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specialiLost: perché NON è un capolavoroDopo aver letto lo speciale del regista Fabio Guaglione, un nostro lettore risponde punto per punto con interessanti argomentazioni, infiammando il dibattito sulla serie di J.J. Abrams Alfonso Papa - 09/06/2010 ![]() Alfonso Papa ha frequentato il master biennale in Tecniche della narrazione presso la scuola Holden di Torino. Tra le altre cose ha collaborato con la casa editrice Einaudi in qualità di lettore e ha lavorato su alcuni set cinematografici, tra cui Radiofreccia di Luciano Ligabue e Un amore di Gianluca Tavarelli. Dal 1999 al 2007, prima per l’Associazione Cinema Giovani e poi per il Museo Nazionale del Cinema, si è occupato dell’organizzazione del Torino Film Festival. Attualmente lavora in qualità di production manager per la Film Commission Torino Piemonte. Lo scorso marzo era tra i giurati della manifestazione cinematografica Piemonte Movie 2010. In risposta all’articolo (eccessivamente) entusiasta di Fabio Guaglione (che consiglio caldamente di leggere in generale, ma che è assolutamente necessario leggere per comprendere i punti salienti delle obbiezioni che propongo). Lost ha rappresentato una vera e propria svolta nel panorama della serialità televisiva. Un’indiscutibile ventata di freschezza, una proposta coraggiosa e per molti versi geniale. Ma il suo finale getta un’ombra pesante, retrospettivamente, sull’intero percorso, durato sei anni. Partiamo da un presupposto. Essere in disaccordo non significa necessariamente essere in guerra. Soprattutto in certi ambiti anzi, ascoltare le ragioni dell’altro, provando a comprenderle, rappresenta senza ombra di dubbio un valore. In particolare quando si discute di/sull’arte, ovvero dell’impressione che ognuno di noi, in quanto fruitore, ne ricava, grazie alla propria sensibilità e al proprio background culturale. Trovare punti di incontro e di scontro, argomentare opposti punti di vista, non fa che arricchire di significati l’opera d’arte stessa. Contribuisce ad ampliare quell’apertura di mondo/i che l’opera rappresenta. Quindi, secondo il mio punto di vista, benvengano tutte le opinioni e le tesi (meglio se ben argomentate). Certo, è necessario predisporre la propria mente alla possibilità che le convinzioni che man mano, anche a una certa distanza (dalla visione/lettura), maturiamo, non siano necessariamente la verità assoluta. Altrimenti rischiamo di cadere nella trappola del pregiudizio, piuttosto che avventurarci nel sacrosanto tentativo, di provare a spiegare veramente perché un’opera come la serie televisiva Lost, con tutto il suo corredo extra-televisivo ovvero extra-semplice-messa-in-onda-degli-episodi (la famosa Lost Experience per esempio), abbia affascinato un così grande numero di telespettatori così a lungo e soprattutto perché, dopo il suo finale, abbia invece diviso così tanto. Quando Fabio Guaglione ad esempio, con un’ottima retorica, ma sorvolando su molti nodi (a mio parere) fondamentali e assolutamente necessari per giudicare Lost nel suo insieme (il che ovviamente comprende il suo finale che, anzi, in un’opera di narrativa in generale, è il luogo più importante), dice ad esempio che «basta usare il cervello e collegare ciò che si è visto durante la serie», il suo atteggiamento comincia a preoccuparmi. Nel senso che un campanello d’allarme mi squilla nella testa e mi avverte che non si sta semplicemente proponendo una tesi e soprattutto non si sta cercando un aperto confronto critico. L’analisi di Guaglione appare viziata dalla convinzione preconcetta di aver individuato la chiave di lettura definitiva di Lost, ergo tutti coloro che si oppongono alla sua visione tanto entusiastica (verrebbe da dire, consentitemi, ingenuamente entusiastica), non siano in grado di «usare il cervello». E’ evidente che i rappresentanti della posizone opposta potrebbero, non senza motivate ragioni, pensare esattamente la medesima cosa degli entusiasti. E il circolo vizioso si chiuderebbe perfettamente, oltre che inutilmente. Invece mi pare più utile un confronto aperto, magari la ricerca di una sintesi tra i due opposti punti di vista. Ho l’impressione che la difesa acritica del finale che ci è stato presentato, una difesa quasi senza se e senza ma, abbia radici più viscerali, che puramente ermeneutiche. Se davvero fosse così, mi risulterebbe infatti maggiormente comprensibile l’atteggiamento intellettuale di chi, come Fabio Guaglione, si dichiara entusiasta di Lost nel suo complesso, adducendo un senso di compiutezza, a mio parere invece tutto da dimostrare, e proponendo le proprie argomentazioni con toni che sembrano proprio non ammettere repliche. E’ chiaro infatti: all’amor non si comanda! Io invece, spero in modo razionalmente critico, senza farmi prendere troppo dalle emozioni, vorrei tentare, modestamente, di proporre il punto di vista di chi si sente viceversa (tristemente) deluso