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Dark Resurrection, il casting – parte 2

Il regista del film ci presenta i protagonisti del Volume 2 e ci spiega quali sono stati i criteri per la scelta degli attori. Nel cast anche Fausto Brizzi
Angelo Licata - 09/07/2010
Dark Resurrection, il casting – parte 2

Capitolo 3 del Diario dal set di Dark Resurrection Volume 2, il secondo capitolo della saga realizzata da un gruppo di fan italiani di Star Wars. Ogni settimana in esclusiva per i lettori di Best Movie gli aggiornamenti del regista Angelo Licata riguardo alla lavorazione del “Guerre Stellari made in Italy”.

Entrammo nella hall dell’Ariston di Sanremo con un po’ di apprensione, la sala era colma! Da tutta Italia erano giunti appassionati pronti a cimentarsi con spada laser improvvisata, costumi artigianali, coreografie e molto altro! Ho sempre saputo quanto è delicato un casting, ma in tutta sincerità non potevo aspettarmi quello che da li a poco avrei visto.

Quello che cercavamo era una serie di personaggi che avrebbero animato il mondo dietro agli attori protagonisti, ma mancava all’appello ancora un attore protaginista. Thor, l’apprendista di Sorran doveva avere caratteristiche molto particolari. Essere giovane, affascinante, bravo nella recitazione e avere contemporaneamente doti atletiche per dover limitare al minimo l’uso di controfigure e stuntman.

Per ore ascoltammo e osservammo con attenzione moltissimi aspiranti attori. Inutile dire che fra di loro si nascondeva anche gente di grande talento, ma a volte questo non basta. Avere il giusto aspetto per il personaggio che si deve interpretare è una della cose principali in un casting di questo tipo, si parte da li, quasi sempre almeno, e solo dopo si sondano le capacità dell’attore. Devo assolutamente citare il gruppo di Ludosport, un’associazione sportiva che ha fatto dell’amore per Star Wars una scusa per restare in forma e praticare una nuova forma di scherma. Il Gruppo capitanato da Simone Spreafico è entrato nella stanza del casting con spada laser illuminata alla mano (rigorosamente autocostruita). I Sette, hanno iniziato a combattere seguendo una complicatissima coreografia che sepppur limitata dallo strettissimo spazio ci ha fatto immediatamente capire quanto fossero utili per un film come il nostro. I Ludosport hanno passato il casting ed oltre ad intepretare i biodroidi in alcune sequenze, saranno presenti nel Volume 2.

Poco dopo, fra una signora molto anziana che ricordava vagamente Yoda ed un giovanissimo Dark Punk con manie suicide vediamo entrare nella sala tre ragazzi griffati da una una maglietta identica recante la scritta “Flying Without Fear” tradotto: “ vola senza paura”. I tre di statura molto diversa fra loro, si presentano come un gruppo di stuntman emergenti, dopo l’inchino di rito, estraggono 3 sciabole (VERE) e la paura la fanno venire a noi! In un istante la saletta per il casting si era trasformata in un film di Jet Lee, I FWF volano letteralmente roteando le lame ad una velocità preoccupante, scivando colpi al limite delle possibilità umane, Due di loro rotolano per terra, saltano sulle pareti, chi viene sconfitto viene sbattuto su una parete e si accascia apparentemente privo di vita. Il silenzio regna inreale per molti istanti. Poi all’unisono scatta un applauso scrosciante. Maurizio Zuppa si avvicina a loro, sapeva che avevamo trovato gli stuntman per tutte le scene più complicate, dice una frase che credo gli resterà impressa per sempre: “Ragazzi, siete fuori! Ma siete DENTRO!” Daniele Balconi, Yari Zuffi e Fabio Branca, questi i loro nomi, hanno lasciato la sala urlando per la felicità continuando le loro evoluzioni acrobatiche per le scale che precedevano l’uscita dell’Ariston.

Mancavano ancora poche ore alla fine del casting ed ancora non avevamo trovato il giusto apprendista di Sorran. Dopo il clone di Liam Neeson (Luza Zenari) che accogliamo con gioia fra i figuranti ed una ragazza del posto che letteralmente non riesce ad aprire bocca per l’emozione, vediamo entrare un ragazzo con i capelli molto lunghi, lo sguardo di ghiaccio, il portamento da atleta, si chiama Mattia Stancanelli. Si era costruito una spada per poterci mostrare le sue abilità atletiche, e si era portato un amico con cui aveva preparato una scena. Il giovane inizia un combattimento inframmezzato da un dialogo drammatico, ci mostra quello che sa fare, quando viene colpito sbatte con forza la schiena sul marmo del pavimento incurante del dolore e si rialza con un colpo di reni per finire a parole e con la spada il suo avversario. La voce di Mattia tuona dentro la sala casting. “Non mi avrai mai vivo!”. Lascia tutti a bocca aperta per la credibilità con cui aveva eseguito tutta la scena. Avevamo trovato Thor!

Ma il casting di Dark Resurrection Volume 2 è molto particolare, e non chiuderà fino a a quando il film non sarà finito. Per molte scene ancora non abbiamo i nostri protagonisti. Anche per l’imminente volume 0 stiamo ancora cercando comparse e figurazioni speciali. Si tratta di una sequenza epica che vedrà i tre guardiani di Eron affrontare un esercito di migliaia di agguerriti Daikas.

È ormai tradizione, anche per motivi di costi, che chi partecipa a Dark Resurrection si costruisca con le proprie mani il costume. Iron Ring ha preparato i cartamodelli per permettere a chiunque abbia le capacità e l’aspetto giusto di partecipare, se vi interessa farne parte cliccate qui. Vi aspettiamo numerosi!

L’attore Mattia Stancanelli nel ruolo di Thor

Due concept art dei Daikas a guardia del tempio di Eron

Leggi la prima parte del casting

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andu97 scrive:

non so come lo vedo sto film

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