto pare ebbe origine nel 1838 con un’invenzione dell’inglese Charles Wheatstone che consentiva di utilizzare una coppia di disegni per generare una visione tridimensionale tramite un sofisticato sistema di riflessione composto da prismi e specchi. In quel momento la febbre per il 3D nasce e i principali pionieri delle arti visive si ingegnarono per trovare una soluzione comoda ed immediata per la visualizzazione della terza dimensione. Tra questi figura anche David Brewster, più noto per essere stato il padre del caleidoscopio. Il suo stereoscopio venne costruito e commercializzato in America e in Europa. Nel frattempo anche la fotografia non si potè sottrarre a questo periodo di sperimentazione verso il 3D. Nacquero così bizzarri sistemi per visionare coppie di stampe simultaneamente in grado di riprodurne la profondità. Ma il vero boom internazionale lo si ha nel 1938, quando William Gruber inventa il visore View-Master per la visione stereoscopica. Si tratta di un visore costituito da due oculari appaiati che ingrandiscono una coppia di diapositive, consentendo così una visione tridimensionale dell’immagine raffigurata. Le coppie di diapositive venivano alloggiate in un telaietto circolare che rendeva la fruizione facile e intuitiva. Il successo fu tale che negli anni ‘50 riuscì a ottenere anche i diritti per la riproduzione di immagini tratte dai cartoni animati di Walt Disney e lo stesso esercito americano utilizzò tale dispositivo per l’addestramento dei propri piloti. Si arrivò così a vendere qualcosa come 100 milioni di visori e oltre 1 miliardo di dischetti di slide. Nel mondo del cinema, dopo qualche tentativo all’inizio del XX secolo, si può parlare di primo film in 3D con The power of love del 1922, una pellicola andata però perduta. Occorre aspettare gli anni ‘50 per avere il vero boom di film 3D, in concomitanza con la diffusione dei visori stereoscopici per le diapositive. Si tratta di una moda prevalentemente americana e il cui film Il mostro della laguna nera del 1954 (nella foto, un frame del film) è un valido rappresentante del genere. Arriviamo agli anni ‘80 quando viene lanciato il film Squalo 3 in 3D, con Dennis Quaid, ma le tecnologie non sono ancora pronte a supportare un successo di massa dei film in 3D. E così arriviamo a oggi quando i vecchi sistemi ad anaglifi, che utilizzano lenti colorate, sono sostituiti prima da lenti polarizzate e da occhiali attivi con Lcd al posto delle lenti in grado di sincronizzarsi con il refresh delle immagini proiettate a schermo. Un tale supporto tecnologico ha permesso di far rivivere una seconda giovinezza a una tipologia di visione che in passato non è mai riuscita ad affermarsi definitivamente. Il tutto culmina qualche mese fa con il lancio del film Avatar, una dimostrazione concreta – e di successo! – delle potenzialità tecniche offerte dal cinema moderno. Facciamo però un piccolo passo indietro, perché il 3D non è rimasto confinato ad aspetti video-ludici, tutt’altro. Già nel 1969 gli astronauti portarono una macchina fotografica 3D nello spazio per analizzare i rilievi lunari. Nell’aprile del 2007 gli scienziati del Goddard Space Flight Center della Nasa annunciano che per la prima volta, grazie alla messa in orbita dei satelliti Solari TErrestrial RElations Observatory (STEREO), sono in grado di osservare le strutture dell’atmosfera del sole in tre dimensioni. (Continua)

Lo speciale prosegue con altri due capitoli:

3D story: la tecnologia di oggi

3D story: la tecnologia del futuro è come Star Trek


Leggi il nostro speciale:

3D, la storia in pillole: Dagli esperimenti degli anni Quaranta alla nouvelle vague di Polar Express e Avatar. Un viaggio nella terza dimensione, tra chicche, cult e curiosità e clip da gustare in vero 3D!

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