dal finale di Lost. Tengo però a precisare che se proprio dovessi dar conto della sensazione con cui mi accingo a farlo, quasta sarebbe assolutamente quella di una frustrante malinconia e di un dispiacere assoluto. Ho amato Lost, la mia fiducia negli autori è stata a lungo quasi cieca. Ecco perché la mia delusione è cocente, proprio perché fondata sulla passione più totale. (continua) Gli altri “capitoli” di Lost: perché NON è un capolavoro Vai allo speciale Lost: perché è un capolavoro. Per conoscere tutto di Lost: Guarda il video delle domande irrisolte 15 commenti per “Lost: perché NON è un capolavoro”![]() Io non penso che Lost sia un capolavoro, ma un capolavoro tra le serie degli ultimi 10 anni sì. Le lacrime Sono totalmente in disaccordo sulla parentesi di Flash Forward. E’ vero magari le basi per questa serie potevamo essere promettenti, però a mio avviso, mancava qualcosa di gran lunga più importante: personaggi di spessore. Se ne salvavano giusto un paio. Gli ultimi minuti Un messaggio semplice La teoria spirituale [Ma se Juliet ha amato Sawyer perché desidera vedersi sposata (divorziata) con Jack?] Riguardo invece la parte su Sayid quoto la frase di Hurley “Penso che tu sia un bravo ragazzo, Sayid. So che molte persone ti hanno detto il contrario. Forse te lo sei sentito dire cosi’ tante volte che hai iniziato a crederci.” La teoria scientifica I punti forti Il linguaggio I personaggi Il binomio fede e scienza Riguardo il resto, io mi definisco Donna di Scienza, anche se nei miei studi universitari mi trovo spesso nella situazione di dover imparare delle cose più per fiducia nel libro che per logica razionale. A volte la scienza sa essere tanto complessa da sembrare assurda. I misteri Una mania collettiva Let it Go Detto questo, le ragioni per cui ho sempre amato Lost, e per le quali continuo a farlo tutt’oggi, considerandolo quasi un capolavoro, sono principalmente legate al fatto che, esattamentee come ora a un mese dalla fine, dà la possibilità ai suoi fan di confrontarsi e mettersi in discussione. Lost avrà pure tutte quelle imperfezioni, però diversamente dalle altre serie in circolazione, porta a ragionare, riflettere, insomma a far funzionare il cervello, pur se su cose che nella maggior parte dei casi non possono essere spiegate razionalmente. Posso capire che la maggior parte della gente che vede la televisione, voglia solo rilassarsi e quindi preferirebbe optare per qualcosa di più “passivo” giusto per passare il tempo, ma vedo l’originalità di Lost proprio in questo e non, chessò, per esempio, nella necessità di fare dei FlashSideways un colpo di scena originale. Concludo con un pensiero che non riguarda solo la tua recensione, ma molte delle “lamentele” sul finale: non si può criticare il finale di Lost e stroncare l’intera serie, per qualcosa in cui ha peccato in tutte le precedenti cinque stagioni, durante le quali ci si è proclamati ammiratori della serie e si è sorvolato su quelle stesse pecche. ![]() Allora, scusatemi, ma il moderatore si è perso qualcosa. ![]() Ciao a tutti! ![]() Scusate se insisto, ma la parolaccia e peggio dell’augurio di morte? ![]() Ciao a tutti! ![]() Una domanda per la meravigliosa Redazione: censurate (giustamente, ripeto) il mio commento perchè contiene un insulto nei confronti di una persona; allora perchè non avete mai “moderato” i commenti (numerosi) in cui AndreaRocky augurava a Robert Pattinson di morire? Non è un insulto come il mio rivolto a J.J.Abrams, ma insomma, neanche quella è una cosa accettabile. Tanto più che, oltre a me, molte altre persone se ne erano lamentate. ![]() Mi è giunta la mail in cui mi avvisate che state per censurare (giustamente) il mio commento. Lo immaginavo, ma non ho resistito alla tentazione di dar sfogo alla mia frustazione. Mi scuso per la volgarità, ma mi viene voglia di concludere con un: ![]() Niente da aggiungere al commento di tati87. ![]() l’articolo, credimi, l’ho letto…non mi faccio spaventare certo dalla lunghezza di un articolo…e se voglioamo parlare di qualcuno che non ha capito bene o malinterpretato ciò che legge, bhè quello sei tu (Alfopop)….io quando ho parlato di controtendenza parlavo dell’intero telefilm, non della series finale….so benissimo che a molti non è piaciuta, ma continuo a credere che molte di queste persone che sono rimaste deluse si aspettassero qualcosa di diverso, magari la soluzione a tutti i misteri….lost non funziona in questo modo…gli autori l’hanno strutturato in modo da dare risposta a molti enigmi durante la serie, e tutti quelli lasciati in sospeso si prestano alla libera interpretazione dei fans…detto questo: ciao! ![]() a chi lo dici che Gigi D’alessio e’ sempre stato fantastico con le sue canzoni pure Anna Tatangelo e’ meravigliosa come canta e’ fantastica che e’ ora mamma Inserisci un commentoEffettua il login per postare un commento. 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